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Antigone in carcere - Abruzzo

CASA CIRCONDARIALE DI TERAMO

Indirizzo località Castrogno – 64100 Teramo telefono: 0861/414777 fax 0861 413701

Email: cc.teramo@giustizia.it

dislocazione extraurbana

Tribunale di Sorveglianza di riferimento: L’Aquila

Ufficio di Sorveglianza di riferimento: Pescara

UEPE di riferimento: Pescara

 

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI

A questo Istituto spetta il triste primato dei suicidi: tre uomini e una donna si sono infatti tolti la vita dall’inizio dell’anno. I maggiori problemi sembrerebbero essere il sovraffollamento (tasso di affollamento del 170%), la carenza di personale, l’alto numero di ristretti con disagio psichico (la struttura è punto di riferimento per Abruzzo e Molise) che non è possibile tenere in osservazione o comunque separarli dagli altri, la scarsa offerta trattamentale e i pochi soldi messi a disposizione per le mercedi dei detenuti.

Dal 29 settembre, il Direttore, “al fine di adeguare la realtà detentiva alle ingenti presenze di reclusi che sono espressione della povertà e del disagio e, parallelamente, per razionalizzare le risorse sulla sicurezza (…) ha provveduto, con ordine di servizio, all’istituzione delle sezioni non perimetrali a regime aperto, permettendo ai detenuti comuni delle sezioni I, III e parte della IV “il superamento, dalle ore 8.30 alle 17.30, della soglia di perimetrazione della vita penitenziaria all’interno delle stanze di pernottamento, nel rispetto di precise regole”. Regole codificate, affisse nelle sezioni, e notificate al detenuto mediante adesione al “patto tratta mentale” che il detenuto è comunque libero di non sottoscrivere.

Sempre con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita all’interno dell’Istituto, il Direttore, tramite ordine di servizio, ha autorizzato il possesso e l’uso nelle camere detentive di materiale pornografico statico (riviste) e dinamico (dvd), valutando l’utilizzo un utile elemento trattamentale, ovviamente nel rispetto di terzi non consenzienti.

Da settembre è stato anche istituito uno staff multidisciplinare di accoglienza e sostegno con l’obiettivo di rilevare e trattare con tempestività bisogni e stati di disagio psicologico, psichiatrico e prevenire ulteriori atti di suicidio e autolesionismo che si è affiancato al “servizio di ascolto” operativo da luglio.

A fronte di queste coraggiose iniziative del Direttore supportate dal Comandante e dal Vice-Comandante, l’Istituto presenta delle problematiche molto profonde.

La struttura ospita anche una sezione protetti (50 celle – 80 detenuti) di tutte le tipologia (sex offender, collaboratori, ex appartenenti alle forze dell’ordine) che sono tenuti tutti insieme e senza un adeguato trattamento: lo psicologo è presente in istituto solo 19 ore al mese e lo psichiatra 60 ore al mese (a breve, pare, sarà però portato a 36 ore settimanali) e ovviamente per tutti i detenuti.

La sezione maschile si sviluppa su 5 piani (4 dei quali detentivi) ed è priva di ascensore. Al momento della visita nella sezione AS (3 piano) era ospitato un detenuto con disabilità motorie e l’unico modo per farlo scendere è di utilizzare il montacarichi della cucina.

Non sono attive scuole superiori per i detenuti dell’AS e scarsissima è la presenza di volontari.

A causa della dislocazione extra-urbana è quasi impossibile raggiungere l’istituto con mezzi pubblici, causando problemi sia ai familiari dei detenuti per il colloqui che ai semi-liberi o agli art. 21.

Rispetto allo scorso anno le mercedi anno subito un taglio equivalente al 19% e il budget complessivo per il 2012 equivale a € 241.000.

Con la legge Alfano (L. 199/2010) sono usciti 21 detenuti e con il successivo decreto Severino (D.L. 211/2011 convertito con L. 9/2012) dal 22/12/2011 ad oggi, 39 detenuti, di cui 7 con fine pena superiore ai 12 mesi).

Gli ingressi dalla libertà, grazie alle nuove norme previste dal decreto Severino, al contrario, hanno subito un calo: si è passati dai 296 dell’anno 2011 ai 213 dall’inizio dell’anno al 10/10/2012.

Diventato famoso il carcere per una registrazione shock che ha fatto il giro di tutti i giornali nazionali in cui si sentiva l’allora comandate Giuseppe Luzi dire: «In sezione un detenuto non si massacra, si massacra sotto… Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto…», l’amministrazione ha provveduto alla sostituzione di tutte le figure apicali: il comandante, il vice-comandante e lo stesso direttore.

 

STRUTTURA

 Anno di costruzione 1977; anno di consegna 1986.

Sezioni: 4 maschili e 1 femminile

Spazi comuni interni: saletta socialità, cappella/sala per preghiere/docce/biblioteca.

Spazi comuni esterni: passeggi, campo da calcio.

L’edificio è in buone condizioni. Gli spazi esterni sono molto ampi, quelli interni decisamente meno. La sezione maschile si sviluppa negli ultimi quattro piani di un edificio di cinque privo di ascensore. Ciascun piano ospita due semi-sezioni di 25 celle ciascuna (50 a piano). Le docce (3 per ciascuna semi-sezione) versano in pessime condizioni. Le celle sono tutte della stessa dimensione, ossia di circa 9 metri quadri, vano bagno (con water e lavandino) incluso. Pensate per ospitare un solo detenuto, al momento della nostra visita ne ospitavano 2 (letto a castello a due piani) e in estate arrivano ad ospitarne tre.

La sezione femminile è in un edificio a parte e le celle (20 in tutto) si sviluppano su un solo piano con docce in comune al piano. Alle finestre di un versante dell’edificio, ossia quelle che affacciano sull’istituto maschile, sono state apposte le “gelosie” che tolgono luce e aria alle celle. C’è un nido all’interno della sezione femminile.

Gli spazi per l’ora d’aria sono i tipici passeggi di cemento bianco e hanno copertura solo per una piccolissima parte. Il campo da calcio necessita di manutenzione.

Nella sezione maschile c’è una sala per la barberia, una biblioteca, una palestra.

La cucina per gli uomini è separata da quella per le donne. Quella degli uomini è stata intermante ristrutturata nel 2008. Gli spazi accessibili per le attività religiose sono una cappella nella sezione maschile e una cappella più piccola ricavata da una sala comune in quella femminile. Tutti i ministri di culto che facciano richiesta hanno accesso in istituto.

 

DETENUTI

Uomini presenti 351 (c. regolamentare 210);

donne presenti 44 e 2 bambini di anni 2, e 7 mesi (c. regolamentare 21)

stranieri 93 (tra uomini e donne), ossia circa il 23% (di cui 22 rumeni, 13 marocchini, 13 albanesi, 4 algerini;

tossicodipendenti in carico al Sert 86, ossia circa il 21%;

art. 21 4;

semi liberi 3 (1 donna e 2 uomini);

posizioni giuridiche (tra uomini e donne): 51 giudicabili, 36 appellanti, 31 ricorrenti, 234 definitivi, 43 mista.

 

STAFF

Direttore, 1 Comandante, 1 vice Comandante, 6 educatori (di cui 2 distaccati);

psicologo: 19 h al mese;

Poliziotti penitenziari amministrati 180, previsti 203;

Assistenti sociali UEPE: 2 volte a settimana.

 

VOLONTARI

Sono una decina i volontari che frequentano l’istituto, non appartenenti ad associazioni strutturate di volontariato ma per lo più a varie comunità religiose. È presente un gruppo di Auto-aiuto che si riunisce con una ventina di detenuti una volta alla settimana.

È presente in Istituto un volontario, collegato con il Patronato che, a rotazione sui reparti, prende in carico le problematiche di volta in volta segnalate..

 

CONDIZIONI MATERIALI

Sezione maschile;

I piano: chiamata “distributore”, infermeria, celle di osservazione infermieristiche, presidio Ser.T.

II piano: protetti (sex offender – collaboratori di giustizia – ex appartenenti alel forze dell’ordine);

III piano: AS3,

IV-V piano: comuni.

Sezione femminile:

I piano: sezione comuni con un nido;

in padiglione esterno, 2 celle per semi-liberi e art. 21.

 

Le docce sono sul piano e l’accesso è tutti i giorni.

Orari: alle 8 colazione, alle 9- 11,30 / 13.30-15.30 ora d’aria o saletta socialità o socialità in cella (consentite fino a 6 persone in cella) 12,30 pranzo – 18.00 cena.

Cucina e sopravvitto: rispetto di ogni dieta, sopravitto fornito attraverso domandina.

C’è una lavanderia per lavarsi gli indumenti di proprietà dell’Amministrazione (settimanalmente, secondo una tabella).

Di fronte all’infermeria è presente una sezione di isolamento ma spesso accade che per carenza di spazi il detenuto venga di fatto lasciato nella propria cella ed escluso dalle attività in comune.

 

SANITÀ

1 dirigente medico + guardia medica h 24 su 3 turni. 9 infermieri presenti a rotazione tutti i giorni dalle 7 alle 22. In Istituto sono presenti i seguenti specialisti: infettivologo, cardiologo, pneumologo, neurologo, chirurgo, internista, otorino, radiologo, urologo, dentista, ginecologo.

Il contratto con lo psichiatra è per 60 ore al mese e l’istituto è punto di riferimento per tutti i detenuti con patologie psichiatriche che vengono inviati qui da tutto il distretto (Abruzzo e Molise), nonostante poi non ci sia un vero e proprio reparto dedicato

Al momento 3 le celle di osservazione infermieristica È dove stava il detenuto che si è buttato dal letto. Erano le celle accanto all’infermeria in funzione che risultano assolutamente insufficienti per il fabbisogno dell’Istituto (2 sono in ristrutturazione).

È presente il presidio del Ser.T.  2 volte a settimana con psicologo.

I tempi per le visite specialistiche esterne sono assai brevi.

 

ATTIVITÀ

Ricreative e culturali: biblioteca.

Sportive: calcetto.

 

LAVORO

I lavori sono solo quelli domestici. Per carenza di strutture non ci sono lavorazioni interne e non c’è la collaborazione di alcuna cooperativa sociale per il confezionamento dei pasti o altro.

Le mercedi anche per il 2012 hanno subito tagli. Dopo quello del 2009 quando il budget venne ridotto del 40%, per il 2012 il budget complessivo è di € 241.000, il 19% in meno rispetto allo scorso anno. Tutto ciò causa, anno dopo anno, una forte limitazione delle ore lavorative. L’istituto provvede ad una fitta turnazione per permettere a molti di guadagnare qualcosa. Mensilmente lavorano circa 130 detenuti turnando su 10 giorni.

La ragioneria segue anche le problematiche di natura contributiva, come ad esempio le domande di disoccupazione a requisiti ridotti.

 

ISTRUZIONE

L’istruzione è prevista solo per i detenuti comuni ed è così organizzata: scuola elementare (uomini e donne); alfabetizzazione per stranieri (uomini e donne); scuola media (solo uomini); scuola alberghiera (solo uomini).

Ci si sta organizzando per istituire corsi di scuola superiore anche per l’AS. Al momento si dà loro la possibilità di conseguire il diploma solo da privatisti e nello scorso anno scolastico 2 detenuti si sono diplomati in questo modo. Al momento, nel reparto di AS c’è uno studente universitario che sta per conseguire la laurea di giurisprudenza presso l’Università di Teramo.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE

Attualmente non c’è alcun corso di formazione professionale. 

 

CONTATTI CON L’ESTERNO

Colloqui: lunedì, mercoledì, venerdì, sabato, fra le 9,00 e le 15,30 ma ripartiti per sezioni.

Telefonate: tutti i giorni feriali fra le 13,30 e le 18,30 e in quelli festivi fra le 9 e le 11,30 e le 13,30 e le 16.

Pacchi dei familiari: entro i 20 kg, esclusivamente capi di abbigliamento e, su autorizzazione del Direttore, anche generi alimentare e di uso comune.

 

EVENTI CRITICI

Nel 2009 uscì fuori dall’Istituto una registrazione shock in cui si sentiva l’allora comandate Giuseppe Luzi dire: «In sezione un detenuto non si massacra, si massacra sotto… Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto…» a seguito della quale, la procura di Teramo ha aperto un’inchiesta riguardante l'ex comandante della polizia penitenziaria e cinque agenti. Dopo una prima richiesta di archiviazione del caso e il successivo respingimento, lo scorso gennaio 2012 è arrivata la seconda richiesta di archiviazione dove i magistrati sottolineano e rimarcano più volte l'impossibilità di poter dimostrare i fatti per l'omertà registrata proprio nell'ambiente carcerario. Il detenuto oggetto del “presunto” pestaggio, che nel frattempo ha finito di scontare la pena ed è uscito dal carcere, ha sempre sostenuto di essere stato picchiato dagli agenti come atto di ritorsione proprio per la sua resistenza nei confronti di un poliziotto. Nel corso del processo sono stati ascoltati vari testi, tra cui anche la moglie di Uzoma Emeka, il “negro” a cui ci si riferisce nella registrazione e ritenuto il testimone chiave del presunto pestaggio in carcere e morto a Castrogno per un tumore al cervello non diagnosticato pochi mesi dopo i fatti.

Vale la pena ricordare che lo stesso comandante ammise che la voce del cd fosse la sua ma che nella registrazione non si riferiva a un pestaggio. Ma,come ha dichiarato: “Ero mosso dalla rabbia e forse ho usato termini forti. In realtà c'era stato solo un richiamo degli agenti ai detenuti dopo un'aggressione da parte di questi ultimi alle guardie”.

 

 

Nel 2012 sono 4 i detenuti morti per suicidio: a febbraio un detenuto della AS di origini siciliane si è ucciso impiccandosi, aveva 38 anni, avrebbe finito di espiare la pena nel 2017 per reati di mafia; a giugno un uomo pescarese di 44 anni, a seguito della notifica di un cumulo di pene che lo avrebbe portato fuori dal carcere solo nel 2017, si è impiccato; il giorno dopo una donna etiope di 55 anni si è impiccata legando un lenzuolo alla finestra della sua cella: a marzo era stata condannata a 18 anni per l'omicidio di un'altra donna, il suo avvocato aveva chiesto l'assoluzione per infermità mentale; in seguito alle gravissime lesioni midollari subite dopo essersi buttato “di testa” dal letto a castello nel mese di febbraio, muore in ospedale un detenuto 28 pescare, accusato di matricidio, il Gip aveva respinto la richiesta dell’avvocato e del Pm di trasferirlo in Opg o in una struttura idonea, ora il Pm di Teramo, ha disposto il trasferimento del fascicolo dovendosi ipotizzare responsabilità anche a carico dei magistrati che si sono occupati della vicenda.

 

Lo scorso 23 marzo 2012, nel cuore della notte un detenuto marocchino con il proprio fornellino a gas ha dato fuoco alla propria cella, causando un principio di incendio. Il personale di servizio ha provveduto a sgomberare l’intero piano ed a spostare i 50 detenuti e 6 agenti si sono intossicati.

Nel 2011, nel carcere di Teramo, si è registrato un suicidio, quelli tentati sono stati 27 e 98 atti di autolesionismo, 5 le aggressioni agli agenti e 59 gli scioperi della fame intentati dai detenuti.

R.B 11/10/2012

R.B.-A.S.-M.R.B.-V.L- 06/04/2012

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