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Antigone in carcere - Veneto

Casa Circonariale – Casa di Reclusione Femminile VENEZIA GIUDECCA

via Santa Eufemia, 712 – 30133 Venezia

tel. 041 5204033-151   fax: 041 5230273

Email: crdvenezia@giustizia.it

dislocazione: urbana

Tribunale e Ufficio di Sorveglianza: Venezia

UEPE: Venezia - Mestre

 

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI

L’istituto ospita solo donne e donne con figli. È oggetto e soggetto di progettualità concrete, attuate grazie all’esistenza di una “rete” costituita da soggetti diversi, in cui l’obiettivo comune è l’inclusione delle persone nel tessuto sociale del territorio. A breve aprirà anche l'ICAM: a questo proposito vi è una difficoltà nel trovare volontari disponibili a farsi carico dell'accompagnamento dei bambini all'asilo (il che comporta rendersi disponibili per tutta la durata dell'orario scolastico), poiché sono venuti a mancare i contributi per gli accompagnatori che erano disponibili in passato.

 

STRUTTURA

La struttura è ospitata da un antico convento del 1300 con giardini interni, chiostri, porticati, grandi corridoi ampi e grandi stanzoni che fungono sia da uffici per l’amministrazione che da luoghi di vita per le detenute. Gli ambienti dell’istituto hanno diversi gradi di ristrutturazione, infatti alcune parti, specialmente per quello che riguarda i corridoi d’ingresso, che risentono maggiormente dei problemi relativi l’umidità, presentano segni di usura e di deterioramento strutturale, a differenza delle celle che nel complesso sembrano essere abbastanza ben tenute.

Le celle sono camere molto ampie che ospitano più o meno 5/6 detenute ciascuna. Le celle hanno misure di stanzoni (le più grandi ricordano delle camerate), sono tutte provviste di una tv, un armadietto appeso a fianco di quasi ogni letto, un angolo cottura, una o due finestre abbastanza grandi da permettere una buona areazione ed una buona illuminazione. Ogni stanza ha una doccia ed i servizi igienici sono stati rinnovati recentemente. Il bagno è separato dal resto della stanza.

I corridoi sono abbastanza ben tenuti e puliti, con finestre ampie che permettono una buona illuminazione. Il soffitto è molto alto e con travi a vista. Il vano scale è messo un po' peggio, in quando presenta muri scrostati e è evidente che risente di problemi di umidità.

Le madri con i bambini sono collocati in una sezione a sé stante al secondo piano. Questa sezione ha 5 (piccole) celle con all’interno due letti ed un lettino/culla per i bambini. Questa sezione è dotata anche di aria condizionata sia d’inverno che d’estate. Al suo interno sono presenti una piccola infermeria/ambulatorio pediatrico e due stanze per madri con bambini neonati o molto piccoli. Le celle di queste sezioni non hanno bagno interno, hanno docce e servizi igienici esterni. L'ambiente in generale sembra essere ben curato e ben tenuto. Le pareti del passeggio di questa sezione sono colorate con i disegni di cartoni animati, inoltre ci sono giochi, passeggini, seggioloni e altro materiale utile alle madri. Questa sezione è separata dall'altra sezione da uno stanzone usato come spazio comune che funge a seconda delle situazioni da cinema, teatro ecc.

Al secondo piano si trova l'infermeria e il servizio nuovi giunti. Questa area sembra quella messa un pò peggio, rispetto al resto delle sezioni. Ci sono alcune celle che ospitano alcune detenute che si trovano in situazioni “problematiche”, a causa di malattie, dell’età, della povertà ecc..

Gli spazi comuni esterni sono principalmente due: un grande cortile interno asfaltato con una rete per la pallavolo, alcune panchine. Questo spazio oltre ad essere usato per il passeggio è utilizzato anche come spazio per stendere i panni. L'altro spazio comune è un orto adiacente al cortile di circa 6000 mq. Questo è chiamato “Orto delle Meraviglie” in cui le detenute coltivano frutta e verdura che vengono principalmente vendute all'esterno.

Nella struttura sono presenti altri 4 laboratori, uno di sartoria al cui interno sono presenti macchine da cucire e manichini, oltre a tutto il necessario per il taglia e cuci; l'ambiente è abbastanza grande, luminoso e pulito. Un altro laboratorio è quello della lavanderia con lavatrici industriali. Il laboratorio di cosmetica, collocato vicino alle cucine, non è molto grande ma è fornito di tutte le attrezzature necessarie. Da un paio d'anni è stata dismessa la legatoria.

Nell’edificio adiacente alla struttura vedrà la luce, presumibilmente entro ottobre, l’ICAM. La nuova struttura avrà l’obiettivo di separare la sezione delle madri con figli dal resto del carcere, in modo tale da cercare di attenuare il più possibile gli effetti del carcere sui bambini. Questo nuovo stabile (con entrata indipendente) sarà strutturato in due piani, al primo piano ci saranno le celle, di varia grandezza, che potranno ospitare nel complesso fino a poco più di venti detenute. Ci saranno delle stanze comuni e un accesso sempre libero per il giardino esterno.

 

DETENUTI

numero presenze: 72

capienza regolamentare: 101

donne con figli: 4; bambini in carcere: 4

Straniere: 37 (19 provenienti dall'Est Europa, 9 dall'Africa, 5 dal Sud America, 3 dall'Europa centrale, 1 dalla Cina)

Tossicodipendenti: 16 (di cui 14 italiane e 2 straniere)

Le detenute molto anziane sono ospitate in un “repartino” dell’infermeria. Numerose sono le detenute in art. 21, mentre non ci sono al momento semi-libere.

 

STAFF

Direttore: Gabriella Straffi

Polizia penitenziaria: quasi tutte donne. I pochi agenti uomini lavorano in portineria. A detta della direzione, nonostante la diminuzione del numero di agenti rispetto al passato, questi sarebbero sufficienti se non ci fossero i distacchi.

Educatori: 2

 

VOLONTARI

Molti volontari ex - art. 17, riuniti nell’associazione “Arcobaleno”.

Nell'aprile 2004 è stato firmato un Protocollo d’Intesa tra il PRAP Veneto, il Centro per la Giustizia Minorile di Venezia e le organizzazioni di volontariato operanti in area penale esterna che riconosce e promuove l’attività di volontariato effettuata nell’area penale regionale, ne definisce i rapporti e le linee d’intervento, ne sancisce il valore sociale nelle sue varie forme, tra cui anche la partecipazione alla realizzazione della reintegrazione sociale delle persone sottoposte a misure penali. Tra gli ambiti di intervento la promozione, l’elaborazione e la realizzazione, nell’ambito di programmi concordati anche con gli enti locali, di progetti che prevedano percorsi di formazione e lavoro, attività lavorative, attività promozionali sistematiche per la ricerca di posti di lavoro e relativa banca dati, attività di promozione di lavori socialmente utili, promozione di cooperative sociali e di lavoro, promozione per l’impiego di condannati in attività d’utilità sociale.

 

CONDIZIONI MATERIALI

Celle aperte dalle 8 alle 20. La libertà di movimento delle recluse comprende gli spazi comuni e la biblioteca. Nel cortile si stende il bucato; c’è una lavatrice gestita in comune.

Cucina in buono stato, pulita e funzionale. C’è la commissione-cucina. Possibilità di cucinare in cella.

Il nido è gestito da 2 puericultrici.

 

CONTATTI CON L'ESTERNO

Pacchi dei familiari. Gli oggetti di cui non è consentito l’ingresso sono: i generi e gli oggetti contenuti in scatole metalliche e in vasetti, o contenuti in confezioni , anche sigillate, che non consentano l’ispezione; cuscini e oggetti di corredo imbottiti; prodotti in bombolette spray; il dentifricio, il sapone, il detersivo, lo shampoo, i cosmetici i medicinali; le sigarette, i fiammiferi,  le bevande in genere; i funghi, la frutta; la pasta alimentare; lo zucchero, la farina o altri prodotti in polvere; le uova; i frutti di mare;  il cioccolato con ripieno. Tutti questi beni possono essere acquistati attraverso un domanda alla direzione.

Tutto il resto, come posta, pacchi colloqui e telefonate seguono il regolamento suggerito dal ministero di Giustizia. Il regolamento è appeso in tutte le stanze.

 

SANITÀ

Il personale medico è composto da un medico incaricato e da 2 suore che lavorano in infermeria, sono inoltre presenti un oculista volontario, un ginecologo, un pediatra, una guardia medica (12 ore al giorno) ed il servizio infermieristico (12 ore al giorno anche nei festivi). Le ore dello psicologo sono diminuite (13 ore al mese) e ciò viene riportato come un problema. Il dermatologo non c’è, secondo la direzione molte delle detenute che lavorano al di fuori del carcere preferiscono farsi visitare direttamente in ospedale piuttosto che in carcere.

 

ATTIVITÀ

All'interno dell'istituto si trova la redazione femminile del periodico “Ristretti Orizzonti”, che organizza l’attività attraverso incontri con giornalisti, scrittori, responsabili di associazioni e cooperative, attività di informazione attraverso la corrispondenza e gestione degli archivi.

All'interno dell'istituto è inoltre presente uno sportello informativo per le detenute gestito dal Comune (lavoro, assistenza, opportunità); oltre a fornire informazioni spicciole, gli operatori lavorano ‘in profondità ’, strutturando una serie di incontri con le detenute in modo da far emergere le tematiche da affrontare negli incontri successivi.

 

LAVORO

L'istituto si qualifica anche come Casa di Lavoro. È evidente come si sia costituita una rete tra le istituzioni penitenziarie (direzione del carcere e UEPE), gli enti pubblici (soprattutto il Comune di Venezia, in parte la Provincia di Venezia e la Regione Veneto), il Terzo Settore (cooperazione sociale, volontariato, privato-sociale), le aziende che impiegano persone provenienti da percorsi penali e i cittadini che comperano  la produzione dei laboratori del carcere. Questo meccanismo consente di studiare e realizzare percorsi di inserimento lavorativo adattabili sia alle esigenze degli individui che all’andamento del mercato. I soggetti coinvolti nei percorsi di inserimento o reinserimento di detenuti/e ed ex-detenuti/e sono: la direzione degli istituti penitenziari (oltre alla casa di reclusione femminile, la casa circondariale maschile); l'UEPE di Mestre; le istituzioni locali: il Comune e la Provincia di Venezia, la Regione Veneto; il Servizio per le tossicodipendenze (Ser.T.); le cooperative sociali; le aziende che lavorano per il pubblico e; le associazioni di volontariato.

Le due maggiori cooperative sociali che lavorano in questo ambito, “Rio Terà dei Pensieri” e “Il Cerchio”, sono riuscite a creare dei laboratori che permettono alle detenute non solo di lavorare essendo retribuite, ma anche di poter attivare corsi di formazione professionale. Inoltre questo meccanismo ha consentito di accompagnare le detenute lavorativamente anche nel periodo immediatamente precedente e subito successivo al rilascio.

Tali laboratori impiegano le detenute in turni di 3 o 6 ore, a rotazione. L'Orto delle Meraviglie, gestito dalla cooperativa Rio Terà dei Pensieri vede impiegate diverse detenute. Queste coltivano frutta e verdura, gestiscono le serre (non riscaldate); la produzione è completamente biologica e certificata ICEA. Infatti la cooperativa è convenzionata con l’ESAV (Ente di Sviluppo Agricolo del Veneto) per l’impostazione dei protocolli di coltivazione e nelle scelte dell’orto, in particolare con il Centro Sperimentale “Po di Tramontana” per l’ottenimento a titolo gratuito di materiali vegetali, per ricevere assistenza tecnica nelle fasi critiche della coltivazione e per ottenere interventi straordinari nella gestione degli impianti e in caso di necessità. I prodotti sono venduti o a GAS (gruppi di acquisto solidale) oppure attraverso l'organizzazione una volta a settimana di un banchetto all'esterno del carcere. La medesima cooperativa gestisce anche il laboratorio di cosmetica che vede impiegate 4 persone di cui 1 a tempo pieno con contratto qualificante. Le piante coltivate nell'orto sono quindi lavorate, sotto la guida di un esperto cosmetologo, per l’ottenimento di acque distillate, estratti ed oli essenziali, successivamente trasformati in unguenti, detergenti, balsami vendute all'esterno con il marchio "Veneziana Coloniali & Spezie”. Il laboratorio e l’orto s’inseriscono nella tradizione veneziana di affidare alle ospiti degli istituti di pena lavori artigianali ad alto livello qualitativo e offrono una valida opportunità di riabilitazione, attraverso corsi di formazione ed un lavoro correttamente retribuito. La cooperativa prende il nome dal rio interrato che conduce al carcere di Santa Maria Maggiore; si costituisce nell’autunno del 1994 tra detenuti/e e volontari. Obiettivo specifico lo svolgimento di attività di formazione professionale e di produzione di manufatti all’interno degli istituti di pena di Venezia. Per il lavoro extra-murario (detenuti/e in semilibertà) la cooperativa collabora con Vesta S.p.a. Le persone sono assunte dalla cooperativa a tempo determinato (da alcuni mesi a qualche anno), hanno un regolare salario contrattuale e possono essere riassunte a fine pena. Attualmente la cooperativa Rio Terà Pensieri sta lavorando ad un progetto per attivare un corso di formazione per successivamente attivare anche un laboratorio per la produzione di prodotti conservati (marmellate, sughi, salse, sottolio ecc.).

La Sartoria è gestita dalla cooperativa “Il Cerchio”; in questo laboratorio vengono creati vestiti, borse e realizzate riparazioni e adattamenti di abiti su ordinazione. Le ordinazioni generalmente si ricevono presso il negozio aperto a Castello “Banco 10”, dove lavora la coordinatrice del progetto, che segue anche la sartoria del carcere e il laboratorio esterno.

Le cooperative sociali possono garantire la continuità del posto di lavoro, ad esempio il laboratorio esterno della sartoria è gestito da un’ex-detenuta, che è uno dei punti di riferimento della cooperativa. Altre donne che hanno terminato la pena hanno mantenuto il posto di lavoro che avevano da semilibere.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE

I corsi di formazione sono legati alle lavorazioni interne e vengono generalmente attivati annualmente: hanno riguardato negli ultimi anni la coltivazione dell’orto, il laboratorio di cosmetica e la ceramica. Il corso di ceramica è stato un corso breve, della durata di tre mesi che è stato finanziato da fondi regionali; era gestito in collaborazione con l’Istituto Veneto del Lavoro e vi partecipano 10-12 detenute. Gli insegnanti insegnano rispettivamente lavorazione della ceramica e pittura su ceramica. Tale corso tuttavia non è stato riproposto a causa della mancanza di fondi. Per quanto riguarda l'orto e la cosmetica vengono invece effettuati corsi di aggiornamento periodicamente.

I corsi regionali prevedono la consegna di un attestato. In passato sono stati effettuati anche  corsi di tessitura e disegno su stoffa e un corso di lavorazione della carta che ha portato alla creazione di una legatoria che però attualmente è inattiva (l’unica responsabile è attualmente in maternità e la lavorazione – che impiega un solo lavorante - è stata provvisoriamente spostata al maschile, ma tornerà al femminile).

 

 

ISTRUZIONE

Nell'istituto vengono effettuati corsi di alfabetizzazione, c'è la possibilità di frequentare la scuola media inferiore e quella superiore, anche se in quest'ultima non ci sono iscritti.

Il corso di alfabetizzazione e quello della media è frequentato da 4/6 detenute, all’alfabetizzazione sono quasi tutte straniere. La Direttrice ci ha fatto notare che generalmente a frequentare questi corsi sono le madri, che nel momento in cui mandano i propri figli a scuola, decidono di cominciare a frequentare corsi di alfabetizzazione o di ottenere la licenza media inferiore. Nell’ambito della scuola media viene svolto un corso di informatica, che è molto richiesto dalle detenute.

L’orario dei corsi è pomeridiano, arriva anche fino alle 19-20, per dare la possibilità di frequenza alle donne che lavorano.

 

 

Data della visita: 5 luglio 2012

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