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Antigone in carcere - Sicilia

CASA CIRCONDARIALE DI MESSINA GAZZI

via Consolare Valeria, 2, tel. 090 2281111; fax 090 2281240

Dislocazione: urbana

Tribunale e Ufficio di Sorveglianza: Messina

CSSA: Messina

 

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI

La struttura presenta grossissimi nodi problematici, da quelli strutturali a quelli contingenti. Alla vetustà, angustia e decadenza della struttura si somma un sovraffollamento molto importante che rende le condizioni detentive una forma di tortura o trattamento disumano, secondo i parametri della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Molti i detenuti il cui spazio in cella è inferiore ai 2 metri quadri. A titolo di esempio, 11 detenuti condividono uno spazio di 19 metri quadri, per un totale di 1,72 metri quadri a testa. Si fanno i turni per stare in piedi.

Nella sezione maternità, la più calda di tutte, si trova detenuta da un anno una madre col bambino di due anni e mezzo.

Non c'è una sala d'attesa per i familiari dei detenuti, che sono costretti ad attese lunghe ed estenuanti all'esterno del carcere, col bello e cattivo tempo.

 

STRUTTURA

L'edificio risale agli anni cinquanta e si trova nel centro urbano di Messina. La struttura è per metà inagibile e l'altra metà in buona parte versa in condizioni disastrose. Il centro clinico è, a causa del sovraffollamento, adibito a reparto detentivo comune. Ciò fa sì che detenuti ricoverati e detenuti comuni condividano gli stessi spazi, sovraffollatissimi.

E' diviso in 6 sezioni, di cui solo 3 funzionanti: sezione Camerotti, teoricamente destinata all'alta sicurezza e composta di 3 piani; sezione Cellulare, per la media sicurezza, chiusa dal 14/01/2010 a causa delle condizioni in cui versava; sezione sosta, chiusa il 27/05/2012 per le stesse ragioni; sezione C.D.T., ossia il centro clinico, di cui una parte è chiusa da 2 anni e che necessita nella sua totalità di un intervento mirato alla ristrutturazione; sezione femminile, anch'essa suddivisa in 3 piani, le cui condizioni sono molto critiche; e infine la sezione semilibertà, anch'essa chiusa dal 9/05/2012.

La sezione femminile

È distribuita su 3 piani. Al piano terra sono presenti 10 celle, tutte di 7,30 metri quadri: di queste, 3 sono inagibili e 4 ospitano 3 detenute, che hanno a disposizione 2,4 metri quadri a testa, quindi meno dei 3 metri quadri al di sotto dei quali la Corte Europea parla di tortura. Le docce sono in comune, l'acqua calda nelle celle non è disponibile, tanto che una detenuta lamentava il fatto che dovessero lavarsi "con le bottiglie".

Il primo piano comprende 9 celle, di cui una inagibile, che sono più ampie di quelle già descritte: vanno dai 30 agli 8 metri quadri. Anche qui i letti occupano praticamente tutta la superficie della cella. Il minuscolo bagno di una delle celle visitate aveva il muro verde a causa dell'umidità e della muffa. Le finestre hanno le gelosie di vetro. Vetro spaccato, peraltro.

Il secondo piano è suddiviso in 2 parti: il lato nido a destra e il lato semilibertà, chiuso per inagibilità, a sinistra. Delle due detenute presenti, una vive in cella col bambino di due anni e mezzo, che si trova in carcere da un anno. Nonostante le condizioni materiali migliori rispetto al resto della sezione (presenza di una cucina, di una ludoteca e di due divanetti in corridoio) è una tra le parti più calde e meno areate dell'istituto: si boccheggia più che nel resto del carcere. Anche qui, 3 celle inagibili su 5.

Per ogni piano è presente un ambulatorio e altre stanze adibite a sala palestra o dedicate ad altre attività trattamentali: una sala polivalente, un salone per parrucchiere e altri. L'intonaco cascante, le macchie di umidità, i mattoni rossi che fuoriescono qua e là dalle pareti, sono la regola in questo reparto così come nel resto dell'istituto.

Altro reparto detentivo è quello del centro clinico. In condizioni normali dovrebbe essere dedicato ai detenuti ricoverati. Sia il primo piano, sezione medicina, che il secondo, sezione chirurgia, ospitano detenuti di ogni tipo. Al piano terra sono presenti i vari ambulatori e al primo piano si trova anche una sala operatoria. Questa è "il fiore all'occhiello" dell'istituto, essendovi operati tradotti da altri istituti per motivi di ordine medico-sanitari.

11 le celle della sezione medicina, di varia grandezza: dai 9 ai 30 metri quadri. Una è per i non fumatori. In questa, come nelle altre, si trovano detenuti ricoverati con gravi patologie assieme a detenuti comuni. Allo stato decadente in cui versa tutto il reparto, si aggiungono problemi contingenti. Al momento della visita una delle celle aveva il blindo chiuso a causa della porta a sbarre rotta e non ancora riparata. Le altre avevano il blindo aperto solo al centro. Il tipo di blindo fa sì che l'apertura consista in una fessura che lascia scoperte solamente tre sbarre. Tutto ciò impedisce chiaramente che l'aria circoli rendendo meno soffocante l'atmosfera.

Delle 6 celle presenti nella sezione chirurgia, 3 ospitavano detenuti cui toccava a testa uno spazio inferiore ai 3 metri quadri: 4 detenuti in 10 metri quadri in una, 11 in 19 metri in un'altra (1,72 metri quadri a testa) e 8 in 15,8 metri quadri in una terza (1,97 a testa).

Tutto il reparto è da ristrutturare. Ogni sezione ha un passeggio a sé stante. Quello della sezione chirurgia consiste in un terrazzino lungo una decina di metri e largo tre, chiuso da una griglia ferrata. Uno dei passeggi del reparto è stato chiuso in seguito alla recente ispezione dell'On. Bernardini ed è in ristrutturazione.

Le docce sono in comune. La loro porta d'ingresso era rotta, e per aprirla è stato necessario usare un "piede di porco".

Il terzo reparto agibile è il Camerotti, il più grande, con i suoi 200 detenuti. E' anche il più decente, data la recente ristrutturazione. Anch'esso distribuito su 3 piani, è composto di 16 celle per piano.

Tutte le celle del piano terra sono difformi rispetto ai parametri stabiliti dalla CEDU. Nessun detenuto ha a disposizione 3 metri quadri. 6 e 5 detenuti in celle da 12 metri quadri, fatta eccezione per la cella disabili, che ospita 3 detenuti in 10,5 metri quadri. Qui si trovano i detenuti di media sicurezza, al primo e al secondo piano quelli dell'alta sicurezza. Teoricamente tutto il reparto dovrebbe essere destinato all'alta sicurezza. Il primo e il secondo piano sono meno affollati, nonostante lo spazio a disposizione per ogni singolo detenuto si attesti poco sopra i 3 metri quadri. 53 i detenuti presenti al primo piano, 60 quelli presenti al secondo.

Le celle restano sempre chiuse. Sicché, fatte salve le ore d'aria e le eventuali attività lavorative o formative, i detenuti passano moltissime ore in cella.

I passeggi sono privi di copertura e consistono sostanzialmente in una distesa di cemento nemmeno troppo ampia e in questo periodo costantemente assolata.

Per il resto, la struttura soffre della mancanza di spazi. Sono 4 le sale per i colloqui, piccole e affollate al momento della visita. Non ci sono spazi nei quali i parenti dei detenuti possano attendere il momento del colloquio. Ciò fa sì che questi aspettino fuori per molte ore e indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. Alcuni volontari hanno cercato di tamponare la situazione con un camper presente all'esterno della struttura che offra assistenza ai parenti. Le ore di attesa sono lunghe ed estenuanti, a causa del problema del sottorganico che affligge questa come le altre strutture italiane.

Una sola cucina per 350 detenuti, contrariamente a quanto previsto dal regolamento che ne vuole una ogni duecento.

Contrariamente al resto dell'istituto, le stanze predisposte ai colloqui con gli avvocati e col giudice di sorveglianza sono climatizzate e in buone condizioni.

E' presente una farmacia ben fornita. C'è un campetto di calcio in cui i detenuti possono giocare una volta a settimana, a turno. Una cappella e un ufficio del cappellano sono presenti all'interno della struttura. Le lavanderie occupano alcuni detenuti e presentano condizioni accettabili. Varie sale sono dedicate a laboratori di vario tipo. Vi è inoltre un teatro in buone condizioni.

Una delle sale è adibita a spaccio alimentare, per il sopravvitto cui possono accedere i detenuti, con costi degli alimenti identici a quelli esterni.

Il direttore della struttura ne è a capo da circa 10 anni, così come il direttore vicario.

 

CONDIZIONI MATERIALI

Esiste un regolamento per il reparto maschile (quello femminile non è mai stato approvato), che viene consegnato ai detenuti all'ingresso nell'istituto. Non esiste tuttavia una versione tradotta in una qualsivoglia lingua straniera.

Oltre al cappellano, altri 3 ministri di culto si recano quasi quotidianamente nell'istituto, appartenenti a evangelici, testimoni di Geova e cristiani ortodossi.

Sono presenti solamente una decina di detenuti musulmani. Per questi, non c'è uno spazio per il culto. Nel periodo del Ramadan, i cibi vengono consegnati all'orario ordinario e poi consumati freddi dopo il tramonto dai detenuti.

 

DETENUTI

Al momento della visita erano presenti 344 detenuti. La media degli ultimi tempi si aggira tra i 350 e i 360 detenuti. I dati ufficiali del Ministero fissano la capienza regolamentare a 330 posti, il che ne farebbe uno degli istituti meno affollati della Sicilia. In effetti, a causa delle molte parti chiuse, a detta della direzione la capienza regolamentare è di 173 posti, per cui il sovraffollamento ammonta a circa il 200%, tra i più alti in regione.

286 i detenuti uomini, 58 le donne.

112 i definitivi, di cui 92 uomini e 20 donne.

22 i definitivi con posizione giuridica mista, di cui 19 uomini e 3 donne.

40 i tossicodipendenti dichiarati, di cui 37 uomini e 3 donne.

27 gli stranieri, percentuale addirittura al di sotto della media siciliana, che è molto al di sotto di quella nazionale. Di questi, 19 uomini e 8 donne.

E' presente nell'istituto una detenuta madre, il cui figlio di due anni e mezzo vive da un anno all'interno della struttura.

82 i detenuti nei CDT (Centri diagnostici e terapeutici), di cui 70 uomini e 12 donne. Di questi, 12 i cosiddetti "protetti".

Il resto dei detenuti è in attesa di giudizio.

105 i detenuti presenti nel circuito "alta sicurezza".

16 i detenuti usciti col provvedimento detto "svuota-carceri".

 

STAFF

Il direttore, dott. Calogero Tessitore, è a capo della struttura da circa 10 anni. Lo stesso vale per il direttore vicario.

L'organico prevede 293 tra commissari, ispettori, sovrintendenti, assistenti, agenti e ausiliari. Di questi, 26 ispettori uomini e 4 donne; 24 sovrintendenti uomini e 4 donne; 204 tra assistenti e agenti uomini e 31 donne.

L'organico in dotazione conta invece 226 unità. Di questi, solo 162 sono gli effettivi, di cui 21 in entrata da altri istituti e 38 quelli in uscita.

Tutto il personale lavora su 3 quadranti orari invece che su 4, con conseguenze rilevanti: minor rendimento, difficoltà delle condizioni di lavoro e costi, che sono sensibilmente più alti.

Gli educatori sono 5 più un responsabile. Di questi però 2 sono distaccati e 2 andranno in pensione a breve.

E' presente uno psicologo.

Gli assistenti sociali sono quelli inviati dall'UEPE, e i loro interventi sono periodici e su singoli casi. Il giorno della visita ce n'erano 3.

I medici incaricati sono 4, i medici Siass 11.

Sono presenti molte branche specialistiche: 1 dermatologo, 3 chirurgo, 2 analisti, 1 aiuto chirurgo, 3 psichiatri, 1 chirurgo-angiologo, 1 oftalmologo, 1 fisiatra, 1 odontoiatra, un cardiologo dell'ospedale Papardo, 1 tisiologo, 1 urologo, 1 medico competente, un ecografista, un endocrinologo, 1 pediatra, 1 angiologo, 1 endoscopista, , 1 medico autorizzato, 1 radiologo, 1 medico specializzato in otorinolaringoiatria, 1 anestesista, 1 neurologo, 1 ortopedico, 1 infettivologo ASP, 1 ginecologo, 1 esperto in fisica dosimetrica.

Sono inoltre presenti 26 infermieri a parcella e 2 OSA (operatori socio-assistenziali).

 

VOLONTARI

Sono presenti 22 volontari ex art. 17 e 6 assistenti ex art. 78. Quattro le associazioni che si occupano di tossicodipendenza, più altre di carattere religioso.

 

EVENTI CRITICI

Sono stati registrati numerosi casi di autolesionismo per le ragioni più svariate: dalla protesta per la situazione giuridica e per l'avanzamento del processo alle richieste inascoltate dal magistrato di sorveglianza e alle condizioni detentive.

Non si sono registrati casi di suicidio ma molti tentativi di suicidio.

Numerosi gli scioperi della fame. L'ultimo del luglio 2012, promosso dai radicali su amnistia e indulto, cui ha partecipato tutta la popolazione detenuta.

Ugualmente numerosi sono i casi di aggressione: tra detenuti ma soprattutto tra detenuti e agenti.

 

SANITA'

All'interno di questo istituto sono presenti molte branche specialistiche ed è presente una sala operatoria.

E' presente il SERT, e il metadone è distribuito giornalmente tra i detenuti tossicodipendenti secondo quanto previsto dalle scalette metadoniche.

E' presente una guardia medica h/24, con 4 medici giornalieri che permangono 3 ore ciascuno.

Nel laboratorio di analisi ci sono 2 analisti 3 volte a settimana. Anche qui, come all'esterno, le spese mediche aumentano a dismisura a causa dei numerosissimi prelievi.

Il gabinetto di cardiologia è bloccato da mesi per problemi tecnici irrisolti ai macchinari.

Altri problemi di carattere medico sono connessi all'odontoiatria, branca in carcere sempre molto richiesta. In quest'istituto non viene praticata l'anestetizzazione e non si riescono a fare le protesi dentarie.

A detta del responsabile dell'area sanitaria è elevatissimo l'uso di psicofarmaci, soprattutto nel periodo estivo.

Esiste un reparto detentivo all'ospedale Papardo, con 4 posti disponibili, tutti occupati al momento della visita.

Per le visite prenotate all'esterno i tempi di attesa sono molto lunghi. Detenuti con patologie gravissime sono costretti ad aspettare fino a un anno e mezzo per una TAC o una risonanza. Ai ritardi e alle liste d'attesa in comune coi liberi cittadini, si aggiunge il problema della mancanza di organico di polizia. Infatti capita spesso che un detenuto non venga accompagnato in ospedale perché tra traduzioni in tribunale e in ospedale, la priorità va al primo.

 

LAVORO

I detenuti ammessi al lavoro sono 40, pari al 14% della popolazione detenuta. Il sistema d'ammissione si basa su graduatorie e i detenuti lavorano a rotazione. I turni sono all'incirca di 4-5 mesi a testa, e nel primo semestre i lavoratori sono stati 305. Questo per quanto attiene ai lavori interni, in cui i detenuti sono alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria.

Poi vi sono due lavoratori ex art. 21, all'esterno.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE

Ci sono 5 corsi professionali finanziati da Enti e fondi regionali, cui partecipano in tutto 46 detenuti. Oltre a questi, ci sono altri 8 progetti regionali FSE (Fondo Sociale Europeo), cui partecipano 104 detenuti, anch'essi finanziati dalla regione.

Tra questi corsi, alcuni sono per panettieri, altri per la lavorazione del latte e dei derivati, altri per le conserve (nel reparto femminile). Non sembrano esserci particolari legami col mondo del lavoro esterno. Piuttosto, i lavori e i corsi di formazione dipendono dai bisogni dell'istituto, come affermato dal direttore e dal resto dell'équipe dirigente.

 

ISTRUZIONE

Sono attivi nell'ordine: 3 corsi di scuola primaria, 4 corsi di scuola media, 3 corsi di scuola superiore (terzo, quarto e quinto geometra) e 3 corsi PON. Tutti sono finanziati e resi possibili con fondi e personale MIUR. 36 i detenuti impegnati nei corsi di scuola primaria, 25 in quelli di scuola secondaria, 30 in quelli di scuola superiore e 60 nei corsi PON.

 

CONTATTI CON L'ESTERNO

Vengono effettuati dai 60 ai 100 colloqui al giorno, in quattro piccole sale. Non esistono sale d'attesa per i parenti dei detenuti, che aspettano molte ore all'esterno dell'istituto. Un camper per dare assistenza climatica ai parenti è stato installato all'esterno del carcere.

Non ci sono particolari restrizioni alle telefonate.

I pacchi consentiti sono 4 al mese, per un totale di 20 kg.

 

Visita effettuata da CPM il 27 luglio 2012

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