CASA CIRCONDARIALE DI MACOMER (NUORO)
maschile
Indirizzo: Zona Industriale Bonu Trau
Telefono: 0785 20701
Tribunale di sorveglianza: Cagliari
CSSA-UEPE di riferimento: Cagliari
NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI
La CC di Macomer, come quella di Iglesias,
avrebbe dovuto avere un'altra destinazione (casa mandamentale), per poi
essere dismessa. Alcuni spazi, necessari per le circondariali, non sono
quindi stati previsti - c'è una sola aula scolastica, le salette per la
socialità sono talmente piccole che i detenuti ci vanno a turno, non c'è la
palestra. Magistrati e avvocati si incontrano con i detenuti nell'ufficio
degli educatori o nella sala-colloqui. Per realizzare il laboratorio di
falegnameria, attualmente non utilizzato, sono stati abbattuti dei muri; la
struttura subisce continui interventi, nel tentativo di adattare gli spazi
alle esigenze del personale e della popolazione detenuta. Non sono attivi
corsi di formazione lavoro, non ci sono lavorazioni interne. Alta
percentuale di detenuti stranieri e conseguenti problematiche.
Molti i detenuti trasferiti dalle carceri del
Nord. L'istituto ha una certa fama nel trattamento dei casi di difficile
gestione.
STRUTTURA
Costruzione degli anni '80, aperta nel 1994. È
costituita da 2 sezioni separate. La più piccola, che ospita 30 detenuti,
era nata come sezione femminile.
L'istituto è pulito e ben tenuto.
Sezione 1a:
15 + 15 celle di 9 mq, ci stanno 2 persone. Luminose. Servizi igienici
separati e finestrati con wc, lavabo e bidet. In progetto le docce in
camera. Comando luci esterno, all'interno pulsante di chiamata.
Docce discrete; umidità sul soffitto.
Cappella ricavata da una sala ricreativa.
Barberìa dotata di sterilizzatrice, ricavata da una cella. Passeggio con
area coperta; dovrebbe essere ristrutturato a breve e allargato.
Sezione 2a:
16 celle da 2 e 3 persone. In una cella da 3 letto a castello senza
scaletta. Celle da 2 per i 14bis-sorveglianza speciale.
Docce discrete, molta umidità.
Una saletta polivalente per la socialità con
tavolo da ping-pong e calcetto. 2 sale colloqui con bancone senza divisorio,
di cui 1 usata anche per i colloqui con magistrati e avvocati. Una saletta
per i colloqui con educatori e assistenti sociali. Una stanza ex-matricola,
attualmente sala di transito: verrà usata per i colloqui con magistrati,
avvocati, assistenti sociali.
Un ufficio educatori. Il cappellano è stato
"sfrattato" dal suo ufficio, che probabilmente diventerà la biblioteca.
Aula scolastica con i tavoli realizzati in uno
dei corsi di falegnameria.
Laboratorio di falegnameria con macchinari
vari; chiuso da 2 anni. I tagli delle Finanziarie alle Regioni non hanno
permesso l'avvio dei corsi.
Lavanderia, si lava la biancheria dei letti e
gli asciugamani ma anche gli abiti dei detenuti che non hanno aiuti..
Le aree verdi interne non vengono utilizzate.
Non c'è la palestra. Sul muro di cinta, murales realizzati dai detenuti.
DETENUTI
numero: 95
al 31.12.05
capienza regolamentare: 46
stranieri: 60%; sono i detenuti più in
difficoltà. Problemi segnalati: l'estrema indigenza, lo sradicamento totale
dalla rete di relazioni del luogo italiano di provenienza, l'assenza di
rapporti con la famiglia e con il territorio. Positiva la frequenza
scolastica e la relazione con gli insegnanti.
art. 21: 2
La maggioranza dei detenuti sconta condanne
definitive, gli appellanti e i ricorrenti sono rari e vengono "dal
continente". Rarissimo quindi l'isolamento giudiziario, perché non ci sono
imputati.
Presenza di detenuti "irrequieti" provenienti
da altri istituti e dalle colonie penali dell'isola.
Nel 2005, 4 detenuti in 14bis-sorveglianza
particolare.
In 2 anni una ventina di detenuti sono usciti
con l'indultino.
STAFF
Direttore: Giovanni Monteverdi
Educatori: 2; molto occupati dalla stesura
delle relazioni di sintesi e dalle incombenze burocratiche, difficoltà ad
effettuare i colloqui richiesti.
Una criminologa retribuita a parcella.
Personale amministrativo: 2 ragionieri; 5
assistenti. Parecchi dipendenti erano custodi delle case mandamentali, poi
assegnati alle circondariali. Dal 2006 l'istituto avrà l'autonomia contabile
(finora dipendeva da Oristano).
Agenti: 71, di cui molti distaccati; circa 60
in forza effettiva. Segnalata la carenza di personale, in particolare
mancano 4 ispettori (sono 2 su una pianta organica di 6) e i sovrintendenti.
Non c'è assenteismo.
Il magistrato di sorveglianza è poco presente;
viene da Cagliari e si occupa di molte carceri.
La Consulta della lingua sarda del Comune di
Macomer ha organizzato uno stage formativo di 90 ore per gli operatori
(personale amministrativo, educatori, agenti) sulla lingua e la cultura
sarda. Il progetto avrà una ricaduta in istituto perché si organizzeranno
con i detenuti spettacoli in lingua sarda.
VOLONTARI
Due volontarie, insegnanti in pensione, si
occupano della preparazione all'accesso alla scuola media.
Due le case di accoglienza per i detenuti a
fine-pena, gestite dalla Caritas: una ad Alghero, e l'altra, "Il
Samaritano", ad Arborea.
CONDIZIONI MATERIALI
Molta attenzione nella sistemazione dei
detenuti nelle celle.
A disposizione celle per non fumatori ma il
90% dei detenuti fuma.
Le docce sono disponibili a giorni alterni.
Il barbiere viene dall'esterno ogni lunedì.
I detenuti indigenti ricevono un sussidio
dall'Amministrazione e sono seguiti dal cappellano.
La cucina è in ottimo stato. C'è il
montacarichi per i carrelli della distribuzione del vitto. Il menu rispetta
le tabelle ministeriali e prevede diete particolari per le patologie
presenti.
Il menu rispetta i divieti prescritti ai
musulmani; durante il Ramadan ai detenuti di religione islamica viene
consegnato il cibo crudo, che cuoceranno la sera.
Si può cucinare in cella. Segnalata la
pericolosità delle bombolette.
Il programma di dimissione consiste nel dare
al detenuto la possibilità di lavorare verso fine-pena; all'uscita gli
viene consegnato un sussidio anche per il viaggio.
CONTATTI CON L’ESTERNO
Pacchi, telefonate, posta secondo la norma.
Attivo uno sportello informativo per i
familiari dei detenuti durante le giornate di colloquio. Lo sportello è
aperto un giorno la settimana anche per i detenuti.
EVENTI CRITICI
In diminuzione i fenomeni di autolesionismo.
L'ultimo suicidio risale a 4 anni fa.
Secondo gli operatori, molti problemi nascono
dall'uso del vino passato dall'Amministrazione. I detenuti tossicodipendenti
spesso diventano alcoldipendenti. Per cercare di risolvere la situazione, si
è imposta ai detenuti la restituzione del vuoto della bottiglietta di vino.
SANITÀ
Responsabile sanitario: dott. Massimo
D'Agostino.
Infermieri: 4; 1 di ruolo, 3 a parcella.
Guardia medica SIAS: 4; dalle 19 alle 6 nei
feriali, 24h nei festivi.
Specialisti in convenzione con contratto
libero-professionale: dentista-infettivologo-psichiatra.
Studio odontoiatrico con 2 sterilizzatrici e
RX.
Attrezzatura: 1 defibrillatore 1
elettrocardiografo - 1 pallone Ambu - ferri chirurgici.
Il PRAP-Proveditorato regionale ha stilato un
accordo di programma con l'ASL di Nuoro, che mette a disposizione l'équipe
del Centro di salute mentale. L'équipe è composta da uno psichiatra, uno
psicologo e da un educatore. Attualmente lo psichiatra lavora in carcere 8
ore al mese. Non ci sono al momento patologie psichiatriche importanti, più
che altro sindromi ansiose.
Il Presidio tossicodipendenti è presente con 1
medico 6 ore la settimana. Le comunità vengono individuate dal Ser.T.; il
Presidio tdp, in collaborazione con il settore educativo, pianifica
l'inserimento in comunità o la misura dell'affidamento. Vi sono anche casi
di doppia diagnosi: dipendenza e disagio psichico.
A Macomer non c'è l'ospedale: qualche
problema, per le cure e gli accertamenti sanitari, soprattutto con i
detenuti tossicodipendenti o con problemi legati alla tdp (Hiv o altro). I
tempi delle visite esterne dipendono dal magistrato di sorveglianza. In
paese c'è un poliambulatorio, per i casi più difficili si ricorre
all'ospedale di Nuoro o, più raramente, al Pronto Soccorso di Ghilarza. I
farmaci sono forniti dall'ASL, a volte integrati attraverso ditte esterne.
Tra i tossicodipendenti 50 soffrono di
epatopatie Hcv-correlate, 2 sono in trattamento metadonico a scalare,10 sono
in trattamento con ansiolitici e depressivi, 1 in trattamento
disintossicante per l'alcol.
Nessun caso di Hiv+. Gli esami clinici di
routine riguardano la ricerca del bacillo di Koch, e, se il test è positivo,
i RX al torace. Per i tdp e alcoldipendenti è previsto l'esame urine con
drug test. Per la ricerca dell'Hiv ci vuole il consenso. La privacy è
rispettata, le cartelle cliniche sono a disposizione dei soli sanitari.
Durante la visita medica all'ingresso si informa il detenuto sull'osservanza
delle norme igieniche.
Gli agenti usano guanti e mascherine. Sono
previsti corsi di educazione sanitaria, prevenzione e pronto soccorso per il
personale.
Isolamento sanitario: no.
ATTIVITÀ
Terminati da poco un corso di musica con
saggio finale, frequentato da una decina di detenuti, e un corso di teatro.
I corsi sono stati finanziati in parte dal Comune di Macomer, in
collaborazione con una scuola media di Nuoro. Il laboratorio teatrale è
stato seguito da un artista, esperto in situazioni di disagio, affiancato da
uno psicologo.
Per il 2006 il Progetto pedagogico inviato al
Provveditorato contiene varie proposte culturali di corsi per i detenuti: un
corso di canto e ballo sardo e un progetto riguardante il cinema. Il motivo
di tale scelta non è solo economico (la legge 482 permette finanziamenti per
i corsi di cultura sarda) ma risponde anche ad un'esigenza di integrazione.
Dello stesso avviso lo psichiatra, che ritiene il teatro, il canto e la
danza una sorta di terapia per i detenuti che hanno problemi
comportamentali, il che sarebbe confermato dal fatto che nel giro di due
anni i fenomeni di autolesionismo sono molto diminuiti.
In progetto l'adesione a "Biblioteche
scatenate", finanziato dalla Regione; obiettivo del progetto è l'inserimento
delle biblioteche delle carceri nella Rete bibliotecaria di Sardegna
(ideazione e gestione della cooperativa "l'Aleph").
LAVORO
Lavoro intramurario: 21, di cui 15 fissi e gli
altri a rotazione. 4 MOF a rotazione (+ 1 agente); se i detenuti sono bravi,
passano fissi. Ruotano i manovali.
3 fissi in cucina; 1 casermiere; 2 sopravvitto
(fissi); 1 pulizia uffici; 1 imbianchino-giardiniere; 1
bibliotecario-scrivano (compila le domandine per i detenuti stranieri); 1
lavanderia (rotazione ogni 2 mesi); 4 pulizie 1a sezione (turni di 15
giorni), 3 in 2a sezione.
Segnalata la scarsità dei finanziamenti
ministeriali per il lavoro interno. Le ore di lavoro sono diminuite, mentre
i detenuti chiedono più lavoro.
I 2 detenuti in art. 21 fanno i giardinieri.
In progetto la realizzazione di un capannone
per le lavorazioni (come a Iglesias). I tentativi di coinvolgere la società
esterna - imprenditori, artigiani, cooperative - non hanno finora dato
frutti.
Un altro dei progetti che si sta cercando di
portare a termine è la formazione di una cooperativa per la manutenzione dei
siti archeologici, da queste parti numerosissimi e spesso poco valorizzati.
FORMAZIONE PROFESSIONALE
Il laboratorio di falegnameria-corniceria è
bloccato da 2 anni perché la Regione non ha finanziato i corsi di
formazione, penalizzando così le fasce più svantaggiate. Gli scarsi fondi
ricevuti dall'Amministrazione non possono essere stornati perché verrebbero
tolti alle mercedi dei detenuti.
ISTRUZIONE
Attiva la scuola media con le 150 ore, con l'affiancamento
di due volontarie, insegnanti in pensione, che fanno alfabetizzazione come
supporto per frequentare le medie. I corsi scolastici si svolgono la
mattina.
|