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Attivista accusato di vilipendio alle istituzioni della Repubblica. Il rischio è venga meno diritto di opinione e di critica

vilipendioCOMUNICATO STAMPA - Nelle settimane scorse un giovane attivista della rete Resistenze Meticce, intervenendo in piazza del Pantheon durante una manifestazione promossa da Amnesty International Italia, aveva criticato il ministro dell'Interno Marco Minniti e i decreti immigrazione e sicurezza che portano il suo nome. A seguito dell'intervento le forze dell'ordine presenti in piazza avevano fermato e denunciato l'attivista al quale è stata ora notificata l'accusa di vilipendio alle istituzioni della Repubblica (art. 290 c.p.).

"Il vilipendio è un reato che andrebbe abrogato. A maggior ragione quando la denuncia per vilipendio arriva, pare dalle immagini viste, solo per avere criticato il ministro che nella vulgata giornalistica ha dato il proprio nome ai decreti su immigrazione e sicurezza. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. Chiediamo al ministro Minniti - prosegue Gonnella - di esprimersi a riguardo. Centinaia di volte uomini politici, giornalisti, accademici, noi stessi abbiamo criticato leggi citando i nomi dei proponenti. Nessuno è mai stato accusato di vilipendio né denunce sono arrivate dai diretti interessati. Neanche quando questi erano Giovanardi, Bossi, Fini o Fornero. Quanto sta accadendo su questo caso - conclude il presidente di Antigone - mette a repentaglio il diritto di opinione e di critica, capisaldi di ogni stato democratico".

Roma, 13/07/2017

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