Casa di
reclusione - Casa di lavoro di SULMONA
Via Badia,
28
67039 -
SULMONA
telefoni:
0864/210831 - 45 - 51780 - 54195
e-mail:
cr.sulmona@giustizia.it Maschile
Tribunale e
Ufficio di Sorveglianza: L’Aquila
UEPE:
L’Aquila
NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI
Scarsa l’offerta di attività e di possibilità
lavorative offerte ai detenuti e pressoché inesistente la presenza dei
volontari. Rigido l’atteggiamento della custodia, a scapito di attività
socializzanti. Non c’è particolare sovraffollamento: i detenuti per piccoli
reati transitano solo per 4/5 giorni e poi escono. La maggior parte della
popolazione detenuta è agli arresti da 10/20 anni e un buon numero sono
ergastolani. La struttura, seppur in condizioni generali discrete, necessita
di alcune ristrutturazioni. Non è stata adeguata al nuovo regolamento.
STRUTTURA
anno di costruzione 1980
anno di consegna 1992
L’istituto è collocato piuttosto lontano dal
centro abitato, ed è agevolmente raggiungibile in macchina dall'autostrada.
Dall'esterno appare in un discreto stato, sebbene un po' fatiscente. Anche
all'interno la situazione è soddisfacente. Molti corridoi e aree comuni sono
stati rifatti da poco, così come le cucine e alcune docce comuni.
Mancano le docce nelle celle, ad eccezione di
quelle dell’infermeria, concepita inizialmente come sezione femminile, e di
quelle della sezioni per collaboratori. Le docce sono collocate nei
corridoi. Ci sono dieci docce per piano, vale a dire cinque per semi-sezione
(ciascuna semi-sezione ospita 40-45 detenuti).
Il numero di celle è 300, di cui 275 sono
originariamente concepite come singole ma utilizzate come doppie. Le celle
misurano più o meno 3 metri e mezzo per 2 e mezzo, a cui va aggiunto un vano
bagno della stessa lunghezza e largo circa un metro. Non ci sono particolari
schermature alle finestre oltre le sbarre, e la luce e l'aria sembrano in
misura accettabile (dipende però dal piano). Le finestre misurano circa
1,5x1,5 m. Anche nel bagno c'è una finestra, di dimensioni più ridotte. I
letti sono a castello a due piani, di metallo arancione. I bagni sono dotati
lavandino, lavapiedi e water . La condizione delle celle è accettabile (non
sembra esserci particolare degrado o umidità). I mobili della cella sono un
tavolino, un paio di sgabelli (il tutto di legno, prodotto della
falegnameria del carcere) e un paio di armadietti.
Vi è una zona apposita destinata al primo
ingresso, nella quale le celle sono di circa quattro metri per tre, luminose
e piuttosto pulite, con il bagno che costituisce un vano separato.
Le sezioni sono: 4 comuni, 2 per internati, 2
A.S., 2 E.I.V., 1 di degenza infermeria, 1 reparto per collaboratori di
giustizia (che ha tutte strutture indipendenti e conduce una gestione
completamente separata), 1 per semiliberi e detenuti in art. 21.
Spazi comuni interni: corridoi ampi (larghi
circa 3 m) e coperti di murales.
Spazi comuni esterni: perimetralmente c’è uno
spazio verde piuttosto grande, trascurato e sguarnito, mentre al centro
(internamente alle mura) c’è un giardino ben curato dagli stessi detenuti e
che non è utilizzato come passeggio, ma solo come area per l’attività del
giardinaggio.
La sala dei colloqui non è a norma, si sta
provvedendo a trasferirla in altro luogo più adeguato per grandezza ed
accoglienza.
Nei reparti di A.S ed E.I.V. -
strutturalmente, gli altri sono identici a questi - vi è un'aula scolastica
per ciascun reparto, luminosa e accogliente, arredata con banchi e lavagna.
Vi è inoltre una sala hobby per ciascun reparto, con spazi e materiali per
svolgere varie attività ricreative (quali la pittura o la costruzione di
modellini). E' anch'essa una sala luminosa e misura ca. m. 10 x 4. Vi è
infine una sala di lettura.
L’istituto è dotato di due biblioteche, di cui
una piccola ma abbastanza curata, che raccoglie testi scolastici, libri di
narrativa, di religione e di filosofia. In un lato della stanza si nota un
pianoforte (acquistato nel 2002 per un corso per tossicodipendenti, che
però non si è mai fatto).
C’è un'aula polivalente di dimensioni molto
grandi, utilizzata per la proiezione di film, per rappresentazioni musicali
e teatrali, ecc., ma è poco utilizzata per motivi strutturali: le file di
sedie sono decisamente poche e il palcoscenico è costituito da una semplice
pedana che non facilita la visuale.
L’unica cappella del carcere è esteticamente
poco accogliente, ma grande, pulita e luminosa.
I passeggi per l'ora d'aria sono costituiti da
cortili in cemento, senza rete superiore e forniti di una tettoia per
ripararsi in caso di maltempo. In uno dei passeggi c'è una rete per la
pallavolo. Vi sono inoltre due campi da pallacanestro.
Le stanzette dell'area trattamentale sono
pulite e luminose.
DETENUTI
I detenuti erano
418 al 31.12.2005. La capienza regolamentare è di 270. Nella media le
presenza sono circa di 380/400 unità.
Tipologie: stranieri il 15/20%, Alta Sicurezza
98, EIV 41, collaboratori 10, in art. 21 5, semiliberi 2, tossicodipendenti
100/110.
L'istituto ospita comunemente soltanto
detenuti definitivi. Circa 40-50 gli ergastolani. C'è una sezione apposita
separata, di appoggio per gli arrestati, che vi si fermano tuttavia soltanto
pochi giorni.
In
Osservazione: nel carcere sono ospitati circa
60 detenuti con problemi di ordine psichiatrico (anche minorati psichici),
inviati qui dal Ministero in quanto l'istituto è dotato di un servizio
psichiatrico specialistico.
STAFF
direttore: dott. Ranaldi
polizia penitenziaria: personale in forza, 270
unità (1 Commissario, 15 Ispettori, 29 Sovrintendenti, 225 Agenti e
Assistenti). Personale distaccato in altri istituti: 19 unità (1 Ispettore,
1 Sovrintendente, 17 Agenti e Assistenti, 2 GOM). Personale distaccato o in
missione ad altri Istituti 34 unità (1 Ispettore, 1 Sovrintendente, 17
Agenti e Assistenti, 15 GOM).
educatori realmente in servizio: 5 (sono molti
rispetto alla media, ma si sostiene che il numero elevato di detenuti
problematici richieda più educatori).
SER.T: 4.
I medici sono: 1 incaricato, 1 provvisorio, 8
di guardia, 3 infermieri professionali, 10 a parcella. Ci sono 11
convenzioni attive con specialisti. Le prestazioni specialistiche sono:
psichiatria, odontoiatria, medicina del lavoro, ortopedia, radiologia ed
ecografia, infettivologia, dermatologia, cardiologia, oculistica,
allergologia, otorinolaringoiatra, fisiocinesiterapia.
VOLONTARI
Qualche anno fa entravano nell’istituto alcuni
volontari che avevano costituito un gruppo di preghiera. Successivamente,
dopo una pausa nell'accesso del volontariato, sono venuti per un periodo due
insegnanti e i Testimoni di Geova. Almeno dal 2003 nessun volontario è
presente nell’istituto. C’è qualche rapporto con enti ed associazioni.
CONDIZIONI MATERIALI
Il numero di detenuti per cella arriva al
massimo a 2. Alle docce è possibile accedere 2 volte al giorno, negli orari
non occupati dalle attività.
I detenuti possono godere di quattro ore
d'aria giornaliere, dalle 9.00 alle 11.00 e dalle 13.00 alle 15.00; possono
inoltre usufruire di un'ora di socialità, dalle 16.30 alle 17.30, momento
questo della chiusura serale delle celle (con l'eccezione di quelle che
ospitano i detenuti che lavorano, le quali vengono chiuse più tardi). La
direzione afferma che chi lo desidera può stare fuori della cella negli
orari delle lavorazioni e della scuola, quindi fra le 9 e le 17. Al momento
della nostra rilevazione, la maggior parte dei detenuti era chiuso in cella.
La cucina è grande e pulita e il cibo sembra
di buona qualità; pare che i detenuti ne siano soddisfatti.
Ci sono stati problemi per il sopravitto, a
causa della dichiarata mancanza di alcuni prodotti richiesti. I controlli
dei prezzi vengono effettuati attraverso il prezzario del Comune e la
qualità dei prodotti viene controllata direttamente dalla direzione. Il
sopravvitto si richiede attraverso la domandina con 2 giorni d’anticipo.
In caso di bisogno, il detenuto chiede udienza
agli operatori dei reparti, al responsabile dell'ufficio matricole o al
dirigente sanitario.
I detenuti hanno accesso al regolamento
interno in tutte le lingue.
EVENTI CRITICI
L’istituto è noto per
la lunga serie di suicidi che lo ha interessato, a partire da quello della
stessa direttrice di un tempo:
1) 19 aprile 2003: si uccide
la direttrice, Armida Miserere
2) 14 ottobre 2003:
D.A., 41 anni, si toglie la vita nella sua cella soffocandosi
con i lacci delle scarpe.
3) 28 giugno 2004: F. P., 58
anni, si è impiccato alla grata della sua cella. Quando è stato trovato da
uno degli agenti di custodia era ancora vivo, ma è morto durante il
trasporto all’ospedale.
4) 16 agosto 2004: Camillo Valentini, 50 anni, Sindaco del
Comune di Roccaraso, arrestato la notte tra il 13 e il 14 agosto per
concussione, si uccide nella cella dei “nuovi giunti” infilandosi un
sacchetto di plastica sopra la testa.
5) 3 gennaio 2005: G. C. si
impicca con i lacci delle scarpe
6) 1° marzo 2005: N.G., 28
anni, si impicca alla grata della sua cella singola
7) 28 aprile 2005:
F.V., 36 anni, si impicca, con il laccio della tuta da ginnastica, alla
grata del bagno della cella che condivideva con un altro detenuto
SANITA’
Guardia medica h 24 .
L’infermeria
appare in buone condizioni e dotata di parecchi strumenti (hanno potuto
portare diverse branche specialistiche all’interno. I detenuti vengono
altrimenti portati all’Aquila, a Popoli o ad Avezzano). C’è in progetto di
predisporre un repartino nell’ospedale di Sulmona (per ora c’è un stanza ad
hoc). C’è una convenzione con la facoltà di Psichiatria dell’Università di
Chieti.
C’è uno studio dentistico convenzionato, con
un dentista esterno, dotato di un'apparecchiatura (sedia dentistica) che
appare funzionale e in buone condizioni igieniche.
Ci sono l'ufficio del medico di guardia, due
ambulatori distinti, uno per le visite generiche e uno specifico nel quale
opera il cardiologo (in quest'ultimo c'è un apparecchio ecografico). In
passato l'istituto era dotato anche di macchinari per effettuare i raggi. In
un'ulteriore stanza si trova la farmacia con il magazzino dei medicinali.
L'infermeria dell'istituto comprende un reparto detentivo di degenza, con
celle forse più grandi di quelle ordinarie e a più di due posti.
Ci sono stati problemi legati alla sfera della
sanità, e per un certo periodo si è avuta una mancanza di medici specialisti
e un conseguente aumento delle visite effettuate all'esterno, oltre a una
indisponibilità dei farmaci.
I tempi di attesa per le visite risulterebbero
analoghi a quelli di fuori.
Il reparto è autonomo rispetto ai passeggi
(l'uso della cappella e le varie iniziative ricreative, come ad esempio il
cinema, avviene invece con gli altri detenuti).
Nell’istituto c’è un reparto di osservazione
psichiatrica. I malati gravi vengono mandati per un periodo di tempo
all'O.P.G., al termine del quale fanno ritorno nell'istituto.
Il consumo di psicofarmaci prescritti dallo
psichiatra è molto alto, e si dichiara che molto di rado per problemi
psichici viene fatto ricorso a mezzi di contenimento fisico.
I rapporti con il Ser.T., che somministra
metadone, vengono definiti buoni. Non si registrano casi di overdose nella
popolazione detenuta. Non c'è una sezione apposita per tossicodipendenti,
c’è un presidio per la tossicodipendenza, nel quale lavorano un medico
specialista e due psicologhe addette specificamente ai detenuti
tossicodipendenti; esercitano anche attività di sostegno psicologico e di
prevenzione della diffusione del virus per i detenuti sieropositivi (è lo
stesso personale ad occuparsi di richiedere la sospensione della pena per
detenuti in AIDS al momento stabilito dalla normativa vigente).
ATTIVITÀ
Per le attività sportive, ci sono 2 palestre
con attrezzi piuttosto nuovi e un campo da pallone disponibile tutto l'anno,
di misura quasi regolamentare, nel quale vengono organizzati tornei di
calcio.
Ci sono laboratori di pittura e modellismo.
C’è un corso di educazione alla musica
(pianoforte, chitarra). Durante l'anno viene organizzato qualche concerto
musicale. Si è costituito il complesso “I Fiori del Vento”.
Annualmente si creano dei seminari a tema. E’
terminato a metà del 2006 terminato, con una conferenza finale, un seminario
sui minori che ha visto la partecipazione della maggior parte dei detenuti
dell’istituto.
C’è un progetto intitolato “Dona la voce” per
il quale, nei prossimi mesi, si dovrebbero iniziare a incidere audiolibri
per non vedenti.
Pochi stranieri frequentano le biblioteche,
che invece sono molto sfruttate dal resto della popolazione detenuta.
In passato, una volta l'anno, in occasione di
una rassegna cinematografica che si svolge a Sulmona, quattro o cinque film
della rassegna venivano proiettati nel carcere e alla proiezione
partecipavano attori, registi e vari personaggi del mondo del grande
schermo.
Non esiste un giornale interno dell'istituto.
LAVORO
I lavori interni gestiti dall'amministrazione
sono quelli domestici più alcuni lavori artigianali:
una falegnameria (ci lavora una quarantina di
detenuti, si producono tavolini e sgabelli per gli istituti di pena);
una sartoria (attrezzature nuovissime, ci
lavorano 19 detenuti, producono camici e tute da lavoro); una calzoleria (ci
lavorano 19 detenuti, fanno gli scarponcini per i detenuti contadini delle
colonie agricole, si sostiene ci sia un potenziale enorme che però la
situazione del mercato non favorirebbe);
una tessitoria (attualmente ferma perché non è
a norma di legge; la situazione del mercato non incoraggerebbe il tentativo
di riattivarla);
una legatoria (ci lavoreranno 4 detenuti:
finita adesso la fase di formazione, parte ora con una convenzione con gli
enti locali per rilegare i loro atti).
Gli spazi per la lavorazioni sono molto
ampi e tutti a norma. Lavorano circa 100 detenuti ma di recente, per
questioni di risorse economiche, si è scelto di ridurre il loro orario di
lavoro a tre ore giornaliere (riduzione delle ore anziché del numero dei
detenuti che lavorano). Altro problema è che non si trovano a Sulmona ditte
esterne neppure per progetti già finanziati. Non esiste alcun lavoro
appaltato a privati fuori dell'istituto.
ISTRUZIONE
Ci sono corsi di alfabetizzazione, di scuola
media e per geometri. Ci sono 4/5 studenti universitari. Ci sono progetti
per fare un polo universitario con l’Università dell’Aquila (scienze
giuridiche d’impresa) oltre alla sperimentazione di un corso telematico sui
Beni Culturali con l’università di Chieti, “Leonardo Da Vinci”, ed uno sulla
psichiatria.
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