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Antigone in carcere - Toscana

Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino

Viale Umberto I 64 (50056 – Montelupo Fiorentino) Tel. 0571 913098 fax 0571 913315

E.mail: op.montelupofiorentino@giustizia.it

Maschile

Dislocazione: urbana

Tribunale ed Ufficio di Sorveglianza: Firenze

UEPE: Firenze

 

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI

L’Istituto, sito in un’antica villa medicea, è sottoposto da alcuni anni ad una radicale ristrutturazione, a causa della quale è stato in parte sfollato. Per tale motivo il numero dei reclusi è stato pressoché dimezzato.

La struttura è finalizzata all’esecuzione della misura si sicurezza dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario, riservata a soggetti prosciolti per infermità mentale totale, intossicazione cronica da stupefacenti o alcool, sordomutismo. Presso l’istituto sono accolti anche soggetti a cui, a causa di una riconosciuta infermità mentale parziale, è stata comminata la misura di sicurezza della Casa di Cura e Custodia e detenuti in osservazione psichiatrica.

L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo fa riferimento al Progetto Obiettivo Tutela della Salute Mentale che attribuisce ai Dipartimenti di Salute Mentale il compito di adottare forme di “collaborazione con gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e con le Case di Cura e Custodia esistenti nel territorio”, nell’ottica del superamento di ogni istituzionalizzazione. Contestualmente si fa riferimento al Progetto Obiettivo per la tutela della salute in ambito penitenziario previsto dal D. Lgs. 230/99.

È in questo quadro che si attua una “definizione di protocolli e modalità di collaborazione fra operatori del Dipartimento di Salute Mentale ed operatori dell’Amministrazione Penitenziaria nel trattamento dei soggetti internati negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ed in altre strutture psichiatriche penitenziarie, tramite un apposito accordo tra il Ministero della Sanità ed il Ministero della Giustizia, le Regioni, le Province autonome e i Comuni”.

Nei reparti aperti viene realizzato un modello di gestione e di organizzazione della vita quotidiana (assemblee e riunioni di reparto tra operatori ed utenti) che punta a facilitare la partecipazione attiva e la realizzazione delle aspettative degli utenti, nei limiti del rispetto delle prescrizioni e delle regole dettate dal regime di sicurezza penitenziario.

Gli organismi dell’OPG addetti a seguire il complesso percorso dei reclusi anche attraverso un collegamento con i servizi ASL di residenza, i Ser.T. ed i servizi di salute mentale territoriali sono:

-il Gruppo di Osservazione e Trattamento (GOT), composto dal direttore, dall’educatore, dall’assistente sociale, dall’esperto ex art. 80 OP, dalla polizia penitenziaria e da coloro che contribuiscono fattivamente al percorso trattamentale della persona. Il gruppo, oltre ad elaborare valutazioni sulla personalità del detenuto, delinea anche il programma di trattamento individualizzato, sostenendo, per mezzo di relazioni di sintesi, le decisioni del Magistrato e del Tribunale di Sorveglianza;

-il Gruppo Integrato Sociosanitario (GIS), composto dal medico di ruolo psichiatra, dall’educatore, dal consulente psichiatra, dallo psicologo ex art. 80 OP, dal tecnico della riabilitazione, dall’infermiere professionale, dal medico di reparto, dalla polizia penitenziaria. Elabora programmi di trattamento e di riabilitazione socio-psichiatrica finalizzati alla revoca della misura di sicurezza. Si tratta di un gruppo che agisce come interfaccia tecnica con i servizi psichiatrici territoriali per concordare e realizzare il programma individuale da sottoporre alla Sorveglianza per l’accertamento della pericolosità sociale; 

-l’équipe di reparto, composta da medici, infermieri e tecnico della riabilitazione psicosociale; realizza i programmi di riabilitazione individuali elaborati dal GIS avvalendosi delle attività e dei luoghi della riabilitazione interna e di operatori volontari (servizio civile volontario, associazioni, ecc.).

La gestione del trattamento risente della carenza di personale, oggi maggiormente adeguata poiché l’Istituto è stato sfollato, ma comunque ai limiti della sostenibilità. Risultano, quindi, pesanti le condizione di lavoro per gli operatori (sotto organico) e la situazione generale della struttura, poiché una buona metà dei locali (quelli non ancora ristrutturati) mostrano segni di forte degrado. Si tratta di quegli stessi spazi dove sono ancora alloggiati gli internati presenti, in attesa che la parte ristrutturata venga definitivamente aperta.

 

STRUTTURA

Il complesso dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino è costituito da una maestosa villa medicea di fine ’500, posta in località Ambrogiana, a forma quadrata e con quattro torrioni agli angoli, comprendente anche una vasta area adibita originariamente a giardini. Nel ’700 la villa passa ai Lorena, ma, con i moti del 1848, Leopoldo II d’Asburgo Lorena lascerà definitivamente la villa e la Toscana.

La villa diviene così “Spedale dei Dementi acuti”, poi Stabilimento Correzionale Femminile nell’800, casa di cura per donne e ricovero per minorenni. Nel 1886 vi viene istituito il secondo manicomio criminale del Regno d’Italia, dopo quello di Aversa, il quale con la riforma del 1975, verrà trasformato in Ospedale Psichiatrico Giudiziario.

La struttura, sita su terreno demaniale, si trova al centro del paese di Montelupo (11.000 abitanti ca.). Ai primi del ‘900 viene recintata e nelle odierne dimensioni passa poi in concessione al Ministero di Giustizia, anche se gli EE.LL. da molto tempo mostrano interesse ad acquisirla. L’interno è sotto vincolo storico-artistico.

È raggiungibile con autobus di linea o con i treni della linea Empoli-Firenze; la stazione ferroviaria è a ca. 500 metri.

Generalmente si procede con interventi di manutenzione ordinaria, ma il degrado dell’edificio ha reso indifferibile la ristrutturazione, iniziata già nel 1999. Dal febbraio 2003, poi, è cominciata la ristrutturazione della III sezione, dove la metà circa della sezione è stata in gran parte rinnovata, anche se non ancora aperta. Il degrado nella restante parte della sezione, non ancora ristrutturata, è avvertibile a vista, a cominciare dalle condizioni di pareti ed intonaci. Sono ancora presenti wc separati dalla restante parte della cella soltanto da un muretto alto un metro e mezzo.

La palazzina della villa medicea è adibita ad uffici e locali per il personale, mensa e residenze, ed alla caserma agenti.

Le zone destinate ai reclusi sono separate dall’edificio centrale della villa; si trovano, infatti, nelle aree dei porticati e nelle ex scuderie. Le aree detentive sono così distribuite:

I Sezione (in un lato del porticato): ci sono solo locali di servizio e 2 celle di transito.

II Sezione, detta “Ambrogiana” (in un altro settore del porticato):

-Piano terra: 21 celle singole più una cella da 3, refettorio-sala polivalente, 3 docce. Il passeggio è circondato da una rete e dal verde.

-Primo piano: 19 celle singole. Non ci sono docce. Vi è una lavanderia autonoma anche per indumenti personali ed una sala colloqui psichiatrici.

III Sezione, collocata presso le ex scuderie (attualmente in ristrutturazione e divisa verticalmente in 2 zone: una chiusa per lavori, l’altra dove si dovranno eseguire, attualmente aperta). La sezione è divisa in 3 piani:

-Piano terra “PESA”: vi è un camerone di ca. 35 mq per 8 persone (osservazione); vi si svolgono poi le attività ed i corsi. Vi è la biblioteca, un laboratorio, la palestra e l’ambulatorio psichiatrico;

-Primo piano “ARNO”: prevalentemente destinato a coloro che hanno una pena definitiva (sezione più aperta). Le celle sono di 12 mq. ed i cameroni di 30 mq. Vi è una sala polivalente per socialità e l’infermeria.

-Secondo piano “TORRE”: prevalentemente ci sono i reclusi provvisori.

La sezione “Ambrogiana” ed il reparto “Arno” sono i reparti prevalentemente con reclusi a pena definitiva.

Ogni reparto ha una saletta comune polivalente, docce comuni ed un cortile, un’infermeria (senza posti per degenza) finalizzata alle visite del medico di guardia ed alla riabilitazione.

Le due sezioni dispongono anche di ambulatori per esami radiografici, odontoiatrici, EEG.

All’esterno vi è un’area verde per colloqui. Vi è, inoltre, un’area sportiva dove si trovano un campo di calcio a 5 in cemento ed un campo a prato. Internamente vi è una palestra.

I passeggi sono in cemento. Presso la II sezione i passeggi sono in cemento o verdi.

Vi è poi un altro campo esterno a disposizione degli agenti.

 

DETENUTI

Capienza regolamentare:              100

La capienza risulta dimezzata a causa dei lavori di ristrutturazione

 

Presenti al 31 dicembre 2005:        140

di cui

-Stranieri                                   10

-tossicodipendenti                       28

-alcooldipendenti                          0

-affetti da HIV                              2

 

Presenti al 31 gennaio 2006:         145

di cui:

-condannati                               142

-imputati                                     3 

 

STAFF

Dirigente:                                  1

Direttori:                                   2 (C3)

Polizia penitenziaria prevista:      103

-forza amministrata:                    87 (83 uomini e 4 donne)

-forza operante:                         82

Contabili:                                   4 (1 C3, 3 C2)

Collaboratori:                             2 (1 B3, 1 B2)

Altro personale:                          3 (1 B3, 1 B2, 1 ausiliare)

Educatori:                                 2 (2 C2)

Psicologi:                                   2 (per l’osservazione)

Personale sanitario:

-medici incaricati:                       4

-medici di guardia:                      6

-medici specialisti:                      16

-infermieri di ruolo:                      10

-infermieri a convenzione:             16

In istituto operano anche tre tecnici della riabilitazione psichiatrica in regime convenzionale.

 

VOLONTARI

I volontari che fanno ingresso in istituto in via continuativa autorizzati ai sensi dell’art. 17 OP sono 13, mentre non ci sono  volontari autorizzati ai sensi dell’art. 78 OP.

Tra le associazioni che collaborano con l’istituto vi sono: l’ARCI di Empoli, l’Associazione Volontariato Penitenziario di Firenze, la Pubblica Assistenza di Montelupo F.no, ecc. alle quali appartengono una parte dei volontari autorizzati all’ingresso.

 

CONDIZIONI MATERIALI

Orari di apertura delle sezioni:

-Sezione II “Ambrosiana”: le celle sono aperte dalle 8 alle 21, con possibilità per gli internati di spostarsi anche fuori dalla sezione;

-III sezione “Pesa” e “Torre”: le celle sono aperte dalle 8,30 alle 11,00 (in estate anche dalle 13,00 alle 15,30);

-III sezione “Arno”: utilizzano gli stessi passeggi degli altri reparti, ma le celle sono aperte dalle 8,00 alle 18,00.

 

Servizio cucine e sopravitto

C’è una Commissione cucina; si preparano le diete speciali, al bisogno.

I generi offerti dal sopravvitto coprono le necessità interne, i prezzi sono controllati.

 

Il riscaldamento è in funzione mediamente 14 ore al giorno. In alcuni reparti ci sono lavatrici.

 

Dimissioni e trasferimenti: avvengono solo se definite dal percorso stabilito. Quanto ai progetti di reinserimento, per chi è prossimo alla scarcerazione ci si raccorda con le strutture del territorio di appartenenza; generalmente c’è un’ottima collaborazione con gli EE.LL. e con il Ser.T che fa da ponte con i Ser.T di residenza del recluso.

L’organo specifico che coordina gli interventi è il GIS, che si occupa:

del programma di riabilitazione interno;

del progetto educativo-riabilitativo individualizzato;

della relazione educativo–riabilitativa;

dell’attività educativo-riabilitativa individuale e di gruppo;

dell’équipe multidisciplinare per il progetto terapeutico individualizzato.

 

I percorsi di riabilitazione in misura di sicurezza che partono dall’OPG sono sempre coordinati dal Gruppo Integrato Sociosanitario e si realizzano a vari livelli:

Intraistituzionale: psicofarmacoterapia, terapia di gruppo, socializzazione, riabilitazione interna, orientamento al lavoro, formazione professionale.

Extraistituzionale: gruppi di riabilitazione, inserimenti sociolavorativi in cooperativa, gruppi di uscita esterna, attività sportiva, centro diurno di socializzazione.

 

CONTATTI CON L’ESTERNO

I colloqui si svolgono martedì, giovedì, sabato dalle 8,30 alle 15,30, con l’interruzione di un’ora. Si svolgono in sala colloqui con bancone divisorio (anche se non separati da vetro), oppure all’area verde per chi ha bambini o ha diritto a concessioni premiali.

Quanto ai pacchi provenienti dai familiari, vengono ammessi cibi cotti controllati.

Le telefonate sono nel numero consentito.

Il servizio postale si svolge in modo regolare.

 

EVENTI CRITICI           

Nell’ultimo triennio si sono registrati i seguenti eventi critici:

-atti di autolesionismo: 27 nel 2003, 46 nel 2004 e 18 nel 2005;

-tentati suicidi: 5 nel 2003, 5 nel 2004 e 3 nel 2005;

Si è registrato un suicidio nel 2003. Si erano in precedenza registrati un suicidio nel 2000 e uno nel 2002.

I ferimenti sono risultati: 18 nel 2003, 50 nel 2004 e 32 nel corso del 2005. Nel triennio vi sono stati anche episodi legati a scioperi della fame o della terapia.

 

SANITA’

Tra le attrezzature di cui dispone l’istituto vi sono: strumenti di anestesia e rianimazione (bombole di ossigeno e pallone ambu, defibrillatore); strumenti per angiologia (apparecchio per chirurgia vascolare), per cardiologia (RX cardiologico, fonendoscopio), per piccola chirurgia (aerosol, aspiratore chirurgico, autoclave, lampade, termosigillatrice e termosaldatrice), per dermatologia (eletrobisturi, diadermobisturi), per fisiokinesiterapia, per gastroenterologia (colonfibroscopio), riunito odontoiatrico, elettroencefalogramma. 

Da registrare una buona collaborazione tra istituto, ASL e Ser.T. In istituto, laddove necessario, è praticata terapia metadonica a regime scalare.

 

ATTIVITA’

Tra le attività di riabilitazione, culturali, ricreative e sportive possiamo annoverare le seguenti:

-la rivista bimestrale “Spiragli” redatta dagli internati con il supporto di un operatore volontario. La rivista, nata nel 1998, si è progressivamente rinnovata: oggi dispone di una veste editoriale più moderna e viene stampata in una tipografia esterna. L’iniziativa è finanziata dall’amministrazione penitenziaria;

-il progetto biblioteca, tendente a consolidare l’attività interna con nuovi acquisti, catalogazione e distribuzione dei testi, ma anche a creare uno scambio forte con la biblioteca del territorio; anche in questo caso l’attività è finanziata dall’amministrazione;

-il corso di educazione musicale, attuato dall’Associazione ARTERP, al quale hanno preso parte 10-12 internati;

-il laboratorio di arti figurative, attuato dall’Associazione “Arte, lingua e cultura - Studio Giambo”, al quale hanno partecipato 15-20 internati;

-il gruppo di riabilitazione esterno “I Ritrovati”, gestito dall’ARCI empolese-valdelsa. Si tratta di un gruppo di internati, accompagnato da un operatore specializzato e da operatori del servizio civile, che svolgono uscite presso una struttura esterna messa a disposizione dal Comune. Le uscite sono strutturate e programmate in gruppo e rappresentano una “finestra” sul territorio esterno, finalizzate alla progressiva ri-appropriazione da parte degli internati coinvolti dei contesti sociali e di una piena cittadinanza. Il progetto è attivo dal 1995;

-il Centro esterno “La casa del drago”. Attraverso questo progetto vengono consolidati i percorsi di riabilitazione psichiatrica degli internati in condizione di accedere a licenze esterne o programmi di semilibertà avviati già da diversi anni. Nel Centro confluiscono specifici programmi di riabilitazione psichiatrica e quei progetti che prevedono uscite, compresa l’attività de “I Ritrovati” che qui realizza un laboratorio di “recupero e restyling” di materiali dimessi. La struttura costituisce anche un punto di appoggio per la cooperativa “Intrecci” e per i volontari che accompagnano all’esterno gli internati. La struttura è stata allestita grazie ad un contributo del Cesvot ottenuto nel 2003 sui “Percorsi di innovazione”. L’ARCI è gestore del progetto. Alle attività del Centro partecipa una ventina di internati;

-il laboratorio teatrale che prevede l’attivazione di due gruppi di 8-10 internati; è gestito dall’ARCI, mediante un paio di operatori esperti ed un operatore del servizio civile;

-l’attività sportiva, gestita in larga parte dall’Associazione “I lupi del monte”, fondata all’interno dell’istituto, con la finalità di promuovere e realizzare attività ludico-sportive rivolte agli internati ed alla cittadinanza. Dal 2005 l’associazione collabora anche con la UISP e l’ARCI.

Molte di queste attività vengono realizzate grazie alla collaborazione degli EE.LL. e delle associazioni del territorio, trovando parte dei necessari finanziamenti nei piani di zona.

In derivazione del Progetto regionale “Porto Franco”, l’OPG ha avviato un progetto specifico intitolato “Muro/Fiume” volto a creare, tra le altre cose, occasioni di scambio con il territorio. Varie sono le azioni attivate:

-progetto “Il folletto”. Si tratta di un intervento di educazione all’igiene personale e degli ambienti dell’istituto;

-progetto “Abbassa l’ostacolo”, volto a costruire uno spazio di riabilitazione specifico per gli internati più deficitari a livello cognitivo;

-progetto “i colori del drago”: si tratta di un progetto che punta a vitalizzare e consolidare la rete sociale che collega istituto e territorio e ha quale target privilegiato gli studenti delle scuole;

-progetto “Muro/Fiume teatro” finalizzato a creare laboratori teatrali che favoriscano l’attività creativa e le competenze degli internati. I laboratori costruiscono l’evento teatrale da presentare pubblicamente.

 

Attraverso il Progetto “Reintegrare”, inoltre, l’Istituto ha beneficiato anche di un intervento di sopporto al disagio psichico, finalizzato in particolare al sostegno delle situazioni di maggiore rischio. L’attività è svolta da psicologi e per il 2005 ha previsto circa 520 ore di intervento.

 

LAVORO

I lavoranti alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, alla fine del 2005, risultavano 42, 38 dei quali impiegati in lavori domestici.

Per gli inserimenti lavorativi esterni, che riguardano detenuti in semilibertà, l’istituto si appoggia, anche se non in maniera esclusiva, alla Cooperativa sociale Intrecci, nata nel 1999 nell’ambito di un progetto partito grazie al Fondo Sociale Europeo, Asse Horizon, che ha visto tra i soci fondatori un gruppo di internati dell’istituto, operatori e soci del territorio. Al progetto hanno partecipato l’ARCI di Empoli, il Comune di Montelupo F.no e l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario. La cooperativa è impegnata nella manutenzione del verde presso il Comune di Montelupo ed i comuni limitrofi e conta una decina di soci lavoratori, di cui generalmente 3-4 internati, a seconda delle commesse che riesce ad ottenere.

Gli internati percepiscono uno stipendio regolare, secondo i contratti di lavoro delle cooperative, e sono autonomi nei movimenti sul territorio. La Cooperativa ha anche reso possibile l’effettuazione di tirocini di lavoro assistito per altri pazienti.

Sono una quindicina gli internati che, a partire dalla costituzione della cooperativa, sono stati inseriti lavorativamente. Alla metà del 2005 un internato risultava assunto dalla cooperativa ed altri due vi lavoravano mediante borsa lavoro.

Da evidenziare anche la presenza in Istituto dell’azienda agricola gestita dall’Associazione “Agricoltura Biodinamica” che ha visto l’inserimento lavorativo di 5 internati.

In Istituto c’è un’attività di orientamento professionale. Il progetto è finanziato nell’ambito del Fondo Sociale Europeo.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE

L’istituto ha attivato vari corsi professionali:

Con il Progetto “Fuori Luogo” (in continuità con il precedente progetto “Drago verde”) ha avviato un corso di orticultura e floricoltura di 200 ore (i partecipanti sono stati 5 ed il corso si è svolto interamente all’interno dell’istituto), un corso di aiuto cuoco di 100 ore (i partecipanti sono stati 10 ed il corso si è svolto parte dentro l’istituto e parte fuori presso la “Casa del Drago”) e un corso di falegnameria e riciclaggio materiali di 200 ore (5 partecipanti, corso svoltosi interamente presso la “Casa del Drago”).

 

ISTRUZIONE

L’istituto collabora con il Centro Territoriale Permanente (CTP) della Scuola media inferiore “Busoni-Vanghetti” di Empoli per la realizzazione della scuola media per adulti. Gli insegnanti coinvolti sono tre e per l’anno 2005/2006 gli studenti coinvolti sono stati una quindicina.

Attraverso una convenzione tra OPG, CTP, due scuole medie superiori di Empoli e l’Associazione Volontariato Penitenziario di Firenze gli internati che ne hanno titolo possono iscriversi anche alla scuola superiore, venendo seguiti dagli insegnanti del CTP e da un docente delle superiori che entra periodicamente per azioni di orientamento e preparazione degli studenti.

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