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Antigone in carcere - Lazio

Casa Circondariale REGINA COELI

Maschile

Via della Lungara, 29

Roma

T: 06/680291

Dislocazione: urbana

Tribunale e Ufficio di Sorveglianza: Roma

UEPE: Roma

 

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI

La struttura antica resta il primo limite per la vivibilità dell’istituto. Le diverse ristrutturazioni effettuate nel corso degli anni hanno visibilmente migliorato l’aspetto complessivo degli ambienti, ma gli spazi restano comunque condizionati dalla rigidità della struttura e dunque inadeguati. A monte, si lamentano diverse questioni fondamentali: l’insufficienza di personale di Polizia Penitenziaria (Agenti e Assistenti) e di educatori, nonché la nuova direttiva del dipartimento sulla sanità che ha ridotto i servizi da 72 ore (SIAS) a 54 ore e da 290 ore a 190 per la guardia infermieristica. Si avverte il problema della riduzione delle ore lavorative per gli psicologi dell’osservazione e trattamento.

Gli spazi nelle celle e nei luoghi di socialità sono comunque condizionati dalla rigidità della struttura e quindi inadeguati.

Rimangono le “gelosie” metalliche alle finestre; tolgono aria e visibilità, ma si danno come inevitabili per riparare non solo la vista sugli alloggi del personale penitenziario ma anche sulle abitazioni private sui lati.

Per la ristrutturazione dei riscaldamenti della V sezione sono stati stanziati i soldi dall’Assessorato al Bilancio della Regione Lazio.

 

STRUTTURA

L’edificio è di valore archeologico, ubicato nel rione trastevere, è dislocato in un complesso edilizio risalente al 1654 ed in precedenza sede di convento. Nel 1881 fu convertito all’uso attuale recependo il nome della struttura religiosa che era dedicata a Maria, Regina Coeli. Sul lato esterno (versante lungotevere) vi sono due corpi; dietro un edificio panottico, 2 rotonde congiunte da un corridoio donde si diramano le otto sezioni (la I, II, III, IV e VIII sezione si sviluppano su tre piani; la V e la VII su due).

Sezioni

I – Lavoranti, ca. 80 posti (presenti 132), celle da due, cucina interamente ristrutturata e doccia interna (in applicazione L. 230/99); sottoposto a vincolo archeologico, conserva la struttura dell’epoca. Nei periodi di maggior affollamento, il primo piano di questa sezione viene spesso utilizzato come valvola di sfogo, infatti nelle celle adibite a socialità vengono messi i materassi anche per terra. Alcune celle del secondo piano vengono utilizzate per i detenuti sottoposti ad alta o altissima sorveglianza.

II – Tossicodipendenti, ca. 140 (presenti 156), celle da due

III – Comuni, ca. 140 (presenti 189), celle da 4, aperti, docce per piano

IV – Sezione chiusa (si consideri che la I sezione come la IV sono a norma ex L. 230/99). Dal dicembre 2004, parrebbe non vi sia alcuna notizia relativa ai finanziamenti per il restauro ammontanti a 5 m. di euro (1.700 dai lavori pubblici e 3.300 dall’Amministrazione Penitenziaria)

V – Giovani adulti (18-25 anni), ca. 70 (presenti 80)

VI – Comuni, ca. 150 (presenti 116), aperti

VII – Nuovi Giunti, ca. 120 (presenti 125)

VIII – Sezione protetta (precauzionale), ca. 80 (presenti 104)

Celle

La struttura ospita complessivamente 314 celle, di cui 289 nelle sezioni e 25 al centro clinico. 13 mq l’ampiezza delle celle a due posti, 21 mq. quella delle celle a quattro posti. I soffitti e la pavimentazione sono scrostati, in gran parte a causa della forte umidità. I passeggi sono costituiti da spazi limitati, angusti, pavimentati in cemento. Sussiste un’area di socialità interna per ogni piano la cui metratura oscilla tra i 13mq e i 21mq (piano terra).

Le biblioteche sono di reparto, esiste una convenzione con il sistema delle biblioteche di Roma, ma non sembrerebbe esserci un’organizzazione che potenzi la lettura.

Le aule per i corsi di scuola elementare e di alfabetizzazione si trovano lungo il corridoio centrale, sulla sinistra, prima di arrivare alla seconda rotonda. Si tratta di due aule collegate, abbastanza ampie. I corsi di scuola media vengono svolti nelle celle per la socialità che si trovano in ogni sezione.

È da considerare che la struttura non ha pressoché risentito dei benefici dell’indulto. È stata realizzata una sezione per 4 detenuti in articolo 21 ma nessun posto è occupato.

 

DETENUTI

Presenze: 969 detenuti (12 sono in attesa di trasferimento, il Direttore conferma la necessità di effettuare sfollamenti settimanali)

Capienza regolamentare: 907

Gli stranieri rappresentano circa il 50% della popolazione detenuta, di questi 250 sono Romeni. Non si rilevano capi d’imputazione rilevanti.  

Tossicodipendenti: ca. 30% (nella media nazionale);

Sieropositivi 69.

Definitivi: circa 120/130

Non ci sono carcerazioni speciali (no 41bis., AV, AS) anche se l’amministrazione è solita inviare al centro clinico A.S. o collaboratori di giustizia (per la sola durata del ricovero)

 

STAFF

Direttore: Mauro Mariani

Vice Direttori: Mellozzi, Bormioli, Santoro, Valentini 

Agenti: 500 circa

Educatori: Capo area, dott.ssa Margherita Marras + 5 educatori di cui 1 è a tempo determinato

 

Personale sanitario:

Dirigente sanitario: dott. Andrea Franceschini

1 appartenente del corpo sanitario per ogni reparto;

11 medici incaricati;

10 infermieri di ruolo.

È attiva la guardia medica sia nei giorni feriali che festivi.

 

VOLONTARI

100-150, in gran parte legati alla figura di Padre Vittorio Trani, il cappellano; ma anche  volontari dell’Arci, di S. Egidio, P.I.D. o appartenenti al privato sociale. L’attività da questi svolta si esplica nell’organizzazione di tornei (calcetto; scacchi); nel sostegno ai detenuti indigenti o nella risoluzione di problematiche legate alla popolazione straniera (questioni pensionistiche; contatti con le Autorità Consolari).

Sono presenti anche:

i delegati del Garante regionale e del Garante comunale;

i volontari del Servizio di Mediazione culturale dell’Associazione Med.eA. La loro attività di sportello, presente in istituto due volte a settimana, è in parte rimborsata dall’ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Roma.

 

CONDIZIONI MATERIALI

Ad oggi, gli spazi per le attività comuni si concretano nelle due rotonde donde si staccano le sezioni, nella prima si celebra altresì la messa domenicale, ca. circa 150. Per le sezioni “chiuse” le ore fuori dalla cella si svolgono in due turni (due ore al mattino), due ore di socialità nelle celle di reparto. Per le sezioni “aperte”, due ore d’aria di mattina. “Parrebbe” che la ex-falegnameria (circa 120 m.q.) sita tra la III e la IV sezione sarà predisposta per lo sviluppo delle attività ricreative. Esiste un progetto per il valore di 230 mila euro (per i tossicodipendenti) in fase di accettazione (c.d. Progetto di Ordinaria riabilitazione) per trasformare la zona religiosa un’area trattamentale.

 

Cucine e sopravitto: è presente la commissione per il vitto, formata da detenuti; ci sono i carrelli per il trasporto del vitto.

Nelle celle del centro clinico non è possibile tenere il fornelletto per cucinare. Per questo nella cella adibita a socialità del primo e secondo piano sono state messe delle piastre, che invece mancano nel terzo piano.

 

Manifestazioni di professione religiosa: oltre alla stabile presenza dei ministri di culto cattolici - il gruppo che ruota attorno al cappellano, padre Vittorio Trani, - con altri volontari di area cattolica, è presente qualcuno della comunità evangelica. I culti non cattolici vengono svolti in cella.

 

CONTATTI CON L’ESTERNO

Secondo le norme standard.

Il Comune di Roma ha inaugurato nel marzo 2006 un nuovo spazio di incontro per padri e figli. Nel dettaglio sono stati eseguiti i seguenti interventi: il risanamento dell’ambiente e la ristrutturazione delle pareti; la pittura parietale con personaggi tratti da fiabe o cartoni animati; la realizzazione di un’area giochi con staccionata in legno all’interno del quale saranno disposti i giochi, a norma Cee, e una panca, sistemata per tutto il perimetro, per l’attesa della madre o dell’accompagnatore del bambino. Il progetto prevede inoltre l’impiego di animatori cui affidare il delicato momento dell’accoglienza del bambino e insieme ai quali attendere, giocando o parlando, il turno del colloquio riducendo le tensioni. (Redattore sociale, 21 marzo 2006)  

 

EVENTI CRITICI

Il 25 dicembre 2002 M.R., 25 anni, tossicodipendente, nel tentativo di drogarsi con il gas di una bomboletta da campeggio, si è stordito al punto di perdere i sensi. Soccorso da un agente e poi dal medico del carcere ha perso la vita.

Il 25 maggio 2004, A.F., 44 anni, cardiopatico, muore in cella

Il 23 marzo 2007, P. 22 anni, Romeno, tossicodipendente, detenuto per rapina, era sotto osservazione psichiatrica per aver incendiato in passato la propria cella. Durante la notte l’agente che lo controllava lo ha sentito rantolare, ha dato l’allarme. Il detenuto non aveva ingerito le medicine che il medico gli aveva prescritto e aveva rigettato il cibo consumato la sera precedente. Il medico di guardia ha deciso l’immediato ricovero all’Ospedale Santo Spirito dove hanno tentato senza esito di rianimarlo con il defribillatore.

Suicidi

Il 5 luglio 2003: N.C. 20 anni, in carcere da due mesi, dopo la revoca degli arresti domiciliari, muore suicida aspirando il gas di una bomboletta

Il 1 gennaio 2004: P.G., 41 anni, è stato trovato morto suicida, soffocato a mezzo di un sacco di plastica

Il 14 febbraio 2004: A.C. da S.V. 40, brasiliano, detenuto da tre giorni con l’imputazione di omicidio, muore suicida inpiccandosi in cella

Il 7 agosto 2004: detenuto italiano, 20 anni, muore suicida inalando il gas della bomboletta cui era solito cucinare nella sua cella

L’estate del 2004 è ricordata per le forti tensioni

Autolesionismo

Molto diffusi i casi di autolesionismo soprattutto tra gli stranieri.

In particolare, si registra il caso, denunciato a ottobre 2006 dal Garante del Comune di Roma, di un ragazzo di 26 anni rumeno, che lamentava una scarsa attenzione alle sue condizioni di salute e che stava da circa una settimana nella cella ad alta sorveglianza della prima sezione con un chiodo in fronte, le labbra cucite con un filo di ferro e un paio di forbici legate al collo. A seguito dell’intervento del Garante, il ragazzo ha deciso di farsi operare per farsi togliere gli strumenti inseriti.

 

SANITA’

Da alcuni anni è stato predisposto il Centro Clinico, attrezzato con strumenti e ambulatori per dermatologia, gastroenterologia, pneumologia, neurologia, psichiatria, otorinolaringoiatria, radiologia, oculismo, chirurgia, fisioterapia, cardiologia, oncologia, ortopedia, infettivologia e urologia.

Due sale operatorie.

Notevoli problemi in relazione ai detenuti affetti da disagio psichico: in I sezione sono state predisposte 4 celle c.d. a “rischio”, una al centro clinico e una in VII sezione usufruibili a rotazione, arredate a scopo preventivo (termosifoni ricoperti da reti; letti e televisore incastonati, ecc ecc) 

I Piano: Malattie infettive (15 presenti)

II Piano: Medicina generale (24 presenti)

III Piano: Chirurgia  (26 presenti)

Ci sono 69 detenuti sieropositivi

La nuova direttiva del Dipartimento sulla sanità apporta riduzioni da 72 ore (SIAS) e 54 ore e da 290 ore a 190 per la guardia infermieristica

 

I tossicodipendenti, ca. il 30% dell’intera popolazione detenuta, sono concentrati tutti nella seconda sezione fino a quando sono sottoposti alla cura metadonica.

C’è somministrazione di metadone e di alcover.

Da nostre fonti sappiamo che si registrano alcune problematiche nella somministrazione del metadone per cui alcuni detenuti si sono sentiti male con crisi di astinenza.

 

ATTIVITA’ CULTURALI-RICREATIVE-SPORTIVE

Ad oggi, non sono praticate molte attività, ad eccezione di quelle propedeutiche o delle attività che si esplicano in massimo 3 mesi, realizzate grazie all’intervento del volontariato o delle scuole, e delle attività organizzate all’interno dell’istituto di concerto con la commissione (tornei di calcetto, ping pong, calcio balilla).

 

LAVORO

Circa 100-110 detenuti lavorano in art. 20 ma con orari ridotti (3/4h) per carenze di fondi; nessun tirocinante retribuito; nessuno in art. 21. Le attività sono domestiche, per lo più volte alla risoluzione di problematiche legate all’amministrazione penitenziaria. C’è la MOF, che ha contribuito ai lavori di manutenzione.

L’attività lavorativa di piantone (circa 6) che si svolge nei tre reparti del centro clinico, assimilabile all’attività di assistente socio sanitario, risulta sottovalutata e sottopagata.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE

Il progetto pedagogico per l’anno 2007 conta di praticare suddetti corsi:

Laboratorio restauro del mobile antico

corso di assemblaggio computer (moduli da 20 ore ciascuno)

competenze trasversali di informatica (120-150 ore)

corso per orafo cerista

corso di idraulica (120-150 ore)

corso di elettricista (120-150 ore)

corso di operaio polivalente (120-150 ore).

 

ISTRUZIONE

Si conferma la consueta attività didattica che prevede corsi di alfabetizzazione per stranieri e corsi di educazione per gli adulti finalizzata al conseguimento del diploma di scuola media (affluenza: circa 25 detenuti per sezione). Vengono riconfermati i progetti di educazione al linguaggio cinematografico in collaborazione con le biblioteche del comune di Roma e di educazione alla salute in collaborazione con l’A.S.L. RM A.

Per l’anno in corso è prevista la realizzazione dei seguenti progetti:

Corso di hardware

Corso di Architettura navale

Mediazione culturale in ambito scolastico

Corso di Mosaico

Corso di scienza

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