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Antigone in carcere - Sicilia

Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza

Piazza Vincenzo Lanza, 11 – 95123 Catania

tel. 095 437933 – fax 095 430777 - cc.lanza.catania@giustizia.it

Maschile e Femminile

dislocazione: urbana

Tribunale e Ufficio di Sorveglianza di riferimento Catania

CSSA di riferimento Catania

 

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI

Uno dei problemi principali dell'istituto era il cosiddetto “fenomeno delle porte girevoli”: nel corso del 2011 delle 2385 persone entrate dalla libertà il 42% è uscito entro 5 giorni. Nel primo semestre del 2012 questa percentuale è drasticamente scesa al 25%. Il calo è certamente conseguenza della legge 9/2012 (c.d. svuota-carceri) la cui applicazione però è stata favorita dagli intensi contatti tra l’istituto e la procura sul tema, risalenti a prima della applicazione della legge.

Resta sensibile il problema del sovraffollamento. Al momento della visita (13.08.2012), i detenuti presenti erano 529 a fronte di una capienza regolamentare di 155, con un tasso di affollamento del 341%, e quello della carenza del personale. In servizio risultavano 240 unità (tra ispettori, sovrintendenti, agenti e assistenti) contro le 435 previste.

L'impianto di riscaldamento presente all'interno dell'istituto non viene messo in funzione da quattro anni per mancanza di fondi. Le luci nei corridoi sono spesso spente per risparmiare, e per lo stesso motivo di notte ed alcune ore al giorno viere regolarmente chiusa l’acqua d’estate. La cucina è in buone condizioni igieniche ma non a norma con il Regolamento d'esecuzione che prevede una cucina per ogni 200 detenuti (qui c'è una cucina per ben 550 detenuti).

Lo spazio colloqui è stato messo a norma con l’eliminazione del bancone divisorio: sono state realizzate tre stanze, tutte dotate di tavolini circolari, abbellite da murales realizzati dall’Istituto artistico E. Greco

 

STRUTTURA

L'edificio è stato consegnato all'amministrazione penitenziaria il 12 agosto 1910. È situato nel centro storico di Catania, quindi facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Destinato solo a detenuti di media sicurezza, si compone di tre reparti maschili, l'Amenano, il Simeto, il Nicito (isolamento), e uno femminile, l'Etna.

 

L'Amenano e il Simeto, corrispondenti ai bracci sinistro e destro, sono i due reparti principali e contengono rispettivamente 253 e 255 detenuti, ossia il 90 per cento della popolazione complessiva. Il Simeto è stato ristrutturato nel 2000, l'Amenano nel 2004. Sono paralleli e simmetrici e si compongono di 3 piani ciascuno, con 10 celle per piano. Le condizioni igienico-sanitarie dei due reparti sono discrete. La luminosità nelle celle è abbastanza buona, essendovi in ognuna di esse 3 finestre con sbarre a maglie larghe. Il bagno è in un vano separato, privo però di porte, all'interno del quale, oltre alla doccia e al vaso, ci sono dei fornelli e qualche armadietto. Altri armadietti sono poi presenti all'interno della cella. Le celle del braccio sinistro sono di 22 metri quadri, mentre quelle del braccio destro di 18. Ogni cella ospita mediamente 8 detenuti, con picchi in passato anche oltre i 10. Al momento della visita le celle ospitavano al massimo 10 detenuti, disposti in letti a castello di cui uno a quattro piani e gli altri due a tre piani e con un spazio pro-capite decisamente inferiore a quello previsto dalla sentenza Sulejmanovic.

Su ognuno dei 3 piani ci sono stanze utilizzate per scuola elementare, per scuola media, per laboratori informatici o per altre attività.

 

Il Nicito, reparto di isolamento, viene anche utilizzato come sezione protetti. Al contrario degli altri reparti non è stato ristrutturato e versa in condizioni estremamente fatiscenti: i muri sono scrostati in più punti a causa della notevole umidità, la luminosità è bassissima e l’areazione è scarsa.

Questo reparto, che ospita in media 30-40 detenuti, è composto da 20 celle di 8 metri quadri ciascuna, con docce in comune e bagno alla turca. Le finestre sono piccole bocche di lupo poste ad oltre 2 metri da terra e lasciano passare pochissima luce. I detenuti, spesso fino a 3 per cella, vengono sistemati in letti a castello di 2 o 3 piani.

Anche il reparto femminile, l’Etna, occupa il piano terra di una intera ala dell’istituto, che si sviluppava su tre livelli, dismessa dal 2004. Il reparto, composto da  celle, risulta buio, sia perché dà su un cortile interno sia per la presenza di una seconda grata esterna, in aggiunta a quella abituale, sulle finestre. Per contro i bagni, oltre alla doccia, sono provvisti anche di bidet.

Nel reparto ci sono un cortile con 4 vasche per il bucato, un laboratorio dedicato al cucito, un'aula destinata a scuola elementare, un ambulatorio e una stanza per i colloqui con gli assistenti sociali.

 

All'interno dell'Istituto sono presenti 3 cortili e un campetto da calcio in cemento; un'area polivalente con 5 sale, una sala destinata alla musicoterapia, una al laboratorio per la lavorazione di tappeti, una dove vengono organizzati corsi di alfabetizzazione per stranieri, e altre due. Sono altresì presenti una cappella a volte utilizzata per rappresentazioni teatrali, una lavanderia, e una stanza gestita dal centro Astalli che distribuisce indumenti ai detenuti (per lo più extracomunitari).

 

Sono previsti tre progetti di ristrutturazione, finanziati con la Cassa delle Ammende. Uno consentirà l’utilizzo delle celle presenti sopra l’infermeria la cui apertura, che dovrebbe avvenire a settembre, consentirà la chiusura del malandato reparto Nicito. Un altro progetto servirà per l’automazione di parte dei cancelli, ed in fine l’ultimo per la realizzazione di un reparto protetti al piano terra della sezione Simeto.

È prevista anche la ristrutturazione del reparto Nicito, che sarà però a carico del Ministero delle Infrastrutture.

 

DETENUTI

A fronte di una capienza regolamentare di 155 detenuti, alla data della visita se ne trovavano 529 (tasso di affollamento del 341%). Di questi, 249 in attesa di giudizio, 106 appellanti e 39 ricorrenti, 135 i definitivi. Un anno prima, al 12 agosto 2012, i detenuti erano 552.

Nei due bracci principali, l'Amenano e il Simeto, (le cui celle sono rispettivamente di 22 e 18 metri quadri) in molte celle vivono fino a 10 detenuti, collocati in letti a castello di 3 e 4 piani, costretti quindi al di sotto dei 3 mq a persona ossia la soglia minima oltre la quale, secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo, si configura la tortura.

Dei presenti 509 sono gli uomini, di cui 44 stranieri, e 20 le donne, di cui 4 straniere. La percentuale degli stranieri sul totale dei detenuti è quindi del 9 per cento.

La struttura non è dotata di nido, nonostante saltuariamente entrino donne con bambini di età inferiore a 3 anni, che vengono trasferite rapidamente a Messina.

I tossicodipendenti, certificati tramite il SERT all'ingresso o per esecuzione di drug test all'interno dell'istituto, sono ufficialmente 97, numero che però sottostima la portata del fenomeno a causa del disonore che la tossicodipendenza rappresenta nell'ambito della malavita organizzata e che porta molti detenuti a non dichiarare l'assunzione di droga.

 

STAFF

L'organico di polizia penitenziaria previsto è di 435 unità: 42 ispettori (39 uomini e 3 donne), 42 sovrintendenti (39 uomini e 3 donne), 351 fra agenti e assistenti (324 uomini e 27 donne). Nella realtà sono presenti solo 248 unità: 6 ispettori, 6 sovrintendenti e 226 fra agenti e assistenti.

E poi presente un direttore (Dott.ssa Elisabetta Zito) ma non ci sono più vicedirettori.

Il personale dell’area educativa è composto da un coordinatore e da 6 educatori.

Per quanto attiene al personale dell'area sanitaria, a essa sono assegnati: 2 medici incaricati, di cui uno svolge le funzioni di capo dell'area sanitaria; 8 medici convenzionati che assicurano il servizio integrativo di assistenza sanitaria; 2 infermieri di ruolo; 10 infermieri convenzionati; 2 unità di polizia penitenziaria.

Si evidenzia che in Sicilia il passaggio della sanità dall'amministrazione penitenziaria alle strutture pubbliche sanitarie non è ancora avvenuto, e quindi il servizio sanitario resta ancora sotto la responsabilità dell'amministrazione penitenziaria. Il personale, i farmaci e tutto ciò che concerne le spese sanitarie, sono quindi a carico dell'Istituto, e questo in passato ha comportato, ad esempio, e al fine di contenere la spesa, la riduzione del servizio infermieristico da 24 a 12 ore giornaliere, per mantenere in servizio la guardia medica notturna.

Tutti i giorni dalle 17-22 è attivo il presidio nuovi giunti.

 

VOLONTARI

All'interno dell'Istituto opera il centro Astalli, che distribuisce indumenti ai detenuti che ne fanno richiesta. Ci sono inoltre due mediatori culturali, uno ex art. 78 e uno ex art. 17, e cioè un membro della Caritas che copre l'area sudamericana e uno che si occupa dell'area maghrebina. È presente una piccola biblioteca, gestita da volontari, con servizio di prestito, all'interno della quale seguono le lezioni i detenuti protetti. E' aperta solamente due pomeriggi la settimana, il giovedì e il martedì.

 

CONDIZIONI MATERIALI

Le 20 celle che compongono il reparto di isolamento Nicito non hanno le docce al loro interno, contrariamente al resto dell'istituto. Le celle in tutto l’istituto non vengono mai aperte sul piano. La porta blindata di ogni cella resta sempre aperta durante l'estate mentre viene chiusa dalla mezzanotte alle 7 del mattino d'inverno. I detenuti usufruiscono delle ore d'aria tra le 9 e le 11 del mattino e tra le 13 e le 15 del pomeriggio. Le attività trattamentali si svolgono in un arco temporale che va dalle 8.30 alle 18. Numerosissimi, anche a causa del fatto che non ci sono molti definitivi, i detenuti che non partecipano ad alcuna attività.

L'impianto di riscaldamento, presente all'interno dell'istituto, non viene messo in funzione da quattro anni per mancanza di fondi. Le luci nei corridoi sono spesso spente per risparmiare. L’acqua, soprattutto in estate, non è sufficiente per il fabbisogno dell’Istituto, soprattutto nei periodi estivi e quindi la sua erogazione viene interrotta durante tutta la notte e in molte ore della giornata. Grande, inoltre, è il debito dell’Istituto anche per le bollette dell’acqua.

La colazione viene servita tra le 7 e le 7.30, il pranzo tra le 11.30 e le 12, e la cena tra le 17.30 e le 18. C'è la commissione vitto prevista dal regolamento e sorteggiata ogni mese, composta da 3 detenuti.

L’accesso all’ampio campo sportivo, in cemento, è consentito a turno tutti i giorni tranne il lunedì ed il sabato.

Esiste un regolamento interno approvato nel 2007, che non viene distribuito ai detenuti all’ingresso ma che è affisso in ogni sezione. Non esistono traduzioni consultabili dai detenuti stranieri che non parlino o leggano l’italiano. Secondo il personale è comunque facilmente ottenibile su richiesta del detenuto e tramite gli educatori.

 

EVENTI CRITICI

Nel 2009 in una cella del Nicito è deceduto un giovane incensurato, Carmelo Castro, arrestato solo 4 giorni prima. A causa delle molte incongruenze, dopo una prima archiviazione del caso, disposta a luglio 2010, a gennaio 2011 la procura di Catania ha riaperto le indagini che però, a tutt’oggi, non risultano ancora chiuse.

 

CONTATTI CON L'ESTERNO

I colloqui iniziano alle 8.30 e finiscono alle 16. Dal Luglio 2011 sono state aperte tre nuove sale colloqui, senza bancone divisorio, una con 11 tavoli da 4 posti, una con 9 ed una con 6. Tutta l’area dei colloqui, incluse le tre sale, è stata decorata con motivi e disegni colorati dagli studenti dell’istituto d’arte E. Greco.

Si effettuano circa 100 colloqui al giorno per 6 giorni alla settimana. In passato i tempi di attesa per accedere ai colloqui erano molto lunghi. Da qualche tempo è in funzione un sistema di prenotazione telefonica dei colloqui che consente di ridurre le attese a circa un ora.

 

SANITÀ

Sono presenti un servizio di guardia medica e uno infermieristico, entrambi 24 ore su 24. C'è un servizio psichiatrico, con 2 psichiatri in convenzione libero-professionale, per 4 ore giornaliere, fatta esclusione per i giorni festivi. Sono attive nell'Istituto convenzioni libero - professionali per patologia clinica (laboratorio analisi per 26 ore mensili), ginecologia, medicina del lavoro, cardiologia, infettivologia, chirurgia, ortopedia, odontoiatria. Nel caso in cui i detenuti siano bisognevoli di cure e accertamenti diagnostici non praticabili all'interno dell'Istituto si fa ricorso all'espletamento di consulenze specialistiche presso le strutture sanitarie pubbliche. L'Istituto non ha degenza, e in caso di necessità di ricovero si ricorre all'esterno o a un centro clinico. All'interno del carcere è operativo il SERT.

La riforma del servizio sanitario, come già ricordato, non riguarda fino ad ora la Sicilia, dove questa resta compito dell'amministrazione penitenziaria.

 

ATTIVITÀ

Nonostante si tratti di un carcere con un elevato turn-over, molteplici sono le attività tratta mentali, ma limitate a soggetti con custodie cautelari molto durature o ai pochi definitivi, e si svolgono nei reparti o nell'area polivalente, con detenuti che vengono selezionati in base a criteri di volontarietà, permanenza e condotta.

A parte il laboratorio tappeti, i progetti sono proposti e finanziati da enti esterni, a causa della mancanza di fondi, e sono: un gruppo d'ascolto per i giovani tossicodipendenti gestito da una psicologa del SERT; un gruppo d'ascolto psico-dinamico riservato ai protetti e gestito da uno psichiatra e da uno psicologo; un laboratorio creativo per i detenuti del Nicito.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE

La formazione professionale in istituto è finanziata dalla Regione Sicilia. Al momento sono in corso, o stanno per partire, corsi per operatore di data entry; tecnico installatore e manutentore di caldaie; aiuto parrucchiera; tecnico fotovoltaico.

Nel 2011 è partito un progetto finanziato dal Fondo sociale europeo “Formazione e lavoro: nuove prospettive di vita” strutturato in una parte teorica di 150 ore alla quale e un periodo di work experience di 480 ore (ancora in corso): due i corsi attivati ossia quello per trascrittore di materiali per non vedenti e quello di tessitoria e realizzazione di arazzi. Un terzo, per panificatore per celiaci, non è mai decollato.

 

ISTRUZIONE

Sono attive quattro classi di scuola elementare, una per reparto. Prima erano sei, ma due sono state soppresse per difficoltà economiche. Le classi di scuola media erano quattro, ma da settembre 2012 si prevede di portarle ad 8. La frequenza è di circa 10 persone per classe.

Assente invece l'istruzione superiore. È operante un corso di alfabetizzazione per stranieri, anch'esso di 500 ore, cui partecipano tra le 8 e le 10 persone.

 

LAVORO

Le attività lavorative presenti nell'istituto sono di tipo domestico: cucina e manutenzione. A fronte di 85 posti di lavoro previsti, a causa della mancanza di fondi lavorano solo circa 50 persone.

I lavori, salvo eccezioni, sono distribuiti con turnazioni di quattro mesi al maschile e di tre mesi al femminile. Il budget a disposizione dell’Istituto per le mercedi, dopo gli ultimi tagli, ammonta a 376.000 euro.

Una trentina di posti di lavoro in più fino ad ora sono stati garantiti da alcuni dei corsi di formazione professionale citati sopra, finanziati dal Fondo Sociale Europeo (Ob. Convergenza), che nella fase di work expereience davano impegnavano una trentina di detenuti.

 

as, rb, 13/08/2012

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