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Antigone in visita al carcere rumeno di Timisoara

56 bigNegli ultimi giorni siamo stati in Romania nell'ambito di un progetto di cui siamo partner. L'occasione è stata utile anche per visitare la prigione di Timisoara e poter osservare le differenze tra il sistema carcerario rumeno con quello italiano.

Di seguito alcune informazioni sulla situazione di questo carcere.

L’istituto si presenta in buone condizioni, ma è angusto e assolutamente inadeguato al numero dei presenti. Molte celle misurano attorno ai 24mq, e contengono fino a 9 brande distribuite in tre letti a castello.  
Altre, che misurano attorno ai 70mq, contengono fino a 28 brande. Le celle piccole hanno 1 bagno, in ambiente separato, quelle grandi 2. In tutte le celle non c’è nessuno spazio per muoversi, né ci sono tavoli o sedie.

Durante la nostra visita le celle erano per lo più vuote.  
Dei circa 900 presenti infatti, tutti uomini sopra i 21 anni, lavorano in circa 600, più della metà fuori dal carcere per aziende private. Il loro stipendio va al 40% al detenuto ed il 60% alla amministrazione penitenziaria. Ma il carcere può trattenere anche il 100%. Il lavoro infetti può essere retribuito anche con giorni di liberazione anticipata, 1 ogni 4 se si lavora per i privati, ed uno ogni 3 se si lavora per l’amministrazione penitenziaria.  

I circa 900 presenti erano detenuti in regime aperto, se ad un anno dal fine pena (celle aperte di giorno e di notte) o in regime semi-chiuso, per i detenuti a tre anni dal fine pena (celle aperte di giorno ma non di notte). I detenuti di regimi diversi vengono allocati in celle diverse anche nella stessa sezione.  

Il personale di polizia è composta da circa 300 agenti, e non pochi sono impegnati in attività fuori dall’istituto, legate al movimento ed al controllo dei detenuti che lavorano fuori dal carcere.

La legge prevede uno standard di 4mq per detenuto nelle carceri a regime aperto e semi-aperto, e 6mq per le carceri a regime chiuso.  

I detenuti hanno una scheda per comprare beni con i soldi del proprio conto, per telefonare e per accedere ad informazioni sulla loro posizione giuridica o sulla vita dell’istituto da dei chioschi elettronici accessibili dalle sezioni. Il sistema è gestito dall’amministrazione penitenziaria.

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