|
CASA
CIRCONDARIALE di MILANO
“SAN VITTORE”
Maschile e
femminile
Piazza
Filangieri 2, Milano – tel. 02-438521
Collocazione
urbana – zona residenziale in pieno centro città
Tribunale e
Ufficio di Sorveglianza di Milano
UEPE di Milano
NODI
IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI
Progettato e
costruito nella seconda metà dell’Ottocento e inaugurato nel 1879, il carcere di
San Vittore sorge in una zona centrale della città e presenta molti problemi,
legati alla fatiscenza e all’inadeguatezza delle strutture; questi problemi
strutturali, uniti all’elevato valore immobiliare dell’area che occupa,
costituiscono la ragione per cui periodicamente si ridiscute l’opportunità della
chiusura di San Vittore e dello spostamento della casa circondariale in un’altra
zona di Milano. Per questa ragione, in attesa di una decisione sulla sua
eventuale delocalizzazione, negli ultimi anni erano stati interrotti i lavori di
ristrutturazione che dovevano interessare a turno tutti i sei raggi detentivi
del carcere, per ammodernare l’istituto e migliorarne la vivibilità interna,
adeguando progressivamente la struttura alle indicazioni contenute nel
Regolamento di esecuzione dell’O.P.
Ma il Piano di
governo del territorio recentemente varato dalla Giunta Pisapia (maggio 2012) ha
definitivamente sancito che San Vittore non verrà spostato; e in occasione del
recente Consiglio Comunale straordinario tenutosi proprio all’interno del
carcere (5 ottobre 2012) Luigi Pagano, attuale vicecapo del Dap e già storico
direttore di San Vittore e in seguito Provveditore regionale, ha annunciato che
il ministero ha sbloccato i fondi per far ripartire i lavori di
ristrutturazione. Così finalmente nel 2013 dovrebbero partire i lavori per la
riapertura del IV raggio, mentre per il II raggio, sgomberato d’urgenza nel 2006
perché a rischio di crollo, i tempi saranno ancora lunghi.
Acuito dalla
chiusura di questi due raggi, il sovraffollamento resta il problema principale
di questo istituto. Il giorno dell’ultima visita (21 settembre 2012) San Vittore
ospitava 1595 uomini e 110 donne, di cui 8 alloggiate all’Icam, la struttura
distaccata a custodia attenuata per detenute madri che dipende da questa casa
circondariale. In totale 1697 presenze a fronte di una capienza regolamentare di
712 persone.
Le condizioni
di vivibilità risultano anche estremamente variabili da raggio a raggio,
rimandando a una frammentazione di percorsi trattamentali e a una disparità di
condizione detentiva data dalla condizione personale.
Esiste una
sorta di circuito ‘selezionato’, ubicato nelle sezioni recentemente
ristrutturate (in particolare al III raggio), che coinvolge ad esempio i
detenuti tossicodipendenti già in carico al Ser.T. prima della detenzione e che
offre loro progetti dedicati e un trattamento adeguato; qui la condizione
generale di vivibilità è buona, sia come utilizzo e logistica degli spazi, sia
dal punto di vista igienico e sanitario, sia per l’attivazione di attività
molteplici e specifiche per le esigenze trattamentali delle persone in esse
recluse; lo stesso personale di polizia penitenziaria che opera in queste
sezioni appare appositamente selezionato e lavora in condizioni sicuramente meno
disagevoli dei colleghi destinati alle altre sezioni del carcere.
Viceversa il
circuito ‘ordinario’ del circondariale versa in situazioni di estrema
precarietà, di sovraffollamento, scarsezza igienica e sanitaria, di scarso
impiego del tempo detentivo. Nel solo VI raggio, non ancora ristrutturato, sono
reclusi ben 547 dei 1595 uomini detenuti in tutto il carcere; per dirla in altri
termini, questo raggio assorbe da solo l’equivalente di una CC come quelle di
Brescia, Como o Pavia... Si tratta prevalentemente di detenuti stranieri (ad
oggi il 61% delle presenze in istituto), spesso arrestati per reati di minore
entità e destinati a una carcerazione di breve durata, ma con un elevata
frequenza di reingressi in carcere; e questo spiega come l’elevato numero di
ingressi giornalieri dalla libertà sia composto quasi esclusivamente da
cittadini stranieri.
STRUTTURA
Come accennato
in precedenza, San Vittore è stato progettato e costruito nella seconda metà
dell’Ottocento secondo i principi architettonici del panopticon di
Bentham: sei raggi che confluiscono in un’unica “rotonda”, e al di fuori
dell’esagono gli uffici, le sale colloqui, la caserma per gli agenti e la
sezione femminile.
I raggio:
è il
corridoio che porta alla rotonda e alle sezioni; ai piani superiori, nella
vecchia sezione penale, sono ospitati oggi i giovani adulti. Lateralmente si
accede al Centro clinico e al Conp (“Centro di osservazione
neuro-psichiatrica”). Il Centro clinico
(detto anche
VII reparto) ospita mediamente 100/110 pazienti-detenuti, spesso con patologie
di particolare gravità (in particolare patologie cardiocircolatorie). Il
Conp, con le sue otto celle da due posti ciascuna, è un’area di osservazione e
trattamento psichiatrico importante per l'intero circuito penitenziario lombardo
(e non solo).
II raggio:
chiuso dal 2006 per rischio di crollo della struttura.
III raggio:
ristrutturato a norma di regolamento (servizi interni con docce, angolo cucina
separato, spazi per le attività) e non sovraffollato, ospita sui vari piani
detenuti lavoranti, tossicodipendenti già in carico al SerT e al quarto piano
“La Nave”, un progetto sperimentale di Asl Città di Milano per detenuti
tossicodipendenti a trattamento avanzato. Per i detenuti comuni, è considerato
un approdo privilegiato; è qui che vengono convogliati anche i cosiddetti
“detenuti eccellenti” (politici o personaggi famosi) al loro arrivo a San
Vittore.
IV raggio:
chiuso in attesa di ristrutturazione; i lavori dovrebbero partire nel 2013.
V raggio:
reparto riservato a detenuti comuni, è stato recentemente sottoposto a lavori di
ammodernamento e ristrutturazione ordinaria e quindi offre condizioni di igiene
e vivibilità migliori del VI. Al V raggio è ubicata anche l’Infermeria.
VI raggio:
da
anni non oggetto di lavori, è attualmente il raggio che versa in condizioni
peggiori sia per il sovraffollamento (un terzo dei detenuti totali dell’istituto
è attualmente stipato in questo raggio) che per le pessime condizioni igieniche.
Molte le celle da 6/7mq con due letti a castello a tre piani, che impediscono
anche l’apertura delle finestre (per cambiare aria si smontano e rimontano i
vetri) e che impongono ai reclusi di stare in piedi a turno. I servizi igienici
risultano inadeguati; le docce comuni sono insufficienti per garantire a tutti i
detenuti l’utilizzo quotidiano e impongono quindi la turnazione delle docce
anche nei mesi estivi. L’accesso ai piani è consentito da un’unica scala molto
stretta, senza ascensore o montacarichi (tra l’altro la scala non consente il
passaggio del carrello del cibo); non ci sono spazi per la socialità. In questo
raggio vengono anche ospitati
i nuovi giunti
in attesa di assegnazione alle celle (piano terra) e i ‘protetti’ (secondo
piano).
Gli spazi per
l’aria sono tutti in cemento e con scarsa protezione dal sole e dalle
intemperie, tranne che nel III raggio, che è stato dotato anche di un campo da
calcetto in erba sintetica.
Per i colloqui
con figli minori è previsto un piccolo spazio verde attrezzato con giochi da
giardino e ben curato.
Nella sezione
femminile le condizioni sono meno degradate, anche se si riscontrano problemi
igienici e di carenza di spazi (in particolare gli spazi comuni per le
attività).
DETENUTI
Presenze: 1.595
uomini (di cui 975 stranieri, pari al 61%) e 110 donne (di cui 61 straniere,
pari al 55%, e 8 mamme con bambini recluse all’Icam).
Posizione
giuridica: tra gli uomini 643 giudicabili, 382 appellanti, 220 ricorrenti e 350
definitivi; tra le donne 41 giudicabili, 29 appellanti, 3 ricorrenti e 37
definitive. In totale la quota di detenuti in attesa di giudizio è del 78% al
maschile e del 66% al femminile.
STAFF
Direttrice è la
dr.ssa Gloria Manzelli, affiancata da due vicedirettori (altri due vicedirettori
sono distaccati presso altre sedi).
Il Comandante
di Polizia penitenziaria è Manuela Federico. In base alle informazioni fornite
dalla Direzione a settembre 2011, l’organico in servizio era di 990 agenti così
distribuiti: 227 nei reparti; 102 ai “servizi vari” (cancelli, portineria,...);
203 negli uffici; 35 distaccati c/o Icam e Ospedale San Paolo; 107 distaccati in
uffici esterni (uff. giudiziari, Uepe,...). La carenza d’organico è di 351
agenti.
Gli educatori
in servizio erano 8, più una distaccata ad altra sede e 2 in maternità. Il
servizio degli agenti di rete, finanziato da Regione Lombardia (L.R. 8/2005) e
che ha fornito un supporto essenziale nelle attività trattamentali e di
reinserimento alla fine della detenzione, è stato sospeso nel gennaio 2011 a
seguito dell’interruzione dei finanziamenti regionali.
Sempre a
settembre 2011 nell’istituto risultavano essere in servizio una guardia medica
disponibile 24 ore su 24, almeno un medico per ogni reparto e 6 psichiatri,
oltre a diversi specialisti in convenzione. Come esperti operavano nell’istituto
10 psicologi di cui 3 per attività di osservazione (monte ore: 70 ore/mese) e 7
gestiti dall’A.O. San Paolo per i servizi Car, Pras e Nuovi giunti.
VOLONTARI
Nonostante lo
spostamento di molte attività sul nuovo carcere di Bollate, a San Vittore
continua comunque ad operare un numero cospicuo di volontari ex. Art 17 e 78,
che garantiscono quindi sia l’assistenza individuale a molti detenuti bisognosi
che la promozione di numerosi e variegati progetti di intervento.
CONDIZIONI
MATERIALI
Come già
accennato descrivendo la struttura dell’istituto, il numero dei detenuti per
cella e le condizioni materiali variano molto da raggio a raggio. Anche gli
orari di apertura delle celle si distinguono per raggio, passando dall’apertura
dalle 8.00 alle 21.00 del III reparto alla chiusura totale del V e del VI (con
unica possibilità di uscire dalla cella solo per le ore d’aria).
Particolarmente
drammatiche risultano essere le condizioni riservate ai detenuti nuovi giunti:
per tutti coloro per cui si ritiene necessaria l’effettuazione di esami clinici
prima dell’assegnazione ai raggi (in particolare screening TBC attraverso esami
radiologici) e di prassi per i detenuti stranieri, l’attesa degli esami (che,
per chi entra al pomeriggio, dura fino alla mattina successiva e al lunedì
mattina per chi viene arrestato nel fine settimana) avviene in un paio di celle
poste all’ingresso del VI raggio che, secondo diverse segnalazioni pervenute ad
Antigone, raggiungono condizioni di sovraffollamento e di precarietà estreme.
Sempre nel VI
raggio, al secondo piano, esiste un reparto destinato a detenuti “protetti” che
ospita – in celle separate ma nella stessa sezione, gli uni di fronte agli altri
– transessuali e detenuti per reati sessuali.
EVENTI
CRITICI
L’ultimo
suicidio registrato a San Vittore risale a febbraio 2012: la vittima è un
giovane di 21 anni, accusato di reati sessuali e ricoverato da alcuni giorni al
Centro di osservazione neuropsichiatrica dopo essere stato recluso nel reparto
“protetti”. I casi precedenti risalivano al gennaio 2010 e all’agosto 2009.
Un morto a
gennaio 2011 per cause naturali.
Frequenti gli
episodi di autolesionismo, soprattutto tra i detenuti stranieri; nei mesi
estivi, quando aumenta il disagio anche per il calo delle attività e della
presenza di operatori, se ne registrano circa 8 a settimana. Frequenti anche gli
scioperi della fame (in media 10 a settimana, riconducibili soprattutto
all’andamento del percorso giuridico-penale degli interessati o al mancato
inserimento in attività lavorative).
SANITÀ
La Direzione
non segnala particolari problemi nell’accesso alle visite specialistiche né
problemi nell’approvvigionamento dei farmaci; funzionano sia il servizio
oculistico che quello odontoiatrico, con possibilità anche di interventi a
pagamento su richiesta del detenuto. Il Centro clinico lavora soprattutto sulle
patologie medico-internistiche, mentre è stato disattivato il servizio
chirurgico.
Il Ser.T.
garantisce il trattamento metadonico ai detenuti tossicodipendenti che erano già
in carico al servizio prima dell’inizio della detenzione.
Esiste un
reparto di Osservazione psichiatrica a cui vengono inviati detenuti anche di
altri istituti. La struttura che ospita i detenuti psichiatrici è molto
fatiscente e le condizioni di detenzione appaiono particolarmente precarie.
Elevata
l’incidenza di patologie psichiatriche di vario tipo e gravità (si segnalano
almeno 300 persone detenute con problemi di salute mentale).
ATTIVITÀ
Pur se molto
calate rispetto al passato, in seguito allo spostamento di quasi tutti i
progetti lavorativi e formativi sul carcere di Bollate, restano comunque
numerose le attività proposte alla popolazione detenuta (soprattutto nella
sezione femminile), con una significativa partecipazione di diverse associazioni
di volontariato. Sono previsti gruppi di lettura, cineforum, attività sportive,
sartoria, corsi di ortoflorovivaista, attività teatrale e una serie di attività
specifiche all’interno del “Centro diurno” per detenuti portatori di patologie
psichiatriche.
Per quanto
riguarda scuola e formazione, si organizzano con cadenza annuale dei corsi di
alfabetizzazione e licenza media e, nel reparto femminile, un corso per
operatrici ASA. Scuola e formazione soffrono particolari difficoltà per
l’elevato turn-over della popolazione detenuta; ci si è trovati costretti a
rimodulare l’offerta formativa su moduli di breve durata.
LAVORO
250/300 sono i
detenuti coinvolti quotidianamente nelle mansioni domestiche; le ore svolte da
ciascun lavorante variano da 1 ora a 6 ore e 40/giorno a seconda dell’attività
lavorativa. Poche ormai le persone detenute impegnate in lavorazioni esterne,
prevalentemente al femminile.
CONTATTI CON
L’ESTERNO
I colloqui sono
possibili dal martedì al sabato, con turnazione per il sabato. La domenica sono
previsti colloqui per nuclei familiari, con particolari attenzione per i
detenuti con figli minori e situazioni familiari difficili.
Le telefonate,
di norma, sono possibili solo dalle 13 alle 16. Sono stati attivati contatti con
i consolati per facilitare l’accesso alle comunicazioni telefoniche da parte dei
detenuti stranieri (si riscontrano difficoltà con paesi specifici).
Visita
effettuata il 21 settembre 2012 |