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Ventimiglia, denunciati per aver dato cibo ai migranti. Gonnella (Antigone/CILD): è il capovolgimento di ogni logica

C7sB2L5W0AE0spVCOMUNICATO STAMPA - Sarebbero almeno tre (tutte francesi) le persone denunciate dalla Polizia di Stato per aver "somministrato senza autorizzazione cibo ai migranti, art. 650 c.p., contravvenendo ad un'ordinanza del Sindaco di Ventimiglia".  

Il fatto è avvenuto lo scorso 20 marzo nella città ligure ed è stato segnalato oggi ad Antigone.

"Siamo di fronte al capovolgimento di ogni logica. Utilizzare il diritto per colpire e punire episodi di solidarietà non può avere e trovare alcuna giustificazione". A dichiararlo è Patrizio Gonnella (presidente di Antigone e della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili).  

A quanto abbiamo appreso i ragazzi sarebbero arrivati a Ventimiglia con una macchina carica di generi alimentari e avrebbero iniziati a distribuirli ai migranti presenti alla frontiera con la Francia.  Dopo pochi minuti la polizia li avrebbe interrotti e condotti in caserma per identificarli, schedarli e denunciarli.  Almeno uno di loro non avrebbe firmato la denuncia poiché nessuno era in grado di tradurre il documento e i contenuti dello stesso in francese.

ROMA, 24/03/2017

Decreto sicurezza: segnalaci le ordinanze

17362460 1073771466062747 1398900567564567034 nIl Decreto Sicurezza è stato approvato nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati ed ora è al Senato dove dovrà essere convertito definitivamente. Come anticipato nei giorni scorsi stiamo continuando ad opporci a questo provvedimento in tutti i modi possibili e, anche dopo la sua approvazione definitiva continueremo a farlo, sia attraverso un'azione di advocacy diretta verso Governo, Parlamento e opinione pubblica, sia attraverso un'azione giudiziaria che punti a smantellare le disposizioni contenute nel Decreto.

Per farlo stiamo iniziando a raccogliere le ordinanze e gli atti che Sindaci, Prefetti e Questori stanno emettendo a seguito dei rinnovati poteri che questo provvedimento governativo gli ha concesso. Lo scopo è quello di costruire una banca dati e capire dove e come poter intervenire.

Per questo chiediamo a chiunque abbia notizia di uno di questi atti di segnalarcelo all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Questa sarà un'attività che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi. Ti chiediamo di sostenerci in questa nostra lotta per i diritti. Qui puoi sapere come farlo.

 

Ddl riforma codice penale, codice procedura penale e ordinamento penitenziario. Antigone: luci, ombre e un gradissimo pericolo

Senato-elettivoCOMUNICATO STAMPA - Valutiamo favorevolmente la riforma dell'ordinamento penitenziario prospettata dal disegno di legge delega votato dal Senato, in particolare nelle parti che estendono le possibilità di accesso alle misure alternative alla detenzione e l’utilizzo della sorveglianza dinamica, nonché in quelle che guardano a maggiori garanzie nel rispetto dei diritti delle donne e dei detenuti stranieri – anche in relazione ai diritti religiosi – e all’esercizio della sessualità in carcere. Fondamentale è inoltre la previsione di norme penitenziarie specifiche per gli istituti penali per minori. Molte di queste disposizioni sono state da noi richieste e sollecitate. Si tratta di norme che possono, se attuate rapidamente, dare vita ai suggerimenti emersi negli Stati Generali sull’esecuzione penale.  

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Appello contro il Decreto Minniti

minniti-755x515Le organizzazioni ed i firmatari in calce al presente appello ritengono che il cd decreto Minniti sia da respingere sia per le modalità con le quali è stato prodotto, senza la consultazione della società civile e con un provvedimento di urgenza immotivato, sia per i contenuti che veicolano un messaggio politico culturale reazionario e per soluzioni normative inefficaci e pericolose.

In particolare preoccupano le norme contenute nel decreto del 20 febbraio 2017, n. 14, Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città, che valutiamo assolutamente sbagliato nella impostazione generale ed in riferimento ai poteri di ordinanza in materia di ordine pubblico attribuiti ai sindaci oltre i limiti di garanzia costituzionale. Riteniamo totalmente arbitrario l’utilizzo della decretazione d’urgenza e grave che un decreto sulla sicurezza emanato dal Ministero dell’Interno e della Giustizia intervenga con strumenti di controllo e repressione con l’obiettivo dell’eliminazione della marginalità sociale come previsto dall’art. 4, accreditando la tesi della criminalizzazione degli ultimi.

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Detenuto morto nel carcere di Siracusa. Otto medici e un perito del Tribunale rinviati a giudizio

cavadonna-675x350Sono nove gli imputati rinviati a giudizio per la morte di Alfredo Liotta avvenuta nel carcere di Cavadonna a Siracusa nel luglio del 2012: il Direttore sanitario e sette medici del carcere, nonché il perito nominato dalla Corte d’Assise d’Appello di Catania.  

Il caso venne portato a conoscenza del Difensore Civico di Antigone, che acquisì tutte le carte sullo stato del detenuto, da parte di alcuni famigliari del 41enne. Da queste emerse come il personale medico e infermieristico che si succedeva dal detenuto, non avesse saputo individuare e comprendere i sintomi né il decorso clinico di Alfredo Liotta e che tali carenze conoscitive ne avessero determinato il decesso. La scarsa lucidità del paziente avrebbe dovuto allarmare il personale sanitario e far considerare diversamente i rifiuti reiterati della terapia e del cibo che invece furono interpretati come rifiuti volontari.  

Perciò Antigone, con il proprio Difensore Civico, l’Avv. Simona Filippi, presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Siracusa affinché fossero individuati i responsabili della morte dell’uomo, richiedendone il rinvio a giudizio.  

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Antigone allo Human Rights Committee

th 73d9f63cbf68d5d7391d41bb4dcbecbf 8224932Dal 6 al 10 marzo Antigone sarà a Ginevra per partecipare alla sessione dello Human Rights Committee.

Nelle settimane scorse abbiamo presentato un documento sullo stato delle carceri e della giustizia penale in Italia che avremo modo di illustrare in alcune sessioni di lavoro. Durante il meeting ogni Stato membro è tenuto a presentare dei rapporti relativi all’implementazione della Convenzione dei Diritti Umani che verranno valutati assieme ai rapporti ombra presentati dalle Organizzazioni Non Governative dei rispettivi Paesi. 

Tra questi c'è anche il nostro rapporto (scritto in collaborazione con la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili) nel quale affrontiamo i seguenti temi: tortura e uso eccessivo della forza; sovraffollamento penitenziario; detenuti stranieri; della questione della salute e della libertà religiosa e dei suicidi in carcere; del regime carcerario 41-bis; della chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari; dell'isolamento (per il quale abbiamo presentato una proposta di legge); delle donne detenute e dei detenuti omosessuali e transessuali; dell'indipendenza della magistratura e della lunghezza dei processi. 

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