CASA CIRCONDARIALE DI
MESSINA GAZZI
via Consolare Valeria, 2,
tel. 090 2281111; fax
090
2281240
Dislocazione: urbana
Tribunale e Ufficio di
Sorveglianza: Messina
CSSA: Messina
visita effettuata il 27
luglio 2012
NODI IDENTIFICATIVI E
PROBLEMATICI
La struttura presenta
grossissimi nodi problematici, da quelli strutturali a quelli contingenti.
Alla vetustà, angustia e decadenza della struttura si somma un
sovraffollamento molto importante che rende le condizioni detentive una
forma di tortura o trattamento disumano, secondo i parametri della Corte
Europea dei Diritti dell'Uomo. Molti i detenuti il cui spazio in cella è
inferiore ai 2 metri quadri. A titolo di esempio, 11 detenuti condividono
uno spazio di 19 metri quadri, per un totale di 1,72 metri quadri a testa.
Si fanno i turni per stare in piedi.
Nella sezione maternità,
la più calda di tutte, si trova detenuta da un anno una madre col bambino di
due anni e mezzo.
Non c'è una sala d'attesa
per i familiari dei detenuti, che sono costretti ad attese lunghe ed
estenuanti all'esterno del carcere, col bello e cattivo tempo.
STRUTTURA
L'edificio risale agli
anni cinquanta e si trova nel centro urbano di Messina. La struttura è per
metà inagibile e l'altra metà in buona parte versa in condizioni disastrose.
Il centro clinico è, a causa del sovraffollamento, adibito a reparto
detentivo comune. Ciò fa sì che detenuti ricoverati e detenuti comuni
condividano gli stessi spazi, sovraffollatissimi.
E' diviso in 6 sezioni, di
cui solo 3 funzionanti: sezione Camerotti, teoricamente destinata all'alta
sicurezza e composta di 3 piani; sezione Cellulare, per la media sicurezza,
chiusa dal 14/01/2010 a causa delle condizioni in cui versava; sezione
sosta, chiusa il 27/05/2012 per le stesse ragioni; sezione C.D.T., ossia il
centro clinico, di cui una parte è chiusa da 2 anni e che necessita nella
sua totalità di un intervento mirato alla ristrutturazione; sezione
femminile, anch'essa suddivisa in 3 piani, le cui condizioni sono molto
critiche; e infine la sezione semilibertà, anch'essa chiusa dal 9/05/2012.
La sezione femminile
È distribuita su 3 piani.
Al piano terra sono presenti 10 celle, tutte di 7,30 metri quadri: di
queste, 3 sono inagibili e 4 ospitano 3 detenute, che hanno a disposizione
2,4 metri quadri a testa, quindi meno dei 3 metri quadri al di sotto dei
quali la Corte Europea parla di tortura. Le docce sono in comune, l'acqua
calda nelle celle non è disponibile, tanto che una detenuta lamentava il
fatto che dovessero lavarsi "con le bottiglie".
Il primo piano comprende 9
celle, di cui una inagibile, che sono più ampie di quelle già descritte:
vanno dai 30 agli 8 metri quadri. Anche qui i letti occupano praticamente
tutta la superficie della cella. Il minuscolo bagno di una delle celle
visitate aveva il muro verde a causa dell'umidità e della muffa. Le finestre
hanno le gelosie di vetro. Vetro spaccato, peraltro.
Il secondo piano è
suddiviso in 2 parti: il lato nido a destra e il lato semilibertà, chiuso
per inagibilità, a sinistra. Delle due detenute presenti, una vive in cella
col bambino di due anni e mezzo, che si trova in carcere da un anno.
Nonostante le condizioni materiali migliori rispetto al resto della sezione
(presenza di una cucina, di una ludoteca e di due divanetti in corridoio) è
una tra le parti più calde e meno areate dell'istituto: si boccheggia più
che nel resto del carcere. Anche qui, 3 celle inagibili su 5.
Per ogni piano è presente
un ambulatorio e altre stanze adibite a sala palestra o dedicate ad altre
attività trattamentali: una sala polivalente, un salone per parrucchiere e
altri. L'intonaco cascante, le macchie di umidità, i mattoni rossi che
fuoriescono qua e là dalle pareti, sono la regola in questo reparto così
come nel resto dell'istituto.
Altro reparto detentivo è
quello del centro clinico. In condizioni normali dovrebbe essere
dedicato ai detenuti ricoverati. Sia il primo piano, sezione medicina, che
il secondo, sezione chirurgia, ospitano detenuti di ogni tipo. Al piano
terra sono presenti i vari ambulatori e al primo piano si trova anche una
sala operatoria. Questa è "il fiore all'occhiello" dell'istituto, essendovi
operati tradotti da altri istituti per motivi di ordine medico-sanitari.
11 le celle della sezione
medicina, di varia grandezza: dai 9 ai 30 metri quadri. Una è per i non
fumatori. In questa, come nelle altre, si trovano detenuti ricoverati con
gravi patologie assieme a detenuti comuni. Allo stato decadente in cui versa
tutto il reparto, si aggiungono problemi contingenti. Al momento della
visita una delle celle aveva il blindo chiuso a causa della porta a sbarre
rotta e non ancora riparata. Le altre avevano il blindo aperto solo al
centro. Il tipo di blindo fa sì che l'apertura consista in una fessura che
lascia scoperte solamente tre sbarre. Tutto ciò impedisce chiaramente che
l'aria circoli rendendo meno soffocante l'atmosfera.
Delle 6 celle presenti
nella sezione chirurgia, 3 ospitavano detenuti cui toccava a testa uno
spazio inferiore ai 3 metri quadri: 4 detenuti in 10 metri quadri in una, 11
in 19 metri in un'altra (1,72 metri quadri a testa) e 8 in 15,8 metri quadri
in una terza (1,97 a testa).
Tutto il reparto è da
ristrutturare. Ogni sezione ha un passeggio a sé stante. Quello della
sezione chirurgia consiste in un terrazzino lungo una decina di metri e
largo tre, chiuso da una griglia ferrata. Uno dei passeggi del reparto è
stato chiuso in seguito alla recente ispezione dell'On. Bernardini ed è in
ristrutturazione.
Le docce sono in comune.
La loro porta d'ingresso era rotta, e per aprirla è stato necessario usare
un "piede di porco".
Il terzo reparto
agibile è il Camerotti, il più grande, con i suoi 200 detenuti. E'
anche il più decente, data la recente ristrutturazione. Anch'esso
distribuito su 3 piani, è composto di 16 celle per piano.
Tutte le celle del piano
terra sono difformi rispetto ai parametri stabiliti dalla CEDU. Nessun
detenuto ha a disposizione 3 metri quadri. 6 e 5 detenuti in celle da 12
metri quadri, fatta eccezione per la cella disabili, che ospita 3 detenuti
in 10,5 metri quadri. Qui si trovano i detenuti di media sicurezza, al primo
e al secondo piano quelli dell'alta sicurezza. Teoricamente tutto il reparto
dovrebbe essere destinato all'alta sicurezza. Il primo e il secondo piano
sono meno affollati, nonostante lo spazio a disposizione per ogni singolo
detenuto si attesti poco sopra i 3 metri quadri. 53 i detenuti presenti al
primo piano, 60 quelli presenti al secondo.
Le celle restano sempre
chiuse. Sicché, fatte salve le ore d'aria e le eventuali attività lavorative
o formative, i detenuti passano moltissime ore in cella.
I passeggi sono privi di
copertura e consistono sostanzialmente in una distesa di cemento nemmeno
troppo ampia e in questo periodo costantemente assolata.
Per il resto, la struttura
soffre della mancanza di spazi. Sono 4 le sale per i colloqui, piccole e
affollate al momento della visita. Non ci sono spazi nei quali i parenti dei
detenuti possano attendere il momento del colloquio. Ciò fa sì che questi
aspettino fuori per molte ore e indipendentemente dalle condizioni
atmosferiche. Alcuni volontari hanno cercato di tamponare la situazione con
un camper presente all'esterno della struttura che offra assistenza ai
parenti. Le ore di attesa sono lunghe ed estenuanti, a causa del problema
del sottorganico che affligge questa come le altre strutture italiane.
Una sola cucina per 350
detenuti, contrariamente a quanto previsto dal regolamento che ne vuole una
ogni duecento.
Contrariamente al resto
dell'istituto, le stanze predisposte ai colloqui con gli avvocati e col
giudice di sorveglianza sono climatizzate e in buone condizioni.
E' presente una farmacia
ben fornita. C'è un campetto di calcio in cui i detenuti possono giocare una
volta a settimana, a turno. Una cappella e un ufficio del cappellano sono
presenti all'interno della struttura. Le lavanderie occupano alcuni detenuti
e presentano condizioni accettabili. Varie sale sono dedicate a laboratori
di vario tipo. Vi è inoltre un teatro in buone condizioni.
Una delle sale è adibita a
spaccio alimentare, per il sopravvitto cui possono accedere i detenuti, con
costi degli alimenti identici a quelli esterni.
Il direttore della
struttura ne è a capo da circa 10 anni, così come il direttore vicario.
CONDIZIONI MATERIALI
Esiste un regolamento per
il reparto maschile (quello femminile non è mai stato approvato), che viene
consegnato ai detenuti all'ingresso nell'istituto. Non esiste tuttavia una
versione tradotta in una qualsivoglia lingua straniera.
Oltre al cappellano, altri
3 ministri di culto si recano quasi quotidianamente nell'istituto,
appartenenti a evangelici, testimoni di Geova e cristiani ortodossi.
Sono presenti solamente
una decina di detenuti musulmani. Per questi, non c'è uno spazio per il
culto. Nel periodo del Ramadan, i cibi vengono consegnati all'orario
ordinario e poi consumati freddi dopo il tramonto dai detenuti.
DETENUTI
Al momento della visita
erano presenti 344 detenuti. La media degli ultimi tempi si aggira tra i 350
e i 360 detenuti. I dati ufficiali del Ministero fissano la capienza
regolamentare a 330 posti, il che ne farebbe uno degli istituti meno
affollati della Sicilia. In effetti, a causa delle molte parti chiuse, a
detta della direzione la capienza regolamentare è di 173 posti, per cui il
sovraffollamento ammonta a circa il 200%, tra i più alti in regione.
286 i detenuti uomini, 58
le donne.
112 i definitivi, di cui
92 uomini e 20 donne.
22 i definitivi con
posizione giuridica mista, di cui 19 uomini e 3 donne.
40 i tossicodipendenti
dichiarati, di cui 37 uomini e 3 donne.
27 gli stranieri,
percentuale addirittura al di sotto della media siciliana, che è molto al di
sotto di quella nazionale. Di questi, 19 uomini e 8 donne.
E' presente nell'istituto
una detenuta madre, il cui figlio di due anni e mezzo vive da un anno
all'interno della struttura.
82 i detenuti nei CDT
(Centri diagnostici e terapeutici), di cui 70 uomini e 12 donne. Di questi,
12 i cosiddetti "protetti".
Il resto dei detenuti è in
attesa di giudizio.
105 i detenuti presenti
nel circuito "alta sicurezza".
16 i detenuti usciti col
provvedimento detto "svuota-carceri".
STAFF
Il direttore, dott.
Calogero Tessitore, è a capo della struttura da circa 10 anni. Lo stesso
vale per il direttore vicario.
L'organico prevede 293 tra
commissari, ispettori, sovrintendenti, assistenti, agenti e ausiliari. Di
questi, 26 ispettori uomini e 4 donne; 24 sovrintendenti uomini e 4 donne;
204 tra assistenti e agenti uomini e 31 donne.
L'organico in dotazione
conta invece 226 unità. Di questi, solo 162 sono gli effettivi, di cui 21 in
entrata da altri istituti e 38 quelli in uscita.
Tutto il personale lavora
su 3 quadranti orari invece che su 4, con conseguenze rilevanti: minor
rendimento, difficoltà delle condizioni di lavoro e costi, che sono
sensibilmente più alti.
Gli educatori sono 5 più
un responsabile. Di questi però 2 sono distaccati e 2 andranno in pensione a
breve.
E' presente uno psicologo.
Gli assistenti sociali
sono quelli inviati dall'UEPE, e i loro interventi sono periodici e su
singoli casi. Il giorno della visita ce n'erano 3.
I medici incaricati sono
4, i medici Siass 11.
Sono presenti molte
branche specialistiche: 1 dermatologo, 3 chirurgo, 2 analisti, 1 aiuto
chirurgo, 3 psichiatri, 1 chirurgo-angiologo, 1 oftalmologo, 1 fisiatra, 1
odontoiatra, un cardiologo dell'ospedale Papardo, 1 tisiologo, 1 urologo, 1
medico competente, un ecografista, un endocrinologo, 1 pediatra, 1
angiologo, 1 endoscopista, , 1 medico autorizzato, 1 radiologo, 1 medico
specializzato in otorinolaringoiatria, 1 anestesista, 1 neurologo, 1
ortopedico, 1 infettivologo ASP, 1 ginecologo, 1 esperto in fisica
dosimetrica.
Sono inoltre presenti 26
infermieri a parcella e 2 OSA (operatori socio-assistenziali).
VOLONTARI
Sono presenti 22 volontari
ex art. 17 e 6 assistenti ex art. 78. Quattro le associazioni che si
occupano di tossicodipendenza, più altre di carattere religioso.
EVENTI CRITICI
Sono stati registrati
numerosi casi di autolesionismo per le ragioni più svariate: dalla protesta
per la situazione giuridica e per l'avanzamento del processo alle richieste
inascoltate dal magistrato di sorveglianza e alle condizioni detentive.
Non si sono registrati
casi di suicidio ma molti tentativi di suicidio.
Numerosi gli scioperi
della fame. L'ultimo del luglio 2012, promosso dai radicali su amnistia e
indulto, cui ha partecipato tutta la popolazione detenuta.
Ugualmente numerosi sono i
casi di aggressione: tra detenuti ma soprattutto tra detenuti e agenti.
SANITA'
All'interno di questo
istituto sono presenti molte branche specialistiche ed è presente una sala
operatoria.
E' presente il SERT, e il
metadone è distribuito giornalmente tra i detenuti tossicodipendenti secondo
quanto previsto dalle scalette metadoniche.
E' presente una guardia
medica h/24, con 4 medici giornalieri che permangono 3 ore ciascuno.
Nel laboratorio di analisi
ci sono 2 analisti 3 volte a settimana. Anche qui, come all'esterno, le
spese mediche aumentano a dismisura a causa dei numerosissimi prelievi.
Il gabinetto di
cardiologia è bloccato da mesi per problemi tecnici irrisolti ai macchinari.
Altri problemi di
carattere medico sono connessi all'odontoiatria, branca in carcere sempre
molto richiesta. In quest'istituto non viene praticata l'anestetizzazione e
non si riescono a fare le protesi dentarie.
A detta del responsabile
dell'area sanitaria è elevatissimo l'uso di psicofarmaci, soprattutto nel
periodo estivo.
Esiste un reparto
detentivo all'ospedale Papardo, con 4 posti disponibili, tutti occupati al
momento della visita.
Per le visite prenotate
all'esterno i tempi di attesa sono molto lunghi. Detenuti con patologie
gravissime sono costretti ad aspettare fino a un anno e mezzo per una TAC o
una risonanza. Ai ritardi e alle liste d'attesa in comune coi liberi
cittadini, si aggiunge il problema della mancanza di organico di polizia.
Infatti capita spesso che un detenuto non venga accompagnato in ospedale
perché tra traduzioni in tribunale e in ospedale, la priorità va al primo.
LAVORO
I detenuti ammessi al
lavoro sono 40, pari al 14% della popolazione detenuta. Il sistema
d'ammissione si basa su graduatorie e i detenuti lavorano a rotazione. I
turni sono all'incirca di 4-5 mesi a testa, e nel primo semestre i
lavoratori sono stati 305. Questo per quanto attiene ai lavori interni, in
cui i detenuti sono alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria.
Poi vi sono due lavoratori
ex art. 21, all'esterno.
FORMAZIONE
PROFESSIONALE
Ci sono 5 corsi
professionali finanziati da Enti e fondi regionali, cui partecipano in tutto
46 detenuti. Oltre a questi, ci sono altri 8 progetti regionali FSE (Fondo
Sociale Europeo), cui partecipano 104 detenuti, anch'essi finanziati dalla
regione.
Tra questi corsi, alcuni
sono per panettieri, altri per la lavorazione del latte e dei derivati,
altri per le conserve (nel reparto femminile). Non sembrano esserci
particolari legami col mondo del lavoro esterno. Piuttosto, i lavori e i
corsi di formazione dipendono dai bisogni dell'istituto, come affermato dal
direttore e dal resto dell'équipe dirigente.
ISTRUZIONE
Sono attivi nell'ordine: 3
corsi di scuola primaria, 4 corsi di scuola media, 3 corsi di scuola
superiore (terzo, quarto e quinto geometra) e 3 corsi PON. Tutti sono
finanziati e resi possibili con fondi e personale MIUR. 36 i detenuti
impegnati nei corsi di scuola primaria, 25 in quelli di scuola secondaria,
30 in quelli di scuola superiore e 60 nei corsi PON.
CONTATTI CON L'ESTERNO
Vengono effettuati dai 60
ai 100 colloqui al giorno, in quattro piccole sale. Non esistono sale
d'attesa per i parenti dei detenuti, che aspettano molte ore all'esterno
dell'istituto. Un camper per dare assistenza climatica ai parenti è stato
installato all'esterno del carcere.
Non ci sono particolari
restrizioni alle telefonate.
I pacchi consentiti sono 4
al mese, per un totale di 20 kg.
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