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Antigone in carcere - Lazio

CC E CR REBIBBIA FEMMINILE

via Bartolo Longo, 92         tel. 06 415941        e-mail: ccsf.roma@giustizia.it

dislocazione: periferia urbana

Tribunale e Ufficio di Sorveglianza: Roma

CSSA: Roma

 

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI

È l’istituto femminile con maggior numero di detenute a livello nazionale. Il tasso di affollamento è pari al 151%: a fronte di una capienza di 257 detenute, le donne presenti al momento della visita erano 416 (200 delle quali straniere, 250 le definitive, 154 tossicodipendenti). Particolarmente sovraffollata anche la “Sezione nido” in cui nelle 4 stanze erano presenti 20 bambini con le proprie mamme e nonostante la struttura sia attrezzata per poterne ospitare la metà. Nella sezione “Camerotti”, le celle di circa 14 mq, vano bagno compreso, ospitano fino a 5-6 detenute disposte in letti a castello di 2 piani. Le docce sono al piano e ce se sono solo 3-4 funzionanti per circa 70 detenute. Nella sezione “Cellulare” (reclusione), al secondo e terzo piano, in 10 mq sono ospitate 2-3 detenute, con letti a castello a 2 piani. Al primo piano le celle, di poco più di 5 mq, hanno ancora il water nella stanza separato solo da un basso muretto.

Con il passaggio della sanità penitenziaria al SSN si è persa la possibilità di avere il ginecologo reperibile, cosa che causa grandi problemi organizzativi nel caso di donne in stato interessante che necessitino controlli.

Da anni va avanti un problema nel rapporto con il Tribunale di Sorveglianza competente il cui magistrato di riferimento è presente nella struttura in modo molto discontinuo. Al momento della visita, donne che avevano richiesto camere di consiglio per misure alternative nel mese di maggio ancora non hanno la data dell’udienza fissata. Sembra che la concausa di un tentativo di suicidio, avvenuto nel dicembre 2012, sia proprio la lunga attesa per la risposta alla richiesta di fruizione di permessi premio (richiesta non evasa dopo oltre un anno). La donna si trova ancora in coma, in stato vegetativo.

Nel 2012 il budget a disposizione per le mercedi delle detenute è stato quasi dimezzato, causando di conseguenza una riduzione sia delle detenute lavoranti che delle ore lavorative. Nel primo semestre del 2013 i fondi a disposizione sono stati pari a 155.000 euro. Una cifra così esigua comporta anche ritardi da parte della ragioneria nei versamenti dei contributi previdenziali (Inps e Irap) e un arretrato in quello degli assegni familiari. Alcune lavorazioni interne, come la lavanderia, sono rese possibili solo grazie a progetti finanziati con i fondi della Cassa delle Ammende.

Le detenute, in tutti i reparti, sono aperte tutto il giorno  dalle 8 alle 20.

Come anche nel resto d’Italia, la formazione professionale in questo Istituto non c’è più.

In tutto l’Istituto è stato vietato l’utilizzo dei fornelletti a gas.

Nonostante la metà delle detenute sia straniere si lamenta una scarsa presenza (a volte anche l’assenza) di mediatori culturali.

Anche per quest’anno scolastico, al momento, non ci sono i fondi necessari per il pagamento del pulmino che dovrebbe trasportare quotidianamente i bambini presenti nei nidi esterni e si teme, quindi, che non sarà possibile garantire questo prezioso strumento ai giovani ospiti.

La scorsa primavera si è interrotto per un progetto già avviato di Call center.

Nelle vicine stazioni metro di Rebibbia e Ponte Mammolo sono presenti mosaici eseguiti da detenute qui ospitate.

 

STRUTTURA

La struttura edilizia è degli anni ’50 ed ha grandi spazi verdi. Negli anni ha beneficiato di grandi ristrutturazioni, sia delle parti interne che esterne, che hanno reso alcune sue sezioni particolarmente curate e funzionali Il secondo e terzo piano della sezione “Cellulare” ha ampi bagni ristrutturati con doccia e bidet. Nella sala colloqui dei reparti “Cellulare” e “Camerotti” è stato tolto il muro divisorio e i vecchi tavoli sono stati sostituiti da nuovi circolari. Il terzo piano del reparto “Cellulare” è stato ristrutturato e arredato con mobili di Ikea. Particolarmente curata anche la sezione per le semilibere inaugurata a maggio 2013.

Le docce del primo piano della sezione “Camerotti” al momento della visita erano chiuse e in ristrutturazione, aumentando i disagi alle detenute costrette a lavarsi al piano superiore dove le 4 docce funzionanti devono servire entrambi i piani che ospitano circa 140 detenute.

Il carcere è collegato dalla stazione con la metropolitana linea B; ma da qui bisogna prendere altri mezzi per avvicinarsi all’istituto che è comunque il più lontano dalla fermata dell’autobus degli istituti di Rebibbia.

Dall’ingresso si entra all’interno del muro di cinta e all’esterno, al centro, si attraversa una salita che arriva all’edificio centrale, dove ci sono la direzione e gli uffici. Alla sinistra dell’entrata, al di fuori del muro di cinta, c’è la sezione della semilibertà (4 stanze).

Due gli edifici principali della detenzione (“Camerotti”, la sezione di carcere giudiziario e “Cellulare”, perlopiù per la reclusione) che sono di tre piani ciascuno più il piano terra; l’interno è con i ballatoi a vista; ci sono 2 passeggi, uno ai camerotti, uno al cellulare. A parte c’è la cosiddetta casetta delle suore, con Nido e Infermeria, un piccolo edificio a sé, di un piano, per la Massima sicurezza e sul lato destro del cd “cancello suore”, composta da 3 celle, si trova la sezione Zeta  per le detenute parenti di collaboratori che abbiano compiuto reati.

- Camerotti (Circondariale: giudicabili e definitive con pene brevi), n. 44 celle, su tre piani oltre al piano terra di cui 14 al 1° piano, 15 sia al 2° che al 3° piano: le celle sono di ca.14 mq compreso il gabinetto (water e lavandino), separato con muro e porta. Ci sono generalmente 4-5 detenute per cella, alloggiate in letti a castello a 2 piani. Le docce (4 per piano) sono funzionanti solo al 2 e 3 piano.

In ciascun piano c’è una saletta per la socialità e una piccola palestra modestamente attrezzata.

Al piano terra vi è una cella per la prima accoglienza, ossia dove le nuove giunte trascorrono la prima settimana di detenzione che può ospitare fino a 4 detenute. Sempre al piano terra si trova il Sert, un piccolo ambulatorio, una stanza polivalente, laboratori per la pelletteria, stanza per i corsi, parrucchiere.

- Cellulare (Giudiziario) – n. 72 celle su tre piani oltre al piano terra di cui 30 al 1° piano, 21 sia al 2° che al 3° piano (primo piano lavoranti, secondo fine pena lungo, terzo dimittende): al primo piano le celle sono di circa 5 mq con bagno separato da un muretto (assicurano che vengano utilizzate sempre come singole), al secondo e terzo piano sono stati fatti lavori di ristrutturazione e le celle sono di circa 10 mq con annesso grande vano bagno dotato di doccia, lavabo e bidet. Ora, a causa del forte sovraffollamento, ospitano anche 3 detenute a stanza alloggiate in letti a castello di due piani. Il terzo piano è stato interamente arredato con mobili che ha donato Ikea. Al piano terra si trova il reparto I° Ingresso composto da 16 celle.

- Sezione Zeta (congiunte di collaboratori di giustizia che abbiano commesso un reato) – n. 3 celle di 14 mq.

- Nido (la casetta detta “delle suore”). n. 4 celle di varie dimensioni: è il primo nucleo dell’istituto.

- Massima sicurezza: As2, 3 celle con bagno e doccia; As3 5 celle.

Nell’Istituto c’è:

- biblioteca - vi si accede dal corridoio sotterraneo, molto attrezzata e con oltre 8.000 volumi a disposizione

- cucina: a norma

- 2 palestre: una grande, adiacente alla cucina, con qualche attrezzo; un’altra alla massima

- sala colloqui: una per la massima sicurezza e sezione zeta con bancone, un’altra con tavoli circolari;

- area verde attrezzata per bambini;

- area verde per colloqui;

- campi per azienda agricola;

- scuola - al primo piano dell’edificio centrale

- 2 campi di pallavolo, uno più grande

 

DETENUTI

Presenze al 04/09/2013: 416 (di cui 43 giovani adulte): 238 denifinitive, 63 in attesa di primo giudizio, 59 appellanti, 30 ricorrenti;

- Capienza regolamentare 257 (tasso di affollamento pari al 151%)

Straniere: ca. 50% (200), sudamericane, dell’Est europeo (specie rumene), africane (specie nigeriane)

Tossicodipendenti: 35%

AS2 (reati politici): 5

AS3 (reati associativi): 19

Sezione Zeta: 6

Semilibere e art. 21: 12

 

STAFF

Direttore: 1 reggente + 1 vice

Polizia Penitenziaria : personale in forza 110 donne e 41 uomini (tra le donne 13 assenti per lunghe malattie)

Educatori: 6

 

VOLONTARI

Grande è la presenza di volontari all’interno della struttura. Alcuni sono ministri di culto, altri si occupano di varie attività all’interno: Associazione A Roma Insieme – Leda Colombini si occupa soprattutto delle detenute madri, Caritas, Cooperativa Cecilia, Arci-Ora d’aria, Uisp ed altre.

 

CONDIZIONI MATERIALI:

Camerotti (giudicabili o definitive con condanne brevi): 204 detenute in 44 celle

- I piano: 67 detenute in 14 celle di 14 mq

- II piano: 63 detenute in 15 celle di 14 mq

- III piani: 74 detenute in 15 celle di 14 mq.

Cellulare (giudiziario): 128 detenute in 72 celle.

- PT: reparto di primo ingresso: 5 detenute (16 celle)

- Iº piano: 33 detenute (lavoranti) in 30 celle di circa 5 mq con bagno a vista separato da un muretto;

 II piano: 50 detenute (pene lunghe) in 21 celle di 10 mq;

- III ºpiano: 45 (dimittende) in 21 celle di 10 mq.

Nido

Piano Terra (sotterraneo): cappella e lavanderia

- Iº piano: Laboratori medici e Nido: 20 madri con bambini in 4 stanze. C’è una stanza attrezzata per i giochi e un piccolo giardino. Un’altra stanza con cubi colorati è attigua a quella dove si svolgono i colloqui. Una cucina per il vitto speciale dei neonati.

Massima sicurezza

AS2: 5 detenute (reati politici) in 3 celle;

AS3: 19 detenute (reati associativi) in 5 celle

2 sezioni As2 e As 3, rispettivamente di 3 e 5 celle.

Semilibere: sezione appena inaugurata e particolarmente accogliente (è posta alla desta dell’entrata), costituita da 4 stanze, un’ampia cucina, 2 bagni e grande terrazzo.

Le detenute, in tutti i reparti, sono aperte tutto il giorno (8-20); in particolare l’orario di accesso all’aria è 9,30-11,30 e 13,30-16,30 (d’inverno), 15-18,30 (d’inverno)

Cucine e sopravitto. C’è la cucina centrale ma in maggioranza cucinano autonomamente e nelle celle e nelle sale di socialità ai fornelletti si sono sostituite le piastre elettriche.

 

CONTATTI CON L’ESTERNO

I colloqui con familiari sono tutti i giorni, escluso il lunedì. Come previsto dalla legge, sono 6 + un’area verde di reparto al mese. Per chi ha figli minori c’è ancora un’area verde supplementare.

Le telefonate, una a settimana, si effettuano la mattina tra le 9 e le 11.

 

EVENTI CRITICI

L’ultimo suicidio avvenuto in Istituto risale al 2009 ma da allora ad oggi molti sono stati i tentativi, alcuni dei quali non andati a segno grazie all’intervento delle compagne di celle o di agenti di polizia penitenziaria. A dicembre 2012, sembra anche a causa della lunga attesa per una richiesta di fruizione di permessi premio (richiesta non evasa dopo oltre un anno) una donna ha tentato di uccidersi: la donna si trova ancora in coma, in stato vegetativo.

Frequenti lite e risse nelle sezioni anche per futili motivi.

 

SANITÀ        Guardia medica h 24 h tutti i giorni

La struttura fa capo alla Asl Rebibbia e condivide il coordinatore sanitario con Rebibbia Nc, cosa che ovviamente causa problemi e ritardi nella gestione delle problematiche di natura sanitaria. Il reparto Camerotti e Cellulare hanno, ciascuno, un medico per 3 ore al giorno, ce n’è poi un altro per il resto delle sezioni (ad eccezione del nido). È presente negli ambulatori il cardiologo, ortopedico, dentista, neurologo, otorino, dermatologo, oculista, il ginecologo e lo psichiatra, che fa, quest’ultimo, più ore degli altri ma che a detta della direzione sono sempre insufficienti per il fabbisogno dell’istituto. Al nido, dal 2011, c’è la presenza in più di neuropsichiatra infantile. Sempre al nido c’è la presenza costante, dalle 8 alle 20 di peuricultrici.

Per le donne in gravidanza viene offerta la preparazione al parto e alla maternità dalle volontarie dell’associazione Doula.

 

ATTIVITÀ:

- C’è una convenzione con il nido comunale: la mattina vi vengono condotti i bambini delle detenute che lo scelgono (per quest’anno scolastico ancora non ci sono i fondi per il finanziamento del pulmino che dovrebbe portare i bambini all’esterno e il servizio rischia quindi di saltare)

- la Cooperativa Zètema offre un corso di avvicinamento ai musei.

- L’Associazione “Roma Insieme” si occupa dei bambini, il sabato (9,30-18,30) li porta fuori; organizza l’animazione durante l’aria verde domenicale con un’associazione di animatori. Organizzato con le detenute madri un cicli di 7 incontri a temiatici, con la collaborazione di esperti.

- L’associazione Ora d’aria organizza un giornalino, attività culturali, informative e ludiche.

- Incontri settimanali del COL (servizio di orientamento al lavoro del Comune) e del PID.

- Le scuole del Centro Territoriale gestiscono al livello volontario un laboratorio di scrittura e di ascolto alla musica classica. Ogni anno i progetti cambiano.

- L’Uisp organizza attività sportive: pallavolo, ginnastica dolce (Massima sicurezza) e dei corsi per i bambini al Nido.

- Ci sono anche corsi di yoga, chitarra (Massima sicurezza).

- Da anni è attivo un laboratorio di patchwork i cui prodotti sono in vendita all’esterno.

- Una volontaria svolge un corso di parrucchiere.

- La biblioteca è seguita e fornita adeguatamente dalle Biblioteche del Comune di Roma (oltre 8.000 volumi), che viene utilizzata tutti i giorni, in particolare il pomeriggio è a orario libero.

- Al nido ci sono corsi di arte-terapia e musicoterapia per i bambini.

Le associazioni Tenda, Villa Maraini, Cusmano organizzano incontri destinati alle detenute con problemi di tossicodipendenza.

 

LAVORO:

Nel 2012 c’è stato un taglio del 40% del budget delle mercedi a disposizione che ha comportato una riduzione sia delle lavoranti che delle ore a loro disposizione. Nel primo semestre del 2013 i fondi a disposizione sono stati pari a 155.000 euro. Tali modeste cifre stanno comportando ritardi da parte della ragioneria nei versamenti dei contributi previdenziali (Inps e Irap) e un arretrato in quello degli assegni familiari. Oltre ai classici lavori di istituto, c’è una lavanderia industriale finanziata con la Cassa delle Ammende che, un’azienda agricola con attestazione bio (il cui budget di 25.000 euro però è contabilizzato a parte) e una sartoria

Riepilogando vengono occupate e pagate con fondi interni, al momento, solo 94 detenute (54 scopine, 16 lavanderia, 2 giardienre mof, 1 muratore, 3 spesine, 6 scrivane, 19 in cucina di cui 2 cuoche, 7 aiuto cuoche, 10 inservienti, 11 azienda agricola, 4 in sartoria.

Il lavoro domestico non è gestito con i turni: c’è una graduatoria che tiene conto di alcuni criteri (la data di ingresso in istituto e la posizione giuridica, nel senso che prima vengono assunte le definitive e quelle più a lunga pena).

- Lavorazione agricola: le detenute - ne sono impiegate 11 (3 ortolane qualificate, 1 ortolano, 3 auto agricoltore, 4 apprendiste agricoltore) - sono pagate per 5 ore; i prodotti dell’orto e dell’allevamento (polli, uova, conigli, tacchini) non vengono usati per la mensa comune, vengono venduti attraverso una ditta esterna che, in cambio di merce più scadente, li vende a prezzi più alti dello spaccio interno, riservato al personale; le stesse detenute non possono comprarli direttamente.

- Sartoria (6 detenute), si producono le divise per i lavoranti di tutti gli Istituti di pena nazionali.

- Lavanderia: provvede ai lavaggi di tutti gli Istituti del complesso di Rebibbia e di Regina Coeli che in prospettiva si occuperà anche del lavaggio per Rebibbia maschile.

- Pensione per cani: 4 detenute, a titolo volontario, si prendono cura di cani di dipendenti dell’amministrazione.

Grazie ai finanziamenti della Smuraglia, è attiva una Sartoria interna al carcere finanziata da Ora d’Aria che produce materiali realizzati riciclando materiali donati dalla Fao; la Cooperativa Cecilia offre lavoro per la pulizia della ludoteca; la cooperativa Syntax offre lavoro alla barista (semilibera); la cooperativa “Ora d’aria” gestisce una pelletteria.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE

Come sta accadendo in quasi tutti gli Istituti di pena nazionali, la formazione professionale gestita dagli enti locali (per intendersi quella gestita dall’E.I.N.A.I.P.), non c’è più, ora ci sono delle cooperative che, senza rilasciare attestati e a titolo volontario hanno allestito un laboratorio di pelletteria e un corso di giardinaggio.

 

ISTRUZIONE

I corsi di istruzione coinvolgono, complessivamente, 100 detenute. In particolare, nell’A.S. 2012/13, 33 sono state le detenute che hanno frequentato la scuola primaria, 23 le 150h, 28 l’Istituto tecnico industriale, 38 l’Istituto d’arte. Presso la sezione Zeta è attivo un corso di scuola elementare. Presso la sezione Alta Sicurezza è attivo un corso di scuola media. Inoltre, sono iscritte all’Università 3 detenute dell’Alta Sicurezza e 2 appartenenti al circuito ordinario

 

4 settembre 2013 – r.b./ p.b

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