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Antigone in carcere - Lombardia

CASA CIRCONDARIALE DI COMO

Via Bassone 11 – Como

tel.: 031 - 590848

Mail:  cc.como@giustizia.it

Dislocazione extraurbana

Tribunale di Sorveglianza di Varese

UEPE di Como

 

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI:

Il carcere di Como rappresenta un tipico esempio di struttura penitenziaria degli anni ’80: la struttura mostra ben più degli anni che ha, sebbene sia stata sottoposta ad alcune fasi di ristrutturazione.

Il numero di persone detenute al Bassone si è sensibilmente ridotto negli anni, passando da una situazione di gravissima emergenza (235% a fine 2012) alla situazione odierna, ancora fortemente sovrappopolata. La direzione tiene a segnalare che la riduzione del numero di detenuti è avvenuta in proporzione decisamente superiore alla media delle altre circondariali.

 

Caratteristica di questa struttura è la presenza dell’aula-bunker, utilizzata solamente in tre occasioni da quando è stata costruita (l’ultima volta a metà degli anni ’90). Nessuno dei molti progetti di riutilizzo, proposti da varie realtà del territorio, è stato al momento preso in considerazione: la struttura giace dunque completamente inutilizzata e in stato di abbandono.

 

STRUTTURA

L’intera struttura è destinata al circuito di Media Sicurezza, con una sezione destinata ai protetti. Le sezioni a regime ordinario si compongono di 25 celle ed ospitano mediamente 50-60 detenuti, con presenze di due-tre detenuti per cella.

In nessuna cella delle sezioni visitate sono stati rilevati più di tre detenuti; va però notato che diverse celle dispongono ancora di 4 letti (2 singoli ed uno a castello), il che dimostra che gli arredi non sono ancora stati riadattati al minor numero di detenuti e lo spazio liberato non è ancora pienamente utilizzabile.

 

La struttura risulta così composta:

 

Maschile:

6 sezioni a media sicurezza, ciascuna da 25 celle

1 sezione infermeria composta da 8 celle

1 sezione di osservazione composta da 4 celle

1 sezione protetti con capienza circa 20 detenuti

1 sez. semiliberi+art.21 con capienza di 28 detenuti

 

Femminile:

1 sezione a regime ordinario composta da 20 celle

1 reparto “nido” composto da una sala con 5 posti

1 sezione infermeria composta da 2 celle

 

La capienza regolamentare del carcere risulta di 226 posti. Va però notato che la sezione semiliberi è quasi inutilizzata (3 detenuti in art 21, 1 semilibero) per cui 24 posti non risultano al momento fruibili.

 

Nessuna sezione risulta chiusa per ristrutturazione.

 

Le celle dispongono di uno stretto locale separato per i servizi (wc alla turca, lavabo e bidet), senza doccia. Le docce sono in sezione, con soli 4 box a disposizione di una media di 50-60 detenuti. Come spesso capita, le pareti di molti locali doccia sono in condizioni mediocri e bisognose di ristrutturazione. Ogni sezione contiene una sala di socialità e alcuni locali accessori (barberia, magazzino sopravvitto, lavatoio). In alcune vi è un ambulatorio medico.

 

La struttura dispone di due cucine: una per la sezione femminile e l’altra che serve il maschile e la sezione semiliberi.

 

Il carcere è rimasto per molto tempo privo di una palestra attrezzata. L’anno scorso una sala è stata attrezzata con attrezzature da fitness acquistate grazie ai contributi di alcuni club sportivi di Como.

Nella struttura è anche disponibile un campo sportivo, accessibile alle sezioni su turni settimanali.

 

In generale, varie aree del carcere di Como necessitano ristrutturazione, tra cui molte zone detentive. In mancanza dei fondi necessari per eseguire le tinteggiature, la direzione è arrivata anche a proporre – senza successo - una colletta per l’acquisto dei materiali necessari alla tinteggiatura.

 

DETENUTI

 

Nella struttura sono attualmente reclusi 362 detenuti (34 in meno della rilevazione di dicembre 2013 e ben 171 in meno della rilevazione di settembre 2012). Dei 362 detenuti, 331 sono uomini e 31 donne. Il numero di stranieri è 193, cioè il 53,3%.

 

Nonostante la consistente diminuzione di detenuti intervenuta negli ultimi periodi, il tasso di l’affollamento è ancora consistente: al momento è del 160% e – se si considerano le sole aree effettivamente disponibili per la detenzione - risulta del 179,2%.

 

In 4 delle 6 sezioni ordinarie viene applicato il regime aperto, consentendo ai detenuti di muoversi liberamente in sezione. In queste sezioni le celle rimangono aperte circa dalle 8.30 alle 20, con alcune pause attorno all’ora di pranzo e alle 15.45 per un totale di circa 10 ore al giorno.

 

Restano a regime chiuso la prima e la quarta sezione, nelle quali ovviamente si trovano ora concentrate tutte le difficoltà di relazione con i detenuti meno inclini al processo rieducativo. In queste sezioni si trovano i detenuti in custodia cautelare ed i soggetti considerati più problematici.

Il passaggio al regime di sorveglianza dinamica è letto in maniera molto positiva dalla direzione, ma non è un processo privo di difficoltà. Nel recente passato le oo.ss. e gli stessi agenti hanno sollevato problemi di tutela dell’incolumità personale degli operatori.

 

Le sezione femminile ospita 30 detenute in 20 celle (erano circa 60 nel giugno 2013, 39 alla rilevazione del dicembre 2013).

La struttura è dotata di un’area “nido” per accogliere detenute madri con figli. Il numero massimo di bambini ospitati è stato di 7, nel 2012; attualmente ospita 3 madri con figli minori.

 

Recentemente l’area “nido” è stata oggetto di un caso piuttosto controverso: il Provveditorato ne hanno disposto l’allargamento - all’inizio del 2013 – per consentire l’accoglimento di un maggior numero di ospiti. Poco dopo, durante l’ultimo trimestre del 2013, la sezione è stata dismessa e le detenute sono state tutte trasferite, con i loro figli, al carcere di Bollate. Ancora più di recente, contrariamente alla precedenti disposizioni, il “nido” è stato nuovamente aperto.

 

Nella sezione protetti sono ospitati circa 21 detenuti; il regime applicato è a celle chiuse: i detenuti  escono dalle 16.30 alle 18.00 per la socialità, oltre a 4 ore d’aria.

 

Dei 28 posti disponibili presso la sezione semiliberi, ne sono occupati solo quattro (un semilibero, tre art.21).

 

 

La classificazione dei detenuti per posizione giuridica risulta la seguente:

 

giudicabili       67

appellanti       51

ricorrenti        15

definitivi         229

 

Non risultano detenuti in isolamento disciplinare, sanitario o giudiziario.

 

STAFF

Direttore: dott.ssa Carla Santandrea

 

Presso la struttura sono assegnati un totale di 247 agenti di Polizia Penitenziaria; attualmente ne risultano distaccati 22, il che porta il numero di agenti effettivamente in servizio presso la struttura a 225.

 

L’area trattamentale ha al suo attivo 5 educatori, 1 agente di rete e 1 psicologa ex art.80.

 

EVENTI CRITICI

 

Nel corso del 2014 sono stati registrati i seguenti eventi critici (tra parentesi quelli rilevati nel 2013):

 

atti di autolesionismo       26        (34)

tentati suicidi                 5          (9)

suicidi                           3          (0)

evasioni dall’istituto         1          (1)

evasioni tentate              1          (0)

aggressioni                    21        (45)

invii urgenti in ospedale    65        (74)

 

Oltre a 69 azioni di protesta di cui 10 classificate come “collettive”. Gli atti di autolesionismo sono diminuiti in particolare tra i detenuti ristretti nelle sezione a “regime aperto”.

 

Tra ottobre e novembre 2014, nell’arco di soli 40 giorni, nella struttura si sono verificati 3 suicidi, tutti per impiccagione.

Il primo caso, un detenuto cileno trentenne, condannato definitivo, era ristretto con un compagno in una cella della prima sezione.

Il secondo, 28enne, era detenuto in misura cautelare nel piccolo reparto osservazione, isolato per esigenze giudiziarie. Il reparto osservazione è composto da 4 celle, più una cella trasformata in guardiola vetrata, posizionata all’ingresso del reparto, in cui era l’agente di guardia al momento del suicidio. Il giorno del suicidio era in corso un’ispezione del DAP volta a chiarire le circostanze del primo suicidio.

Il terzo caso riguarda un 63enne, anch’esso in custodia cautelare, detenuto nella cella dell’infermeria che condivideva con altri tre detenuti.

 

Varie manifestazioni di protesta sono state condotte nella struttura nell’ultimo periodo; le motivazioni non sono sempre chiarissime ma le più recenti sono certamente riconducibili ai recenti suicidi e si affiancano alle motivazioni più “classiche” quali la scarsa qualità del vitto e la limitazione all’accesso delle telefonate agli avvocati.

 

SANITÀ

Sono in forza un totale di 7 medici e 17 infermieri. Il servizio di guardia medica viene garantito sulle 24h con 2 medici di giorno ed uno di notte e nei giorni festivi. L’infermeria dispone di 8 celle; in molti casi i medici effettuano visite direttamente negli ambulatori disponibili in sezione.

 

Presso il carcere vengono svolte visite specialistiche, tramite personale messo a disposizione dalla struttura convenzionata (Ospedale Sant’Anna di Como). Sono tipicamente disposte visite di infettivologia, chirurgia, odontoiatria, ginecologia, diabetologia, ortopedia e oculistica. E’ recentemente stata reintrodotta la pediatria, alla riapertura della sezione nido, mentre si rileva l’assenza di uno specialista in cardiologia. Altre specializzazioni sono disponibili ma l’intervento deve essere pianificato con anticipo e richiesto alla struttura sanitaria esterne. Vengono svolti internamente gli esami ecografici.

Presso il carcere sono attivi 2 psichiatri per 4 giorni alla settimana.

 

Come in altre strutture, è molto elevata la richiesta di benzodiazepine. 155 detenuti risultano essere in carico al Sert locale in quanto tossicodipendenti; 17 in quanto alcooldipendenti.

Nove detenuti sono sottoposti a terapia metadonica sostitutiva.

 

Sono presenti cinque detenuti classificati come psicotici, quasi sempre detenuti in infermeria. Tra le altre patologie psichiatriche i disturbi dell’umore sono diagnosticati in circa 30/40 detenuti.

 

LAVORO

 

Il responsabile dell’area trattamentale elenca i vari progetti in corso per le attività lavorative intramurarie e/o l’inserimento lavorativo.

 

Sono attivi tre corsi di formazione per 10 persone, per la manutenzione edilizia; i detenuti coinvolti in attività lavorative di manutenzione ordinaria (MOF) sono tre.

Vi sono poi due corsi di formazione (20 iscritti) presso il centro stampa; i detenuti che lavorano nelle corrispondenti attività di stampa sono due.

 

Vengono citate alcune realtà industriali e cooperative interessate ad affidare una parte della lavorazione ai detenuti (informatica, lavorazione della seta), ma nessuna proposta sembra effettivamente concreta.

In generale, le occasioni di lavoro offerte dalla collaborazione di aziende di zona sono pressochè inesistenti.

 

ISTRUZIONE

Oltre alle istruzioni di livello medio inferiore, nel carcere sono erogati corsi di ragioneria e di italiano per stranieri.

Ai corsi viene dichiarata una “buona affluenza”, ma in realtà sembra risultare che l’affluenza sia ai livelli minimi. L’insieme degli iscritti ai corsi di alfabetizzazione e licenza media per tutte le annate non risulta superare le 40 unità.

Alcuni insegnanti segnalano che l’affluenza potrebbe essere agevolata informando adeguatamente i detenuti e facilitandone l’accesso alle aule. La difficoltà di gestione dei movimenti dei detenuti, da parte del personale di polizia penitenziaria, sembra essere alla base dei problemi di erogazione dei corsi.

 

E’ assegnato un docente (24h/settimana) per le scuole medie ed uno (18hh/settimana) per il corso di italiano per stranieri. Il corso di ragioneria è erogato da volontari.

 

La struttura dispone di un’ampia biblioteca principale al maschile e di una, più piccola, al femminile. La biblioteca è molto attiva e ben collegata con altre biblioteche esterne al carcere.

 

Corsi di materie diverse, sono proposti o a volte richiesti direttamente dai detenuti (biodanza, yoga, filosofia, sartoria, teatro); molti di questi corsi comunque rimangono solo sulla carta per mancanza di iscritti o per impossibilità di erogazione, dal momento che sono possibili solo previa disponibilità di volontari che li eroghino a titolo gratuito.

 

Alcuni locali sono messi a disposizione del Gruppo Terapeutico composto da detenuti in carico al Sert. I locali fungono da centro diurno (8.30-15.00): vi sono svolti corsi di pittura, di cucina, di canto e di coltivazione di un piccolo orto interno. I locali a disposizione non sono in buone condizioni e risultano privi di riscaldamento.

 

VOLONTARI

Alcuni volontari sono coinvolti nell’erogazione di corsi di ragioneria.

Nel corso del 2014 è stato creato un gruppo di “volontari di sezione”, per iniziativa del cappellano del carcere e del Centro Servizi Volontari di Como. Il progetto garantisce la presenza di un volontario per ogni sezione, con cadenza settimanale (tipicamente dalle 9 alle 15 del sabato), per attività di supporto, accoglienza e intermediazione delle richieste alla direzione e all’esterno.

 

CONTATTI CON L’ESTERNO

Adiacenti ai reparti maschili sono presenti 4 sale colloqui, ciascuna con una decina di tavoli. Vi è un’altra area, presso la sezione femminile, dedicata ai “colloqui protetti”, che vengono svolti solitamente con presenza di personale dei servizi sociali.

 

Gli orari prevedono l’ingresso tra le 8.30 e le 12.45 nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato. Il giovedì è dedicato ai (pochi) casi di colloquio interno, tra detenuti legati da parentela, reclusi in sezioni differenti.

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