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Relazioni bilateriali Italia-Egitto. Per rasserenarle si chieda maggiore collaborazione sul caso Regeni

154557120-fd6e3a09-1365-4b0b-86a4-f648ccfcb018COMUNICATO STAMPA - Dichiarazione congiunta di Antonio Marchesi (presidente di Amnesty International Italia) e Patrizio Gonnella (presidente di Antigone e CILD)  

In queste ore una delegazione della commissione difesa del Senato, guidata dal presidente Nicola Latorre, è impegnata in una visita ufficiale in Egitto. Durante la visita lo stesso senatore Latorre - come riportato da un'agenzia di stampa - avrebbe sottolineato la necessità di rasserenare l’atmosfera fra i due paesi per superare le difficoltà che stanno vivendo le relazioni bilaterali.  

Una frase che può essere letta come una possibile apertura al ritorno dell'ambasciatore italiano al Cairo, dopo che l'Italia aveva ritirato il suo rappresentante a seguito della morte del giovane ricercatore Giulio Regeni. Un caso per il quale la collaborazione delle autorità egiziane è sempre stata assente.  

"Crediamo che lo strumento migliore per rasserenare il clima tra Italia ed Egitto sia una fattiva collaborazione delle autorità egiziane nelle indagine per il rapimento e l'uccisione di Giulio Regeni". A dirlo sono Antonio Marchesi (presidente di Amnesty International Italia) e Patrizio Gonnella (presidente di Antigone e CILD).  
"La misura consistente nel ritiro dell’ambasciatore italiano al Cairo - proseguono Marchesi e Gonnella - non solo si giustificava con la gravità attribuita alla vicenda dalle istituzioni italiane, ma deve essere tuttora mantenuta come principale strumento di pressione per ottenere piena collaborazione da parte delle autorità egiziane.  
"I diritti umani si tutelano anche, quando necessario, con pressioni diplomatiche particolarmente intense e durature nel tempo. Le relazioni - concludono - non possono essere definite 'serene' dalle istituzioni italiane fino a che non ci saranno verità e giustizia per Giulio Regeni"

Roma, 11/07/2017

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