Torna indietro

 
Antigone in carcere - Lombardia

ISTITUTO

CASA CIRCONDARIALE DI COMO

Via Bassone 11 – Como

tel.: 031 - 590848

Mail:  cc.como@giustizia.it

Dislocazione extraurbana

Tribunale di Sorveglianza di Varese

UEPE di Como

 

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI:

Il carcere di Como rappresenta un tipico esempio di struttura penitenziaria degli anni ’80: la struttura mostra ben più degli anni che ha, sebbene sia stata sottoposta ad alcune fasi di ristrutturazione.

Recentemente il numero dei detenuti si è sensibilmente ridotto, diminuendo di circa 100 unità durante lo scorso trimestre. La direzione tiene a segnalare che tale diminuzione è avvenuta in proporzione decisamente superiore alla media delle altre circondariali. Vi è anche in previsione la dismissione della sezione protetti, che verranno probabilmente destinati al circondariale di Pavia.

 

Nota caratteristica di questa struttura è la presenza dell’ “aula bunker”, utilizzata per tre volte da quando è stata costruita (l’ultimo utilizzo risale alla metà degli anni ’90). Nessuno dei molti progetti di riutilizzo, proposti da varie realtà del territorio, è stato al momento preso in considerazione: la struttura giace dunque completamente inutilizzata e in stato di abbandono.

 

STRUTTURA

L’intera struttura è destinata al circuito di Media Sicurezza. Le sezioni a regime ordinario si compongono di 25 celle ed ospitano mediamente 50-60 detenuti, con presenze di due-tre detenuti per cella.

In nessuna cella delle sezioni visitate sono stati rilevati più di tre detenuti; va però notato che diverse celle dispongono ancora di 4 letti (2 singoli ed uno a castello), il che dimostra che gli arredi non sono ancora stati riadattati al minor numero di detenuti.

 

La struttura risulta così composta:

 

Maschile:

6 sezioni a regime ordinario

1 sezione infermeria composta da 8 celle

1 sezione di osservazione composta da 4 celle

1 sezione protetti

1 sez. semiliberi+art.21 con capienza di 28 detenuti

 

Femminile:

1 sezione a regime ordinario composta da 20 celle

1 reparto “nido” composto da una sala con 5 posti

1 sezione infermeria composta da 2 celle

 

La capienza regolamentare del carcere risulta quindi di 226 posti. Va però notato che:

- 5 posti, inizialmente destinati a madri con prole, non sono utilizzati per via della dismissione del nido

- la sezione semiliberi è praticamente inutilizzata, a causa della quasi totale disapplicazione delle misure di semilibertà e dell’art.21

 

Sottraendo le aree inutilizzate, la capienza della struttura andrebbe quindi più correttamente considerata di 193 posti. Nessuna sezione risulta chiusa per ristrutturazione.

 

Le sezioni non sono a norma del Regolamento Penitenziario: le celle dispongono di uno stretto locale separato per i servizi (wc alla turca, lavabo e bidet), senza doccia.

 

Le docce sono in sezione, con soli 4 box a disposizione di una media di 50-60 detenuti. Come spesso capita, le pareti di vari locali doccia sono in condizioni decisamente mediocri e bisognose di ristrutturazione. Ogni sezione contiene una sala di socialità e alcuni locali accessori (barberia, magazzino sopravvitto, lavatoio). In alcune vi è un ambulatorio medico.

 

La struttura dispone di due cucine: una per la sezione femminile e l’altra che serve il maschile e la sezione semiliberi.

 

Il carcere è rimasto per molto tempo privo di una palestra attrezzata. Durante la visita abbiamo visto scaricare da un camion varie macchine da fitness, con le quali verrà riallestita la palestra. L’acquisto è stato reso possibile grazie ai contributi di alcuni club sportivi di Como.

Nella struttura è anche disponibile un campo sportivo, accessibile alle sezioni su turni settimanali.

 

DETENUTI

 

Nella struttura sono attualmente reclusi 396 detenuti, di cui 356 uomini e 40 donne. Il numero di stranieri è 199: circa il 50%.

 

Nonostante la consistente diminuzione di detenuti intervenuta negli ultimi mesi, l’affollamento è ancora elevato. A seconda che si considerino o meno i posti inutilizzabili (sez. semiliberi, asilo nido) il tasso di affollamento risulta del 175,2% o del 205%.

 

Da giugno 2013 nel circondariale di Como hanno iniziato ad essere messe in pratica le direttive della c.d. “sorveglianza dinamica”, aprendo le celle delle sezioni durante il giorno. Il processo è stato messo in pratica, previa stipula dei cosiddetti “patti trattamentali”, in 4 delle 6 sezioni ordinarie. Le prime sezioni aperte, nel giugno 2013 sono state la quinta e la sesta. Successivamente è stata aperta la terza e, attorno alla fine di ottobre, la seconda. Ogni attivazione del regime di Sorveglianza Dinamica è stata preceduta dall’installazione di impianti di videosorveglianza interna alle sezioni, considerato prerequisito irrinunciabile per motivi di sicurezza.

 

Le celle rimangono aperte circa 7.15 ore al giorno, con i seguenti orari: 8.30-11.30; 13.00-15.45; 16.30-18.00.

 

Restano a regime chiuso la prima e la quarta sezione, nelle quali ovviamente si trovano ora concentrate tutte le difficoltà di relazione con i detenuti meno inclini al processo rieducativo.

 

Il passaggio al regime di sorveglianza dinamica è letto in maniera molto positiva dalla direzione, ma non è un processo privo di difficoltà. Le principali critiche hanno origine sindacale: le oo.ss. e gli stessi agenti hanno infatti lamentato problemi di tutela dell’incolumità personale degli operatori. Il dato critico che viene letto riguarda la necessità di entrare in sezione per interagire con i detenuti e si palesa anche con opinioni piuttosto controverse, volte a presumere che – essendo installato un impianto di videosorveglianza nelle sezioni – non vi sarebbe necessità di farvi entrare gli agenti. Tali controversie – evidentemente contrastanti con l’impianto del processo stesso – non hanno al momento trovato una risposta definitiva.

 

Contrariamente a quanto succede in altre carceri, qui la sezione femminile è fanalino di coda nel processo di apertura: il regime applicato è infatti rimasto a “celle chiuse”, soprattutto per i rischi di incolumità di alcune detenute condannate per infanticidio. Il recente trasferimento dei casi sopraddetti in OPG e l’avvicinarsi del termine dei lavori di installazione dell’impianto di videosorveglianza nella sezione femminile, fanno presumere che la sezione passerà presto anch’essa ad un regime aperto.

 

Le sezione femminile ospita 39 detenute in 20 celle (erano circa 60 nel giugno 2013).

La struttura è dotata di un’area “nido” per accogliere detenute madri con figli. Il numero massimo di bambini ospitati è stato di 7, nel 2012. Recentemente l’area “nido” è stata oggetto di un caso piuttosto controverso: la direzione ed il Provveditorato ne hanno disposto l’allargamento - all’inizio del 2013 – per consentire l’accoglimento di un maggior numero di ospiti. Poco dopo, durante l’ultimo trimestre del 2013, la sezione è stata dismessa, dal momento che le detenute sono state tutte trasferite, con i loro figli, al carcere di Bollate. Il “nido” è stato dunque oggetto di ristrutturazione inutile ed ora rappresenta una vasta area inutilizzata.

 

Nella sezione protetti sono ospitati circa 30 detenuti; il regime applicato è a celle chiuse: i detenuti  escono dalle 16.30 alle 18.00 per la socialità, oltre alle ore d’aria regolamentari.

 

Dei 28 posti disponibili presso la sezione semiliberi, ne sono occupati solo due (un semilibero, un art.21).

 

 

La classificazione dei detenuti per posizione giuridica risulta la seguente:

 

giudicabili       54

appellanti       53

ricorrenti        13

definitivi         275

 

Un detenuto risulta in isolamento disciplinare, nessuno in isolamento sanitario né giudiziario.

 

STAFF

Direttore: dott.ssa Carla Santandrea

 

Presso la struttura sono assegnati un totale di 235 agenti di Polizia Penitenziaria; attualmente ne risultano distaccati 22, il che porta il numero di agenti effettivamente in servizio presso la struttura a 213.

 

L’area trattamentale ha al suo attivo 5 educatori, 1 agente di rete e 1 psicologa ex art.80. Sono impiegati inoltre due agenti di Polizia Penitenziaria, per lavori di organizzazione e segreteria.

 

 

 

EVENTI CRITICI

 

Nel corso del 2013 sono stati registrati i seguenti eventi critici:

 

atti di autolesionismo     34

tentati suicidi             9

azioni nonviolente/digiuni 39

evasioni dall’istituto      0

evasioni da permessi        1

evasioni tentate            0

aggressioni tra detenuti   45

invii urgenti in ospedale  74

decessi                     0

 

A novembre è avvenuto un decesso in ospedale: un detenuto è stato ricoverato per problemi polmonari ed è deceduto la notte successiva.

 

SANITA’

Sono in forza un totale di 8 medici e 17 infermieri. Il servizio di guardia medica viene garantito sulle 24h con 2 medici di giorno ed uno di notte e nei giorni festivi. L’infermeria dispone di 8 celle, per un totale di 20 posti.

 

Presso il carcere vengono svolte visite specialistiche, tramite personale messo a disposizione dalla struttura convenzionata (Ospedale Sant’Anna di Como). Sono tipicamente disposte visite di infettivologia, chirurgia, odontoiatria, ginecologia, diabetologia, ortopedia e oculistica. Vengono svolti internamente gli esami ecografici. Altre specializzazioni sono disponibili ma l’intervento deve essere pianificato con anticipo e richiesto alle strutture sanitarie esterne. Presso il carcere sono attivi 2 psichiatri per 5 giorni alla settimana.

 

E’ elevata – come in tutte le case circondariali – la richiesta di benzodiazepine.

Le patologie più rappresentate sono quelle cardiovascolari; si rileva un aumento di patologie polmonari.

 

La struttura effettua un elevato numero di invii in urgenza in ospedale. Il direttore sanitario dichiara che circa l’80% dei casi inviati all’esterno rientra comunque il giorno successivo.

 

 

LAVORO

Il responsabile dell’area trattamentale elenca i vari progetti in corso per le attività lavorative intramurarie e/o l’inserimento lavorativo.

 

E’ coinvolta la cooperativa “Homo Faber” e un consorzio di cooperative, denominato “il Solco”: due detenuti sono dipendenti in carico per lavori di tipografia/stampa e quindici sono coinvolti in attività di formazione.

L’azienda Taborelli impiega poi alcuni detenuti (saranno in 4 quando il progetto sarà a regime) per le attività di stireria.

 

Vengono erogati alcuni corsi nell’ambito della sicurezza sul lavoro, tenuti da addetti di falegnamerie della zona. Fino a qualche anno fa, nell’area adiacente il carcere esistevano molti laboratori artigiani attivi, ed era possibile innescare collaborazioni. Allo stato attuale, la quasi totalità dei laboratori sono chiusi.

 

Esiste un progetto, finanziato dalla Cassa Ammende, per la manutenzione del verde nell’istituto.

 

Alcuni locali sono messi a disposizione del Gruppo Terapeutico composto da detenuti in carico al Sert. I locali fungono da centro diurno (8.30-15.00): vi sono svolti corsi di pittura, di cucina, di canto e di coltivazione di un piccolo orto interno. I locali a disposizione non sono in buone condizioni e risultano privi di riscaldamento.

 

 

ISTRUZIONE

Oltre alle istruzioni di livello medio inferiore, nel carcere sono erogati corsi di ragioneria e di italiano per stranieri.

Viene dichiarata una “buona affluenza” ai corsi, ma approfondendo è possibile verificare che il primo anno è l’unico con un numero consistente di iscritti (15): il secondo, terzo e quinto anno sono seguiti solo da 4, 2 e 3 detenuti, rispettivamente. Alcuni insegnanti segnalano che l’affluenza potrebbe essere agevolata informando adeguatamente i detenuti e facilitandone l’accesso alle aule. La difficoltà di gestione dei movimenti dei detenuti, da parte del personale di polizia penitenziaria, sembra essere alla base dei problemi di erogazione dei corsi.

 

E’ assegnato un docente (24h/settimana) per le scuole medie ed uno (18hh/settimana) per il corso di italiano per stranieri. Il corso di ragioneria è erogato da volontari.

 

La struttura dispone di un’ampia biblioteca principale al maschile e di una, più piccola, al femminile. La biblioteca è molto attiva e ben collegata con altre biblioteche esterne al carcere.

 

CONTATTI CON L’ESTERNO

 

Adiacenti ai reparti maschili sono presenti 4 sale colloqui, ciascuna con una decina di tavoli. Vi è un’altra area, presso la sezione femminile, dedicata ai “colloqui protetti”, che vengono svolti solitamente con presenza di personale dei servizi sociali.

 

Gli orari prevedono l’ingresso tra le 8.30 e le 12.45 nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato. Il giovedì è dedicato ai pochi colloqui interni, tra parenti entrambi detenuti.

 

 

Visita effettuata in data 11 dicembre 2013 (a.a.)

Stampa rapporto

Invia rapporto