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Antigone in carcere - Lombardia

Casa Circondariale di VIGEVANO

via Gravellona, 240 Frazione Piccolini

tel. 0381/325760 – fax 0381/325770

Maschile e Femminile

Tribunale di Sorveglianza: Milano

Ufficio di sorveglianza: Pavia (2 i magistrati assegnati all’istituto)

UEPE: Pavia

L’Istituto è collocato in una zona extra-urbana.

 

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI:

Il principale problema è certamente il sovraffollamento. Prima del provvedimento di indulto il numero dei detenuti è arrivato a sfiorare quasi il doppio della capienza dell’istituto. Ora si sta ricreando rapidamente la situazione precedente (393 rispetto ai 236 regolamentari).

Problematico anche il rapporto con il territorio che non offre opportunità lavorative e ha scarsi contatti con la realtà del carcere (solo due le associazioni presenti, pochi i volontari).

 

STRUTTURA

L’Istituto è stato aperto nel 1993 e ha sostituito una struttura precedente che sorgeva

nel centro della città di Vigevano, nei pressi del tribunale. L’attuale struttura sorge alla

periferia Ovest della città, distante dal centro cittadino, lungo una strada di collegamento.

Un autobus la collega al centro di Vigevano.

Dall’apertura la struttura non ha subito interventi significativi, non è stato effettuato alcun intervento di adeguamento al regolamento penitenziario del 2000.

Gli edifici si presentano in condizioni integre, non risultano problemi particolari.

Le celle misurano approssimativamente 4x2 metri, in ciascuna cella (che dovrebbe essere destinata a una sola persona) ci sono 2 letti in metallo. Ogni cella ha una finestra (esterna) di circa 1x1 metro. Tutte le finestre hanno una grata. Alcune sono dotate di zanzariera.

Soltanto 5 o 6 celle, destinate ai nuovi giunti, sono singole.

I servizi igienici sono ricavati in un angolo della cella separati da tramezzo in muratura e dotati di porta (senza finestra). Ci sono un water e un piccolo lavandino. Non sono dotati di acqua calda né di doccia. Le docce sono presenti in un locale separato in ciascuna sezione. Gli interruttori per la luce sono solamente esterni.

In ogni sezione c’è anche una sala comune con alcuni tavolini. Al piano terra di ciascun reparto ci sono aule scolastiche e laboratori per le attività. Nell’istituto c’è un campo di calcio (che è a disposizione di tutte le sezioni e viene utilizzato ogni giorno a rotazione) e un teatro. Non ci sono vere e proprie palestre, ma possono essere utilizzati a questo scopo alcuni spazi comuni. I cortili per l’aria sono dei rettangoli con pavimento in cemento chiusi da mura. La parte vicina alla porta di ingresso è coperta (circa un quinto della superficie totale). Nell’istituto c’è un’area verde destinata ai colloqui, in particolare con i bambini. Le sale interne per i colloqui sono arredate con tavolini e sedie.

La struttura maschile è composta da 6 sezioni con 25 celle ciascuna. Una sezione è ad Alta Sicurezza. Oltre ad asse alcune celle sono destinate all’osservazione e ai nuovi giunti. C’è anche una sezione infermeria.

Alcune celle vicino all’ingresso sono destinate ai nuovi giunti, qualcun’altra è utilizzata per l’osservazione.

Due le sezioni femminili, di cui una di Alta Sicurezza.

Anche il femminile ha una sezione infermeria con alcune celle.

 

DETENUTI

Al 31/12/2007

Numero: 393 (301 uomini e 92 donne).

La capienza regolamentare per l’intero istituto è di 236 posti.

La sezione femminile è quella che presenta i maggiori problemi di sovraffollamento. Prima dell’indulto in alcune celle è stato collocato un terzo materasso appoggiato a terra.  La capienza regolamentare delle sezioni femminili è di 56 posti, i letti effettivamente disponibili sono 106, le donne detenute sono 92.

Circa 50 persone sono detenute nella sezione Alta Sicurezza femminile (che serve tutto il nord Italia). Una quarantina nella sezione Alta Sicurezza maschile.

Molti gli stranieri (circa il 50% del totale) che raggiungono, tra le donne, circa il 70% delle presenze. Circa un terzo i detenuti tossicodipendenti.

Non ci sono semiliberi, per chi usufruisce di tale misura è previsto il trasferimento a Pavia.

 

STAFF

Il direttore dell’istituto, da circa cinque anni, è Nicolò Mangraviti. È coadiuvato da due vice-direttori, uno dei quali è però incaricato in missione presso il carcere di Milano-Opera per 5 giorni la settimana.

polizia penitenziaria: circa 230 persone effettive (260 l’organico previsto), due agenti operano presso la segreteria dell’Istituto.

educatori: 2, di cui uno part-time (dovrebbero essere 8).

2 le assistenti sociali assegnate.

 

Personale sanitario:

C’è un dirigente sanitario, 6 medici di guardia (per 24h/giorno).

Un medico del SerT si reca presso l’Istituto 2 volte la settimana.

 

Le figure specialistiche che operano in convenzione presso l’istituto sono 2 (qualche anno fa erano 5): un dentista/odontoiatra e uno psichiatra.

Un’ infermiera professionale e 6 generici, tutti con rapporti di collaborazione professionale con l’amministrazione penitenziaria, garantiscono una copertura del servizio.

Presso l’Istituto interviene uno psicologo ma per un numero insufficiente di ore.

 

VOLONTARI:

Scarso l’intervento del volontariato, 5 o 6 i volontari che operano presso l’istituto. 2 di loro fanno parte di un’associazione di volontariato, gli altri della Caritas di Vigevano.

Esiste l’Associazione Carcere Territorio, di cui la Direzione del Carcere di Vigevano è parte attiva.

L’Associazione ha avuto modo di proporre alle Associazioni degli artigiani della Lomellina, la possibilità di assunzione dei detenuti e successivamente con il Magistrato di Sorveglianza, per l’utilizzo dell’art.21.

L’associazione Carcere Territorio si riunisce periodicamente, di norma c/o la Caritas di Vigevano, ma anche, soprattutto all’inizio, dentro la struttura carceraria.  

 

CONDIZIONI MATERIALI:

Orari

L’apertura delle celle è prevista, per tutti i reparti, dalle 9 alle 11 e dalle 13 alle

15, in coincidenza con le ore d’aria. Ogni reparto ha un proprio cortile per l’aria.

Le blindate sono chiuse solo di notte (ma in caso di caldo eccessivo vengono lasciate aperte).

Le docce sono disponibili in ciascuna sezione e possono essere utilizzate quotidianamente.

Il controllo sul vitto è quotidiano, non sono stati riscontrati elementi di particolare rilievo. È possibile usufruire di menù differenziati, viene agevolato il periodo di ramadan per le persone di fede mussulmana. I costi del sopravitto sono verificati confrontandoli con quelli di un supermercato della zona. Per i prodotti di maggior consumo è possibile scegliere tra prodotti di marche più costose che prodotti di primo prezzo.

Ai detenuti nuovi giunti viene consegnato solo lo stretto indispensabile.

Non ci sono celle per l’isolamento salvo un paio per l’osservazione e la possibilità di isolamento sanitario presso l’infermeria.

 

EVENTI CRITICI

Non sono stati segnalati eventi critici.

Episodi non frequenti di autolesionismo (in particolare da parte di detenuti stranieri) e per inalazione di gas.

 

SANITA’

Guardia medica: 24 ore

 

Attrezzature

Presso l’infermeria c’è un reparto di osservazione sanitaria. Le celle presso l’infermeria sono 11 (al momento della visita c’erano dieci ricoverati).

Sono stati segnalati ritardi nell’accesso alle cure odontoiatriche e per le visite esterne programmate (dovuti esclusivamente ai tempi di attesa ospedalieri).

Sono diffuse situazioni di sofferenza psicologica (soprattutto depressive), rare le patologie psichiatriche vere e proprie.

Per le visite specialistiche, gli accertamenti clinici e i ricoveri l’Ospedale di riferimento è

quello di Vigevano, presso cui c’è anche un piccolo reparto detentivo con due posti letto.

Presso l’istituto è presente – da anni – un centro radiologico perfettamente e modernamente attrezzato che non è mai entrato in funzione e non è mai stato utilizzato per mancanza di personale. C’è un laboratorio dentistico, sono disponibili 2 defibrillatori.

Non sono stati segnalati problemi riguardo la disponibilità di farmaci (disponibili tutti quelli necessari in fascia A, possono essere acquistati quelli in fascia C). I farmaci mutuabili vengono forniti dall’ospedale di Vigevano.

I farmaci vengono somministrati in reparto con carrello.

Viene somministrata terapia metadonica, in genere a scalare ma in qualche caso anche di mantenimento. Il metadone viene somministrato due volte al giorno presso l’infermeria in base alle prescrizioni del medico del SerT.

30/40 i detenuti che si sono dichiarati sieropositivi o hanno eseguito il test con risultato positivo.

 

ATTIVITA’:

Ci sono attività e laboratori di ceramica, sartoria, giardinaggio e cartonaggio.

C’è un teatro e vengono svolte attività e corsi teatrali e di scenografia.

Viene redatto e pubblicato un giornale interno ( “Sestante”).

C’è una biblioteca con alcune migliaia di volumi che possono essere presi in prestito.

Al reparto femminile c’è un cineforum.

Vengono svolti corsi di informatica, narrativa, pittura e inglese.

Un campo di calcio viene utilizzato a rotazione (quotidiana). Si svolge un torneo di calcio.

Al femminile era appena terminato, al momento della visita, un corso di pallavolo. Viene svolto anche un corso di training autogeno.

Nell’istituto opera un progetto di mediazione, denominato Camelot, grazie al quale intervengono, a rotazione nelle diverse sezioni, 7 operatori madre-lingua rispetto alle principali lingue parlate dalla popolazione detenuta.

 

LAVORO:

Le attività lavorative sono prevalentemente quelle interne alle dipendenze dell’amministrazione.

Lavorano circa il 25% dei detenuti. Il lavoro viene assegnato a rotazione in base alle graduatorie stilate tenendo conto delle condizioni economiche.

All’interno dell’istituto opera lo Sportello lavoro “Informagiovani”.

È in fase di avvio (era in corso la selezione dei partecipanti) un corso di motivazione al lavoro gestito da Nova Spes (rivolto a detenuti che già lavorano, ai quali viene proposto un giorno alla settimana di formazione/tutoring).

Prosegue un progetto della Caritas di Vigevano per l’orientamento e inserimento lavorativo e socio-abitativo dei detenuti.

Per le donne che hanno figli è attivo un progetto regionale per il reinserimento.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE

C’è un corso di aiuto cuoco (600 h/anno) svolto in collaborazione con il Centro di formazione professionale del Comune di Pavia.

Deve iniziare un corso per panificatori finanziato dalla Regione Lombardia.

Non ci sono più i corsi finanziati dal FSE che avevano rappresentato, negli anni scorsi, una importante risorsa.

 

ISTRUZIONE

2 corsi di alfabetizzazione al maschile e 2 al femminile.

Scuola media inferiore.

Scuola media superiore (geometra).

Circa 120 complessivamente gli allievi dei corsi scolastici.

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