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Comunicato Stampa. Meno reati e meno detenuti. Non tornare indietro.

carceriMeno reati e meno detenuti. Non tornare indietro. 
Le proposte di Antigone approvate dalla commissione Giustizia della Camera: attenzione ai diritti degli stranieri, dei minori, più misure alternative e sessualità.

Il calo dei reati annunciato dal ministro Alfano (-9,2% rispetto al 2014) è veramente una buona notizia. Ed è contestuale alla decrescita della popolazione detenuta. Oggi i detenuti sono circa 52 mila. Nel 2010 erano 68 mila. Ciò significa che meno detenuti comportano anche più sicurezza pubblica. La giustizia mite paga. La giustizia dal volto truce, dalle pene esemplari e simboliche non ha alcuna efficacia deterrente. Per questo va assecondato un percorso di deflazione numerica senza cedimenti o passi indietro verso un diritto penale invadente e dalle pene sproporzionate. 

Va anche detto che il modello di carcerazione deve sempre più essere ispirato a principi di rispetto della dignità umana. Più vi è legalità e umanità nel sistema penitenziario più questo produce effetti significativi nell’abbassamento della recidiva. 
Sono in corso gli stati generali sull’esecuzione della pena voluti dal Ministero della Giustizia. L’intenzione è riformare il sistema penitenziario. Vanno contrastate tutte le resistenze. Abbiamo presentato le nostre proposte, alcune delle quali recepite e approvate dalla Commissione giustizia della Camera dei Deputati. Ora la parola spetta all’Aula di Montecitorio. Ne segnaliamo alcune: 1) attenzione specifica ai bisogni e ai diritti sociali, religiosi e di giustizia degli stranieri detenuti che a volte non sanno neanche il perché sono in carcere in quanto nessuno traduce loro finanche gli atti giudiziari (in alcune carceri si usa addirittura google translator per le ordinanze di custodia cautelare); 2) estensione delle misure alternative; 3) norme specifiche per i minori ai quali non vanno più applicate le norme degli adulti (ad esempio quelle sull’isolamento, sul contingentamento dei rapporti telefonici e visivi con la famiglia, sull’alimentazione, sui rapporti con l’esterno; 4) modifiche all’ordinamento penitenziario che tengano conto delle competenze del servizio sanitario nazionale sulla salute in carcere; 5) diritto ad avere rapporti sessuali in carcere. Quest’ultima sarebbe una grandissima novità per il sistema penitenziario italiano.
 
Roma, 16/08/2015
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