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Cosa è l'Osservatorio sulle condizioni di detenzione

Dal 1998 l'Associazione Antigone è autorizzata dal Ministero della Giustizia a visitare gli oltre 200 gli Istituti di pena italiani. Originariamente ogni due anni, ma dal 2007 ogni anno, Antigone redige un rapporto annuale sulle condizione di detenzione in Italia, che è strumento di conoscenza per chiunque si avvicini alla realtà carceraria: media, studenti, esperti, forze politiche. Siamo giunti nel 2015 alla pubblicazione del dodicesimo rapporto. 

Sono oltre 70 le osservatrici e gli osservatori di Antigone autorizzati a entrare nelle carceri con prerogative paragonabili a quelle dei parlamentari. Alcuni possono farlo in tutto il territorio nazionale, altri solo nella loro regione di provenienza. Tutte persone da noi appositamente formate e che si sono assunte un impegno volontario. Dopo ogni visita, gli osservatori redigono un report che descrive le condizioni strutturali, il clima detentivo, il rispetto della legislazione penitenziaria e altre caratteristiche salienti della struttura visitata. Tutte le informazioni contenute nei report sono verificate dagli osservatori e aggiornate al momento della visita.

L'Osservatorio di Antigone è da sempre libero e indipendente e vuole continuare ad esserlo. Grazie allo straordinario impegno di tutti gli osservatori, abbiamo realizzato il primo webdoc sulle carceri in Italia (www.insidecarceri.com) e siamo tra i fondatori dell'European Prison Observatory (www.prisonobservatory.org)

Per contattare l'Osservatorio, scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonate al n. 06 4511304. La sede operativa del coordinamento dell'Osservatorio è in via Monti di Pietralata 16, 00157 Roma

 

 VISITE AI REPARTI DI OSSERVAZIONE PSICHIATRICA: IL RESOCONTO 

 

Si ringrazia per la disponibilità e per la collaborazione prestata il Ministero della Giustizia, il capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, i vice-capo, i dirigenti, i direttori degli Istituti e il personale dell’Amministrazione penitenziaria.

 

Realizzato con il contributo di:

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